Tecniche miste e incisioni
La Galleria dell’Incisione presenta per la prima volta a Brescia una mostra di opere di Carol Rama, una delle maggiori artiste italiane del Novecento, Leone d’Oro alla carriera alla 50a Biennale di Venezia 2003.
La mostra è costituita da 13 opere uniche, 24 incisioni e 2 cartelle. Le opere uniche sono degli anni dal 2001 al 2004, mentre le incisioni scelte ripercorrono i motivi figurativi ricorrenti nella vasta produzione dell’artista: la Mucca Pazza, le Maleleingue, i Cadeau.
La mostra è organizzata con la collaborazione di Carlo Masoero. Catalogo con testo di Franco Fanelli.
Carol Rama è un artista la cui esperienza appartiene all’arte del Novecento, alla cultura di Torino (dove è nata nel 1918), ad un percorso che a partire dalla metà degli Anni Trenta si afferma per l’originalità del linguaggio e per la straordinaria energia con la quale è riuscita a trasformare i materiali più diversi in opere dalla personale poetica.
Presente sin dal 1948 alle Biennali di Venezia, la pittrice è divenuta un modello per le nuove generazioni di artisti, per quanti avvertono nella sua arte la continua attualità, che documenta ed esprime il nostro tempo.
Un inequivocabile segnale della sua modernità sono i personaggi della cultura internazionale che hanno accompagnato Carol Rama negli anni, come il poeta, scrittore e critico Edoardo Sanguineti e il musicologo Massimo Mila, l’architetto Carlo Mollino e il musicista Luciano Berio, gli artisti Andy Warhol e Man Ray.
Nel giugno 2003 le è stato conferito il Leone d’oro alla carriera, in occasione della Cinquantesima Biennale di Venezia.
Nel 2004 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto le hanno dedicato un’ampia mostra antologica, curata da Guido Curto e Giorgio Verzotti, che nella primavera del 2005 sarà visitabile al Baltic Museum di Newcastle. Il Museo di Ulm e la Galerie im Taxispalais di Innsbruck hanno in programma una mostra antologica di Carol Rama, che inaugurerà nell’autunno del 2004.
“Carol Rama è ben altro che una delirante naif intenta all’elaborazione di un’autobiografia per immagini. Ha ricevuto l’educazione classica degli artisti torinesi della sua generazione, che nel bene o nel male confluivano nello studio di Felice Casorati (quando per temperamento e ricerca le sarebbe stato senz’altro più prossimo il visionario e maudit Spazzapan, mitteleuropeo di stanza a Torino, l’antitesi casoratiana per eccellenza, come lo è stato Mattia Moreni).
Dagli anni Quaranta ha attraversato da protagonista le principali neoavanguardie ed è difficile, a fronte di un’analisi formale delle sue opere, ascriverla tout-court alla categoria degli anticlassici. Quanto meno, ha saputo far convivere le due anime, irrazionalità e “ragion compositiva”, istintualità e straordinario magistero tecnico.
Ma quando le è stato chiesto (da Corrado Levi, altro esemplare suo interprete) che cosa resterà della sua arte, ha risposto che le sue opere piaceranno soprattutto a chi ha sofferto; più volte ha parlato di follia come “causa” del suo fare. Ha definito suo maestro il peccato. Ha descritto l’esercizio dell’arte una pratica autoterapeutica.
Eppure Carol Rama non è naif almeno quanto non lo sono stati Artaud,
Gottfried Benn o Schiele; come loro, caso mai, ha interrogato il dolore e vi ha scoperto quei fremiti di libertà e quei frammenti di bellezza che soltanto vede chi sa porre alla Sibilla le giuste domande (a costo di immedesimarsi con essa), sa trarre il significato di risposte capaci, se eviscerate, di spiegare l’enigma della sofferenza e, com’è compito degli artisti, sa metterne a parte chi vuol stare a vedere e capire.
È sintomatico che nei suoi fogli una delle simbologie più ossessive, la lingua, abbia assunto col tempo la forza di un ideogramma di libertà capace di squarciare le ombre nelle quali una città a volte afflitta dall’ipocrisia spesso ha preferito ovattare il male.”
Dal testo introduttivo di Franco Fanelli
INAUGURAZIONE Sabato 14 ottobre 2006 - ore 18:00
Dal 14 ottobre al 25 novembre 2006
Galleria dell’Incisione
Via Bezzecca 4
25128 Brescia
Tel. 030-304690
Fax 030-380490
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