Sulle tele di Heather McReynolds non ci sono spazi ma luoghi. Frammenti caleidoscopici di un mondo vissuto, respirato fino in fondo, nelle pieghe più intime dell’anima. Sono luoghi veri, materici, definiti dalla presenza di chi li abita o dagli oggetti disseminati quasi a caso sulla tela. Orci di terracotta dentro giardini assolati, colonne, tetti, scalinate, finestre aperte e davanzali e poi cieli chiari e file di cipressi, panni stesi al sole. Oppure cucine con tavoli e sedie in primo piano, stoviglie, elettrodomestici, lampade e piastrelle. In altre tele, poi, gli oggetti perdono il loro contesto e si trasformano in elementi assoluti sospesi in uno spazio indefinito.
Il tratto comune è una sensibilità che assembla pezzi di memoria per costruire luoghi o per ricamare le trame di preziose sottovesti, così come per ricomporre la sequenza di quadri di una storia tutta al femminile.
Non spazi, ma luoghi. In un gioco di trasparenze che porta in primo piano dettagli e rivela il filtro soggettivo. In un gioco che muove la superficie della tela e gli restituisce lo spessore del tempo vissuto, come una traccia impressa su tutte le cose.
Alessandra Anichini
Inaugurazione venerdì 10 novembre 2006 ore 18.00
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