Castello della Rocca

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Comunicato stampa evento: Mery Godigna Collet - Mari metallici

Dal Friday 06 July 2007
al Saturday 18 August 2007

Orari:
mercoledì, venerdì e sabato 20.30/23.30
sabato e domenica 9.30/12.30 e 16.00/19.00
Gli artisti correlati Mery Godigna Collet
Curatori Lucia Boni
A cura di Lucia Boni

Alla Rocca di Cento si inaugura venerdì 6 luglio alle ore 21.00 la mostra personale di MERY GODIGNA COLLET. L'artista venezuelana di origine italiana presenta per la prima volta in Italia un ciclo di opere realizzate su tela che hanno per tema conduttore il mare e ciò che viene restituito a riva dalle onde. Il titolo della mostra è "Mari Metallici" per la presentazione di Lucia Boni che scrive: [...] Le porzioni d’acqua tolte al mare, tele che si compongono in polittici, come misteriose architetture miscelano la sacralità primitiva del totem, a preziosità barocche e ad iridescenze da porcellana orientale [...] questi sono gli effetti emozionali e pittorici che le opere di Mery suggeriscono.

Mari Metallici

testo di Lucia Boni

Le opere di Mery Godigna Collet ci hanno da subito conquistato.

Mery ci mostra il suo lavoro con tutto il calore dell’accento ispanico, ma è l’alga che ci parla. E’ lo sciacquio, sciabordio, il suono sordo della risacca che accompagna, nel percorrere con lo sguardo, le superfici ora luccicanti ora ruvide delle sue tele.

Il mare abbraccia e rilascia. "Qui ti aspetto, dove il mare ricomincia in schiuma" dice Mery Godigna, ma allo stesso tempo siamo noi a specchiarci e ad aspettare, siamo il sole e la notte, l’onda e il naufrago, liberi e presi nella rete.

Mari metallici: porzioni d’acqua tolte al mare, tele che si compongono in polittici, come misteriose architetture miscelano la sacralità primitiva del totem, a preziosità barocche e ad iridescenze da porcellana orientale.

Le lucentezze, gli effetti cangianti impongono alla superficie un movimento continuo: riflessi di soli e di lune, passaggi di nubi e d’ombre. Le increspature delle onde sono a volte orli d’oro, a volte lanugini d’alghe, che si fanno incrostazioni, schiume secche, come arroventate dal sole e dal sale. Depositi irregolari, se osservati nelle singole forme, ma che, ad uno sguardo più distante e complessivo, si organizzano in textures ritmiche, con rilievi e ombre reali o illusorie. La tela del fondo ne rimane segnata da densità e pressione.

A volte sgocciolature oleose scorrono sui riflessi vitrei e d’argento, a volte è l’oro, il rame rosso, il cobalto, l’ottone, il manganese, il verderame. I metalli si fondono docili in liquide cromie o sono tormentati dacraquelés. Tutto muove dalle profondità per una rigenerazione continua.

Arrivano da lontano come sirene - canti o sibili – suggestioni altre, appena percettibili tra i fragori delle onde e la battigia – labile confine – ne viene invasa assieme al rosso carico dei filamenti d’alga. L’odore amaro vegetale, ad inalarlo insieme al sale, è respiro benefico.

E le bottiglie e le zattere e i legni appesi come pendoli al vento, rigettati dal mare sono rifiuti preziosi a lui rubati.

Ma tutto si muove tutto è instancabilmente variabile. Occorre tenere fermi - le cose e il mare - con corde, spago, reti, tessuti d’alga.

Tutto accade sulle sponde Caraibiche del Venezuela di fronte all’Isola Santa Margherita. E’ là che Mery raccoglie come una "Robinson" tutto ciò che può tornare a vantaggio, nell’economia della salvezza. Ma se per qualcuno il superamento della solitudine, il bisogno di comunicazione, passa attraverso la bottiglia e il suo messaggio, Mery pare cerchi salvezza nella comunicazione più universale dell’acqua stessa, che nel suo altalenante viaggio porta il sapere d’essere da costa a costa di lontani mondi.

Se ne viene investiti come se il racconto fosse la trama di rotte antiche da noi tutti già percorse.

Inaugurazione venerdì 6 luglio 2007 ore 21

7 luglio - 18 agosto 2007


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