Galleria Giraldi

Piazza Repubblica 59, Livorno 57123
Tel +39 0586 883022
http://www.galleriagiraldi.it/
info@galleriagiraldi.it

 Mappa

Jean Mario Berti - La pittura è astratta

Galleria Giraldi

Sede Piazza Repubblica 59, Livorno 57123
Altre informazioni Tel +39 0586 883022 | info@galleriagiraldi.it | http://www.galleriagiraldi.it/

 Mappa

Data di apertura sabato 16 febbraio 2008
Data di chiusura sabato 22 marzo 2008

Orari:
feriali h. 10.00/13.00 - 17.00/20.00
Gli artisti correlati Jean Mario Berti
Curatori Mattia Patti

Comunicato della mostra : Jean Mario Berti - La pittura è astratta

A cura di Mattia Patti

Sabato 16 febbraio alle ore 18 sarà inaugurata negli spazi della Galleria Giraldi, in piazza della Repubblica n.59, una ricca ed esaustiva mostra antologica del pittore Jean Mario Berti (1917-1992) che vedrà esposto un significativo gruppo di opere, molte delle quali inedite, realizzate lungo tutto l’arco della sua vita artistica. L’intento che la mostra si pone è quello di rendere omaggio ad uno dei protagonisti della scena artistica livornese sin dagli anni Cinquanta; con lo stesso fine la galleria Giraldi ha realizzato un importante volume al cui interno, oltre a un testo introduttivo del Sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, si trova un saggio critico di Mattia Patti e un ricco apparato illustrativo. Questa pubblicazione su Berti si accompagna al progetto editoriale già sostenuto dalla galleria Giraldi, in collaborazione con il Comune di Livorno, su Chevrier e Marchegiani, completando così la redazione dei testi dedicati ai «Tre dell’astrattismo».
Dopo un importante periodo di formazione a Milano, ove seguì i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Berti tornò a Livorno, sua città natale, e dopo la fine della seconda guerra mondiale iniziò ad esporre in numerose mostre collettive. Il suo linguaggio, partito da posizioni di moderato espressionismo, approdò ben presto all’astrazione. I primi risultati della produzione astratta furono esposti da Berti in una importante personale allestita nel 1955 da Giraldi.
Tra il 1956 e il 1959 Jean Mario Berti portò avanti la propria ricerca pittorica con grande passione e sensibilità, riuscendo tempestivamente ad intercettare le più aggiornate e importanti novità del panorama artistico italiano. In mostra sono esposti alcuni quadri fondamentali di questo periodo, da Autunno (1956) a Il pozzo delle idee (1957), per arrivare infine a dipinti di grande respiro e di notevole fascino quali Devo o L’ora meravigliosa (entrambi datati 1959). In questo periodo Berti costituì, insieme a Ferdinando Chevrier e Elio Marchegiani, il gruppo dei «Tre dell’astrattismo», che presto s’impose a Livorno come punta dell’avanguardia artistica. I tre, dopo la prima mostra ufficiale di gruppo allestita ancora una volta da Giraldi (1959), allargarono il proprio campo di azione ben oltre i confini cittadini, esponendo ripetutamente nella galleria Numero di Firenze e partecipando a importanti rassegne nazionali ed internazionali.
Proprio allo scadere degli anni Cinquanta maturò in Berti un nuovo senso dello spazio e della luce: venuta meno la ricchezza di materia e di colore che aveva fino a quel momento contraddistinto i suoi dipinti, Berti iniziò a dipingere profonde immagini in bianco e nero, splendide ed estreme testimonianze della stagione dell’Informale. Sono oggi in mostra alcuni significativi esempi di questo periodo, tra cui Quel che so (1959) e Momento n. 3 (1961). Con opere simili ottenne un importante riconoscimento in occasione del V Premio Modigliani di Livorno e partecipò alla VIII Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma.
A metà degli anni Sessanta Berti impresse una nuova, decisiva svolta alla propria pittura: su un fondo uniforme, irreale (alternativamente bianco, nero o rosso), il pittore livornese eresse forme monumentali, simili a sculture megalitiche. Il ciclo dei «Totem», sviluppato per più d’un decennio, è oggi ampiamente documentato, a dimostrare la sapiente ricerca che Berti seppe condurre in questi suoi anni di piena maturità. Scioltosi il gruppo dei «Tre dell’astrattismo», sul finire degli anni Sessanta Bertì smise, o quasi, d’esporre i propri lavori. Le interessanti opere realizzate nel corso degli anni Settanta e Ottanta sono state, pertanto, raramente esposte o pubblicate. Anche da questo punto di vista l’esposizione odierna offre una preziosa occasione di conoscere l’interessante e mai scontato lavoro di Jean Mario Berti.
Fabrizio Giraldi

16 febbraio – 22 marzo 2008
Galleria Giraldi
piazza della Repubblica 59
57123 Livorno
tel.0586/883022
www.galleriagiraldi.it