A cura di Antonio D'amico
Le opere di Fred Charap riflettono sulla tela la sua più recondita
personalità e inverano sentimenti altrimenti inesprimibili, frutto di un
percorso che punta verso il tentativo di non vanificare secoli del cammino
di un uomo, prima ancora che di un popolo, quello ebraico, alla costante
ricerca di una vera identità.
Per Fred, infatti, il supporto pittorico è lo spazio visivo dell'anima, un
luogo dove depositare, consciamente o inconsciamente, tutti gli impulsi:
dolori, gioie, attese e silenzi che divengono robusti rami dalle radici
sempre più profonde e ormai difficili da estirpare. Un muro, quindi, inteso
come ostacolo o, ancora meglio, come specchio sul quale proiettare il film
della propria vita. Per Fred la tela è il luogo del fare 'deserto', dove
ritrovare se stesso, alleggerirsi di inutili fardelli, depositandoli con
pazienza. La pittura è per Charap un lungo lavoro di tékhnee dove si
riconosce bisognoso dell'unico insegnamento e della sola guida: la Torah.
Nella produzione visibile in questa mostra gli strati materici si ammantano
di cromie pastose e calde, atte a formare un gioco intenso di pieni e vuoti
repentini e armonici, senza mai lasciare nulla al caso, in particolare negli
effetti equilibrati e controllati delle applicazioni quasi del tutto
monocrome. Il suo linguaggio pittorico è l'espressione di lenticolari
stratificazioni che si sedimentano manifestando una storia aggrovigliata
dall'impronta indelebile. Per Fred, così come avviene per tutti gli ebrei,
il tempo non cancella quell'eterno fil rouge di continuità con la Storia,
maestra di vita, abile testimone imprescindibile che ora attraverso l'antro
speculativo della pittura rivive sotto una veste simbolica, forse anche dai
significati oggettivi oscuri, ma che non tange le forme del figurativo e
rimane velatamente personalissima.
I dipinti di Fred invitano a riconoscere il proprio cammino, la propria
realtà interiore così come per gli informali. Figlio di una cultura
plurisegnica e dalle diverse origini antropologiche, Fred sviscera nel suo
fare arte gli idiomi delle sue origini russe, di genitori ebrei emigranti e
americano di nascita. A questo punto ...da ultimo, in quei fili sottili e a
rilievo che invitano gli occhi dello spettatore a farsi seguire nel loro
percorso è nascosta l'essenza dell'arte di Fred Charap che è poi anche
l'anelito continuo e il desiderio perenne di un uomo ebreo: la mia vita in
terra straniera ha percorso vie e sentieri tortuosi direbbe l'artista
oltre quel muro, oltre l'eternità, che cosa c'è?
A ciascuno la sua risposta! Antonio D'Amico
Fred Charap nasce a Brooklyn, New York City, nel 1940 da una famiglia di immigranti russi ebrei. Il giovane Charap s'iscrive alla New York University e alla Yale University, dove si laurea con un Masters in Public Administration e un altro Masters in Urban Studies. In pochi anni raggiunge il successo professionale in diritto sindacale ma non dimentica la passione giovanile per l'arte. Diventa amico di molti artisti contemporanei, e comincia a frequentare il loro atelier. Tutto questo fa aumentare ancora di più il suo interesse per questo mondo. Così negli anni '80 decide con grande forza di volontà di chiudere la sua brillante carriera, per dedicarsi completamente a quello che aveva sempre sognato: l'Arte. Si iscrive al San Francisco Art Institute dove completa gli studi con il Master of Fine Arts. Da quel momento Fred comincia la sua attività in America ed in Italia, dove vive in un piccolo paese della campagna toscana.
www.fredcharap.info
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