Palazzo dell’Abbondanza

Via Carlo Goldoni, Massa Marittima 58024

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Igor Mitoraj - Ferro

Palazzo dell’Abbondanza

Sede Via Carlo Goldoni, Massa Marittima 58024
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Data di apertura sabato 15 marzo 2008
Data di chiusura domenica 15 giugno 2008

Orari:
mar/ven h. 16.00/19.00; sab/dom h. 10.00/13.00 - 16.00/19.00; lun chiuso
Ufficio stampa Spaini & Partners
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Comunicato della mostra : Igor Mitoraj - Ferro

Il 15 marzo Igor Mitoraj farà ritorno a Massa Marittima con una nuova grande mostra dal titolo Igor Mitoraj. Ferro. L’esposizione, allestita nelle sale di Palazzo dell’Abbondanza, aperta sino al 15 giugno 2008, è organizzata dal Comune di Massa Marittima con il coordinamento scientifico di Maurizio Vanni. Per il grande artista polacco si tratta di un ritorno nella città toscana, che nel 2003 gli ha conferito la cittadinanza onoraria, in occasione del suggestivo allestimento in cui la piazza del Duomo costituì la scenografia per una splendida mostra di sculture in bronzo e, nel Museo Archeologico, di abiti, gioielli e bozzetti realizzati da Mitoraj per la rappresentazione della Manon Lescaut al Festival Pucciniano.

La nuova mostra si pone come un vero e proprio evento dedicato e pensato per la città delle colline metallifere: 13 sculture in ferro e circa 40 disegni inediti realizzati dall’artista proprio per l’occasione. Con il titolo “Ferro” si è voluto proprio rimandare alla peculiarità delle miniere della zona che producevano pirite dalla quale si estraeva ferro. Questo materiale incuriosisce Mitoraj perché può indagarlo in modo libero senza dover finire il lavoro con patine o cromie particolari. Il ferro è il metallo in assoluto più utilizzato dall’umanità: le prime prove del suo uso provengono dai Sumeri e dagli Egiziani che, già 4.000 anni prima di Cristo. Mitoraj è attratto dalla sfida di cimentarsi con un materiale antico, quasi primordiale: in lui c’è la volontà del confronto, ma anche dello scontro per piegare e disciplinare la materia alle sue forme.
Il disegno, nel corpus delle opere di Mitoraj, corrisponde a un’espressione artistica completamente indipendente, una disciplina che permette una grande libertà del gesto e un rapporto del tutto nuovo fra tratto, luce e superficie. Il supporto, solitamente carta povera, permette un contatto ancora più immediato con la propria interiorità. Ne scaturiscono lavori anticonvenzionali realizzati in modo relativamente rapido che richiamano, pur essendo completamente autonomi, la libertà esecutiva e il particolare rapporto materia-luce dei lavori in ghisa del maestro.

“Igor Mitoraj – come scrive Maurizio Vanni nel saggio contenuto nel catalogo - ha sempre lavorato per il piacere di indagare la materia, per la possibilità di esprimere idee ed emozioni, per il gusto di accrescere la propria esperienza in funzione della conoscenza. La sua curiosità, il suo animo sensibile, la sua volontà di andare oltre ogni cosa, uniti alla innata capacità amanuense, lo conducono verso una costante ricerca dell’essenza di tutti i corpi: “Non ho mai lavorato per il pubblico – afferma l’artista –. Anche le sculture monumentali sono legate a un’esperienza personale, piuttosto che a un pensiero, a un sentimento o a uno stato d’animo”. Ne scaturiscono opere frammentate, incomplete – ma mai incompiute –, essenziali e corrose dalla patina di un tempo più esistenziale che cronologico.
Nonostante questo silente senso di mancanza apparente, le sue sculture si presentano – anche nelle composizioni più ardite – come lavori completi e, per certi versi, auto-referenziali. Non c’è la volontà di citare un preciso momento storico e neanche l’esigenza di richiamare la stabilità del mondo greco-romano nel contemporaneo; infatti Mitoraj ricerca lo spirito della scultura classica e attinge all’energia di opere poderose concepite allora come un omaggio ultraterreno: “Perseverare nel tempo. Sono stato sempre lontano dalle tendenze artistiche di certi momenti storici. Ho percorso, e percorro, la mia strada credendo completamente in ciò che sto facendo”.
Ne risultano sculture che manifestano l’incomunicabilità di figure inserite nel medesimo spazio, ma orientate in direzioni differenti, oppure incapaci di vedere le cose per come sono. La superbia dell’uomo sulle cose lo porta a sopravvalutare la propria coscienza e le proprie capacità intellettive: l’individuo contemporaneo si accontenta di una realtà apparente comoda e rassicurante, di un parziale utilizzo della vista – che in alcuni casi corrisponde al buio completo – per uscire da un meccanismo conflittuale innescato dalla volontà di far prevalere la propria verità su quella altrui.
Tutte le opere di Mitoraj concedono la possibilità di andare oltre il dato di superficie, di superare la materia spezzata e di utilizzarne i frammenti come possibilità per entrare in dimensioni differenti. Lo spettatore delle sue sculture è chiamato a varcare lo stargate dimensionale che conduce a vedere la natura da ottiche differenti, la realtà in modi diversi e con una inedita consapevolezza.”

La mostra sarà ospitata presso il Palazzo dell’Abbondanza, la struttura che il Comune di Massa Marittima ha inaugurato nel 2007, dopo un lavoro di recupero con la finalità di creare una sala congressi e uno spazio espositivo per mostre che riattribuisse all’edificio stesso la valenza di palazzo pubblico. Da agosto dello scorso anno il Palazzo è divenuto con continuità la sede ufficiale degli eventi artistici della nostra contemporaneità. Da Robert Combas, a Vincenzo Borella, a Vincenzo Balsamo. La programmazione degli eventi prevede anche la mostra di Giuliano Ghelli da agosto a ottobre.

Inaugurazione 15 marzo alle ore 18.00

Fino al 15 giugno 2008

15 marzo - 15 giugno 2008

Ingresso libero

Info
0566 902289
www.comune.massamarittima.gr.it

Palazzo dell'Abbondanza
Via Goldoni
Massa Marittima

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