Galleria Miralli - Palazzo Chigi

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Lea Contestabile - Hortus conclusus

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Data di apertura domenica 16 marzo 2008
Data di chiusura lunedì 31 marzo 2008

Gli artisti correlati Lea Contestabile

Comunicato della mostra : Lea Contestabile - Hortus conclusus

Domenica 16 marzo 2008, alle ore 11.00, si inaugurerà presso la Galleria Miralli di Viterbo la mostra di Lea Contestabile, costituita prevalentemente di ceramiche. L’artista presenterà nella prima stanza un gruppo di recenti teche in metacrilato contenenti i suoi ormai tipici racconti plastico-pittorici, mentre nella sala più grande sarà allestita una vera e propria installazione ideata appositamente per lo spazio.

Inviolabile, con mura alte e impenetrabili. Un recinto del piacere, dove gli eletti che vi sono ammessi possono godere dei profumi dei fiori e partecipare a giochi amorosi. L’hortus conclusus, che ha preso le sue sembianze nel Cantico de’ Cantici come “paradisus voluptatis” attraversa nel Medioevo una fase monastica e mistica per poi tornare ad essere un Eden dei sentimenti, dei ricordi, una sorta di giardino dell’adolescenza dove poter cogliere memorie sepolte e frutti proibiti. E’ fra le sue fontane zampillanti e i labirinti di cespugli che si inseguono gli amanti della letteratura cortese. Nel Roman de la Rose il set privilegiato per le storie di inganni e schermaglie fra cavaliere e dama è proprio un giardino incantato, popolato di esseri fantastici. E’ un luogo di ristoro e diletto dove le stagioni non si alternano e si vive nella fissità di un rigoglioso tempo presente.
Anche l’artista Lea Contestabile si lascia alle spalle l’hortus claustrale, dimora impervia dello spirito, per entrare - ed invitare a entrare - in un giardino della primavera in piena fioritura. Qui non sono le piante esotiche a creare meraviglie ma le “epifanie”, le intermittenze del cuore di ascendenza proustiana che una dopo l’altra raccontano di un’epoca d’oro, quella dell’infanzia che va protetta e messa al sicuro, al riparo dalla “cronaca” che tutto corrode, togliendo fiato e poesia alle emozioni umane. Ma il giardino di Lea, tranquillo rifugio, locus amoenus come quello degli antenati Romani, è anche una “stanza” artificiale in cui sperimentare il disorientamento dei sensi e della percezione. Chi vi accede deve abbandonare, fuori dal recinto di eleganti balaustre che segnano i confini, i propri preconcetti, la lucidità della mente raziocinante e ritrovare la capacità di sognare. La stessa innocenza di quando era bambino. Nell’hortus di Contestabile, infatti, si rinasce per una seconda volta, si entra in contatto con le risorse vitali che nel tempo del quotidiano si erano affievolite fino a evaporare. E non è un caso che Lea abbia scelto proprio il giardino per questa speciale “iniziazione”: hortus è una parola che affonda le sue radici in orior, una parola che guarda a oriente, dove sorge il sole.
L’artista poi, per costruire il suo giardino, disegna un’architettura vegetale quasi invisibile. Un piccolo albero, qualche ciuffo d’erba, fiori sparsi. Nel suo giardino delle delizie volano le farfalle, simbolo di un’anima, principio femminile per eccellenza secondo Jung, che si libera delle catene che la schiantano a terra e torna a correre in cielo, interrompendo le “terrene attività”. C’è una bambina che vola anch’essa dondolandosi su un’altalena e una ballerina che danza in bilico su una piramide di sedie. Sopra di lei, sospinto dal vento, va tra le nuvole un aquilone. E una scala galleggia nell’aria, metafora di un’ascesa possibile verso mète migliori attraverso esercizi acrobatici. L’equilibrio è precario, basta un solo movimento goffo e inavvertito per far cadere e distruggere la leggerezza della scena. Tutti i personaggi sono sospesi, sfidano la forza di gravità perché l’hortus conclusus è uno spazio magico, sigillato, dove nulla di male può accadere e anche le erbe che vi vengono coltivate sono dalla parte della vita, terapeutiche, salutari, mai velenose. Chi vi penetra commette un piccolo peccato di profanazione: diventa testimone di un atto sacrale, s’impossessa di un ricordo, di un tempo altrui, sbircia in uno scrigno segreto. Lo deve saper fare, quindi, tenendo stretta in mano la chiave giusta. Chi osserva il teatro della memoria di Lea Contestabile se ne sta in silenzio, in raccoglimento mistico. E’ un film muto quello che si dipana davanti ai suoi occhi. Le figurine che animano il giardino sembrano fuggite da un carillon impazzito, personaggi fiabeschi che hanno accesso, per vie imperscrutabili, a conoscenze misteriose. E’ lì dentro, in loro compagnia, che si riconquista una dimensione perduta attraverso una sorta di transfert analitico che riporta ognuno a contatto con se stesso. Fuori, c’è la “selva oscura”. O come nel caso dei giovani fiorentini nel Decamerone di Boccaccio che fuggono dalla città e si rifugiano in un “giardino chiuso”, infuria la peste, flagello che uccide non soltanto le persone ma anche il convivere civile e ogni ordine etico. Qui però, fra le silhouettes di Lea il tempo non esiste né gli echi del mondo interferiscono con quel giocare circense. Quasi torna a vivere il celebre parco di Hesdin, voluto dal conte Roberto II di Artois alla fine del XIII secolo, giardino delle meraviglie costellato di alcune statue-automi che entravano in azione e facevano scherzi ai visitatori. Un parco che si ricollegava alle tradizioni tardo-antiche e a quelle islamiche, trasformandosi così in un territorio delle fantasticherie “globale”, già intriso dei principi del métissage, profezia - purtroppo non avveratasi del tutto - di un mondo a venire che non entra in guerra contro un “altrove” culturale sconosciuto.
Arianna Di Genova

LEA CONTESTABILE è nata ad Ortucchio (Aq), vive e lavora a L’Aquila.
Dopo l’Accademia ha operato presso la Calcografia Nazionale di Roma grazie ad una borsa di studio dell’Accademia di San Luca. Dal 1976 è titolare della 1ª Cattedra di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Artista versatile, realizza libri d’arte, video e spettacoli, sperimentando ogni tipo di commistione di linguaggi insieme a scrittori e musicisti. Ha tenuto numerose esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero: tra l’altro, a Neuchatel, Hamilton, Toronto, Craiova, Mosca, Milano, Roma, Spoleto, Istanbul.
e-mail: contestabile@inwind.it

Inaugurazione domenica 16 marzo 2008 ore 11.00

Testo di Arianna Di Genova

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