Fondazione di Ca' La Ghironda

Via Leonardo Da Vinci 19, Ponte Ronca di Zola Predosa 40069
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Emanuela Agostini, Ca' la Ghironda - Spazio Atelier

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Data di apertura lunedì 17 marzo 2008
Data di chiusura domenica 30 marzo 2008

Gli artisti correlati Emanuela Agostini

Comunicato della mostra : Emanuela Agostini, Ca' la Ghironda - Spazio Atelier

Emanuela Agostini. Il colore e la sua percezione
di Francesco Martani

Ciò che al primo sguardo mi ha colpito, nell’opera di Emauela Agostini, è esclusivamente il colore, l’oggetto della sua analisi.
Il processo della pittura, con i suoi mezzi di riferimento, dà in primis la sua essenza e la sua funzione.
In un momento critico per la pittura, vissuto con molto disagio da chi non si riconosce nell’attuale sistema dell’arte, Emanuela Agostini si fa portavoce di un fare astratto ma altamente sensibile e rigoroso, lontano, sia dalle punte estreme del minimalismo sia dalle ridondanze enfatiche dell’informale. Il lavoro della nostra artista, infatti, ci conduce per conoscenza linguistica alle opere di Rothko, Klein e di Claudio Olivieri che agiscono in tal senso. Ma Emanuela Agostini crea morfologie nuove che provengono dalla materia e dalla profondità del colore, sfumato, rapportato, confrontato soggettivamente in modo obbiettivabile.
La sua pagina pittorica oscilla fra il momento automatico e la prefigurazione, per approdare, infine, in una forma informe, in un’astrazione istintiva, quasi gestuale.
Le immagini che si osservano e che noi possiamo recepire ad un’attenta osservazione scaturiscono dai temi o forti colori densi, dai segni o più larghe stesure. La ricerca del colore ci orienta allo studio della luce che proviene dal fondo della tela e che affiora sulla superficie per darci una liquida, rarefatta, figurazione aniconica.
La sua pittura è analitica ma anche sperimentale nel senso che la sua opera procede per premeditazione.
L’Agostini ottiene trasfigurazioni, qualità percettive, spazi dell’immaginazione, immateriali forme allucinatorie, zone di luce diffuse, altre soppiatte ma tutte riconducibili, senza escludersi l’un l’altra, verso un attento ed oculato utilizzo del colore, dei più puri mezzi pittorici.
Essa compie ricerche con la cromia pittorica ed attraverso la luce che effonde studia lo spazio, stabilendo o cercando di stabilire un rapporto di collegamento fra la natura ed il fantastico, fra il cosmo e il trascendente, fra la materia e lo spirito, l’animo, fra il corpo e la psiche.
Soltanto il colore qui è la forza propulsiva.
L’Agostini la si può accostare fra i rappresentanti della pittura assoluta.
La sua arte è ricca di significati, perché pone al centro dell’attività psicologica della percezione, la suggestione del colore ottenendo, in tal modo, un’energia trascendentale che permette di pensare al sacro. Va ricordato che la ricerca reciproca del colore, della luce, dello spazio, della materia, conduce l’uomo all’interiorità estetica, all’essenzialità dell’immagine, alla sua spiritualità.
Da queste immagini partecipative della genesi del colore deriva una luce cromatica che non solo ci fa confondere l’immaterialità dell’arte, ma crea nuove sensazioni di sensibilità, rivelandoci come la vita, con certe sue morfologie, sia nascosta all’interno del suo essere.
Nelle tele, di grande formato, l’attrice gode di un respiro più ampio. Lo spazio diventa aperto per l’azione, per dare maggior contrasto fra la luce ed il buio, pur muovendosi sempre nelle forme spirituali del non materiale.
Le sue immagini pur essendo fluide nella loro struttura e pur obbedendo ad una sistemazione formale attraverso segni, corposità materiche, correnti, arrivano a creare meravigliosi fenomeni chiaroscurali, permettendoci di rapportarli ad elementi naturali della quotidianità o alla luminosità di quella parte dell’atmosfera dove le correnti sono statiche per temperatura costante (stratosfera).
Osservando queste immagini, io che divido la mia vita fra l’osservazione diretta ed indiretta dell’uomo e l’arte, ho avuto la sensazione, poi, soffermandomi su alcune tele, di entrare nello spirito del colore, nell’origine della luce che queste generano, quasi a pensare di trovarmi nello stesso momento psichico di creatività dell’artista.
Di fronte a certi tempi di oscurità, attirato da segni aniconici, ho immaginato la rappresentazione di bisogni pregna di messaggi liberatori, di energie luminose che inneggiano a riprodurre esperienze passate ed a riconoscerle, per poi localizzarle nel tempo e nello spazio; insomma in una memoria teoretica che analizza i contenuti dell’esperienza dell’artista e li ripropone a noi fruitori attraverso nuovi modi e nuove forze di realizzazione.
La pittura di Emanuela Agostini è quasi aerea, perché ci dà ottimismo e piacere attraverso il processo di ideazione svolta dal colore, che conferisce e forma il pensiero come la materializzazione di un sogno, di una memoria perduta, di una motivazione affettiva atta a focalizzare la conoscenza su una determina esperienza positiva, vigile, dove il nostro IO articola il luogo nel quale scorre la nostra esistenza.