Ritratti femminili e danzatori sono alcuni dei personaggi che popolano i lavori di Francesco Bancheri.
Figure umane tratte dal suo lavoro di scenografo e oggetto di una introspezione finalizzata a coglierne la "totalità". Un' indagine dove l'artista si serve con disinvolutra sia della tecnica fotografica che della pittura proponendo, nel contempo, reciproche contaminazioni utili a delineare l'osmosi tra il "ricordo opaco della stampa" e "l'emozione più intima della pittura".
Stampe digitali immesse su basi cartacee sono violate, rimaneggiate, manipolate, con il mezzo pittorico. E' allora che la fotografia, così determinante per cristallizzare l'istante, è completata con un innesto materico e coloristico. Un' azione tecnica e creativa che rende le "donne teatrali" di Francesco, dietro sguardi solo apparentemente persi nel vuoto od ora ammiccanti e sensuali, donne di oggi, "totali" perchè consapevoli di tutta la loro complessità corporeae di pensiero.
L'approccio psicologico sottolinea con forza l'apice raggiunto da "quell'eterno femminino" solo superficialmente fragile, come dice Nazim Hikmet "forte e dolce come la seta".
Nei danzatori, invecela "totalità" è emblematizzata da sequenze coreografiche rese con oblqui dinamismi sintesi di tempo, comportamenti e stati d'animo.
L'incontro, la scoperta, il contatto, la presa di coscienza, la forza, la potenza, il furto e l'abbandono sembrano tradurre la visione Bergsoniana del tempo sottolineata mirabilmente da Arnold Hauser quando dichiara: "...quel che noi siamo lo diventiamo non solo nel tempo ma grazie al tempo. Non solo siamo la somma dei singoli momenti della nostra vita, ma il prodotto dei nuovi aspetti che essi acquistano ad ogni moento perduto. Non diventiamo più poveri per il tempo passato e perduto; solo esso anzi da sostanza alla nostra vita."
Maria Laura Perilli
curatrice
Vernissage 19 aprile su invito e per la stampa
20 aprile - 6 maggio 2008
Disponibile catalogo gratuito della mostra in galleria
Galleria Triphè
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