Dipinti su un fogli di giornale, su una notizia, su un documento. Dipinti che incastonano il volto di un personaggio catturato da un quotidiano, un titolo o un occhiello, ma non si tratta d ritagli, di pezzi sottratti ad un contesto. Dipinti che ridisegnano, che reintepretano, che ricolorano il mondo delle cose accadute o che stanno accadendo o semplicemente quello delle cose scritte per dare spazio ad un racconto metropolitano.
I quadri di Giovanni Cerri raffigurano scorci di periferie urbane con cani randagi, capannoni industriali abbandonati, tralicci, shyline di città.
“La città è il palcoscenico, l’uomo l’attore - scrive di lui il curatore della mostra Stefano Cortina – Ma non è mai la città raffinata delle vetrine, del vanesio passeggio, del dominio dell’avere. E’ la città delle periferia, del vero tessuto abitativo, della ricerca in ultima analisi di colui che abita ….E’ la ricerca della città dell’essere”.
La rassegna di opere esposta a Spazio Tadini si intitola “La città che scende”.
“Il carattere aggressivo con cui, cent’anni fa, i futuristi innescavano la bramosa conquista del mondo moderno – spiega il critico d’arte Veronica Riva -, si è ritorto contro la società occidentale che, nella veloce corsa verso i propri obiettivi, non si è mai fermata a considerare gli aspetti dannosi che si stava infliggendo…Lo stesso artista riflette: “la mia è una città franata su se stessa, che presenta in un certo senso il fallimento della modernità. E’ una città che scende, s’inabissa nel mare o nelle sue stesse scorie, nei suoi accumulati rifiuti e nelle sue macerie..”.
Queste opere di Giovanni Cerri sembrano un giusto opposto al tema esaltato dai futuristi e rappresentato da Boccioni nel dipinto “La città che sale”.
“La città che sale” rappresenta in modo epico la periferia di una città industriale con cantieri, le ciminiere fumanti, gli operai, le macchine e gli animali al lavoro – scrive di Cerri, il filosofo Bruno Milone - .. Il pittore Giovanni Cerri, quasi un secolo dopo ha rivisitato le periferie urbane delle metropoli contemporanee dopo la fine dell’industria di massa e vi ha trovato e descritto un panorama di desolazione.”.
Nei quadri di Cerri ognuno può riconoscere la città che più gli appartiene: Milano, Torino, Londra, Berlino, Bagdad o Kabul…- per il pittore non è importante identificare la città. La forza della rappresentazione risiede nella capacità di evocare uno stato di solitudine, di abbandono, in qualche caso ance di angoscia in cui si trova l’uomo contemporaneo che non è mai dipinto, ma semmai rappresentato attraverso un’immagine evidenziata da un foglio di giornale.
I quadri di Giovanni Cerri sono pieni di presenza umana, di ciò che l’uomo fa, scrive, costruisce, dei suoi luoghi, delle sue ombre. Davanti a un suo quadro ognuno è spettatore di uno scorcio metropolitano al punto che anche chi non vive in città comunque ci si ritrova e si sente parte del quel contesto, di quel luogo di segni riconoscibili e di linguaggi da reinventare per raccontare un uomo nuovo.
BIOGRAFIA
Giovanni Cerri nasce nel 1969 a Milano, dove vive e lavora. Figlio d’arte, frequenta fin da giovanissimo gli studi degli artisti, amici del padre Giancarlo Cerri; ha iniziato la sua attività espositiva nel 1987.
Giovanni Cerri espone più volte presso il Museo della Permanente di Milano(1993, 1995, 1997, 2001, 2007). Nel 2007, a Milano, diverse galleria gli dedicano una persnale: Galleria Blancheart, Galleria Cappelletti, Studio Dars; sempre a Milano, collabora da tempo con alla Galleria Cortina (personali:1995, 2005, 2006).
Nel 2005 partecipa alla collettiva “13x17/Padiglione Italia”, a Venezia presso la Chiesa S. Gallo, poi all’Ex Lanificio Pria a Biella, riproposta nel 2007 a Potenza al Museo della Provincia e Milano al Politecnico. Nel 2005 è anche ad Ankara(Turchia) per la “Biennale Internazionale d’Arte” – Museo di Ankara. Nel 2001 e nel 2003 partecipa alla manifestazione “Giovane Arte Europea” a Pavia al Castello Visconteo e nel 2002 e 2004 è a Vanezza per il “Premio La Fenice”- Hotel La Fenice.
Dal 1990, parallelamente alla sua attività artistica, inizia a collaborare con spazi espositivi particolarmente attenti alla promozione dei giovani artisti.
“Non è una pittura di eleganti espressioni, di raffinati materiali, estetica, ma una comunicazione di sostanza, di realtà; è poesia tramutata in immagini, è una commedia rappresentata e conclusanell’unico atto che è il quadro”
2007 Mostra personale - Galleria Palmieri - Busto Arsizio (VA) 2006Mostra personale - Cortina Arte - Milano
"Ventipiucento" - Museo della Permanente - Milano
"5+5 - Generazioni a confronto" - Studio Dars - Milano
“Porte Aperte” – Galleria delle Battaglie – Brescia
“100 anni CGIL, 200 artisti” – Palazzo del Governo - Siracusa
“13x17 / Padiglione Italia” – Museo della Provincia - Potenza
“13x17 / Padiglione Italia” – Politecnico di Milano
Mostra personale – Galleria Blanchaert – Milano
Mostra personale – Galleria Cappelletti – Milano
“60x60 – Una collezione in crescita” – Young Museum – Revere (MN)
“60x60 – Una collezione in crescita” – Antica Pretura – Castell’arquato (PC)
“Premio Michetti” Francavilla al mare (CH)
“Anthologhia Machion” Galleria delle Battaglie - Brescia
2005Mostra personale – Brambati Arte – Vaprio d’Adda (MI)
Mostra personale – Cortina Arte – Milano
13x 17 / Padiglione Italia – Chiesa S. Gallo - Venezia
13x17 / Padiglione Italia – Ex Lanificio Pria - Biella
Mostra personale – Casa G. Cini – Ferrara
“Rosso e Nero” – Galleria Eclettica – Milano
“Infinity” – CERN – Ginevra (Svizzera)
Mostra personale – Galleria Postart – Milano
“Casoli Pinta” Biennale Nazionale – Casoli di Atri (TE)
Biennale Internazionale d’Arte – Museo di Ankara (Turchia)
“Diversamente Arte” – Banca Industria e Commercio – Milano
Inaugurazione mercoledì 23 aprile 2008 dalle ore 19.00
L'artista sarà presente
23 aprile - 12 maggio 2008
Spazio Tadini
Via Jommelli 24
Milano
ms@spaziotadini.it
www.spaziotadini.it
Ufficio stampa Melina Scalise
02 2619684