Civica Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni

Palazzo del Governatore - Piazza Guercino 39, Cento 44042
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http://www.comune.cento.fe.it/
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Roberto Roda - RELOAD. Fotografie 1972-2008

Civica Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni

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Data di apertura sabato 10 maggio 2008
Data di chiusura domenica 17 agosto 2008

Orari:
ven-sab-dom-festivi h. 10.30/13.00 - 16.00/19.30
Gli artisti correlati Roberto Roda

Comunicato della mostra : Roberto Roda - RELOAD. Fotografie 1972-2008

A cura di Isabella Falbo e Patrizia Raimondi

Si inaugura sabato 10 maggio 2008 alle ore 18, alla Galleria d’Arte Moderna “A. Bonzagni” di Cento (Bologna), la mostra di Roberto Roda “Reload. Fotografie 1972-2008”.

Con lo scorrere dell’ esistenza la memoria tende a sfumare e i ricordi rimpiccioliscono, tranne qualcuno che invece sembra capace di imboccare il processo opposto. Dopo i cinquant’anni il vissuto inizia a sfuocarsi, mentre alcuni episodi inspiegabilmente ingigantiscono sino ad assumere maggiore considerazione di quanto abbiano ricevuto al momento del loro accadere.

Queste considerazioni stanno alla base della sperimentazione estetica condotta da Roberto Roda, artista, fotografo e antropologo ferrarese nato nel 1953, che con la mostra e il volume “Reload fotografie 1972-2008” festeggia i suoi 35 anni di fotografia.
“Reload”è una mostra insolita sospesa fra l’essere contemporaneamente retrospettiva e nuova sperimentazione che dal passato trae linfa.
Il fotografo recupera dai suoi archivi una serie di immagini fotografiche d’affezione, nate come stampe in bianco e nero ai sali d’argento e le “rilegge”, a distanza di anni, utilizzando una macchina fotografica digitale o la fotocamera di un telefonino. Seguendo nuove istintività l’occhio fotografico digitale non “riproduce” l’immagine originale, ma la “osserva” e la riscrive da angolazioni inconsuete, mettendo in evidenza particolari secondari, sfuocando, accentuando, deformando più o meno impercettibilmente forme e prospettive.
La macchina digitale non viene usata dall’autore per creare mirabolanti effetti digitali magari in post produzione, ma solo per meglio e più intimamente controllare la esaltazione selettiva dei particolari. L’immagine finale destinata ad essere messa in parete è a tutti gli effetti una immagine diversa rispetto a quella primigenia. I colori giallastri o rosa bluastri che pervadono molte delle immagini non sono un viraggio, né chimico né digitale, ma volute dominanti . Le stampe originali spesso vengono rilette attraverso lo schermo di un note book oppure ponendole sul piano di una scrivania, illuminate con fonti di luce ad incandescenza (normalissime vecchie care lampadine) e con l’apparecchio di ripresa tarato sulla temperatura della luce solare.
Le immagini monocrome vengono allora pervase, a seconda dei casi, da una dominante giallo-brunastre o rosa-bluastre. Il primo è il colore del calore domestico, dei pensieri serotini lasciati liberi di vagare e perdersi nei ricordi. È il colore della rimembranza che pervade invasivamente i vecchi scatti: luoghi, cose, esseri umani, e persino fantasie informali. Il secondo è il colore sottilmente insinuante della nuova tecnologia a cui inevitabilmente la memoria può ora appoggiarsi per riscrivere il passato.

Inaugurazione 10 maggio ore 17.45

Dall’11 maggio al 17 agosto 2008

Info mostra
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