A cura di Luca Beatrice
Il ricamo ha assunto nelle diverse epoche funzioni e significati diversi. Attività prettamente femminile, spesso praticata dalle monache e considerata requisito necessario nella formazione e educazione della giovane donna, il ricamo ha perso la sua importanza culturale soprattutto nel XX secolo, in particolare nel mezzo di trasformazioni sociali come il femminismo che ha individuato nella tradizione un fattore declassante. Vissuto più che altro come hobby, attività artigianale e folkloristica, negli ultimi anni il ricamo è diventato uno dei linguaggi più praticati nell’arte contemporanea, oggetto di studi e di mostre specifiche.
Katharina Dieckhoff, nata a Maastricht, Olanda nel 1976, formatasi in Germania e da alcuni anni residente a Bologna, presenta nella sua città d’adozione la prima mostra personale Mani d’oro presso la Galleria Spazia. Al centro della riflessione, appunto il ricamo, declinato attraverso tre filoni distinti: la provocazione, il passatempo e la rivalutazione del manufatto.
“Mani d’oro”, ironico titolo che cita una tipica rivista femminile pubblicata in Italia, funziona da trait-d’union tra i diversi usi “sociali” del cucito. Nella prima sezione della mostra riproduce immagini pornografiche con il ricamo a mezzo punto o gobelin su cuscini, poggiapiedi o quadretti da ricamo. Per tradizione il cucito aveva la funzione di distrarre le donne dai pensieri impuri; oggi invece l’artista raffigura scene di giovani donne in pose che lasciano poco all’immaginazione.
Nella seconda sala la Dieckhoff sottolinea l’aspetto di passatempo del ricamo, utilizzandolo per puntare il dito contro gli “hobby” maschili della società contemporanea – il calcio, l’overdose di tv, in particolare – che riflettono l’adeguamento acritico verso i prodotti dei massmedia, soffermandosi sull’aspetto rituale, gestuale e meditativo del ricamo. L’immagine infatti tende alla sintesi estrema, in motivi quasi monocromi o astratti.
Nella terza sala della Galleria Spazia, infine, l’artista concentra la sua attenzione sulla tecnica d’esecuzione, sulla qualità del manufatto. Installa una grande composizione di centrini assemblati l’uno all’altro - quasi a costituire una tenda - e una fotografia che ingrandisce il particolare di un lavoro a punto croce. Katharina Dieckhoff mette a fuoco il processo, spostando l’oggetto ricamato dalla sfera del kitsch - in cui è stato relegato - a quella, ormai rara, dell’unicità e del valore.
Katharina Dieckhoff è nata a Maastricht, Olanda, nel1976. Vive e lavora a Bologna.
Principali mostre selezionate
2007 - Ghost Trax, Pay and Display, Verona. 2006 - Quaranta per quaranta. Circa, Pay and Display, Verona; Indoor Games, Galleria Spazia, Bologna; Ghost Trax, N!03 Microgallery, Milano; Mind Games, Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP); 2005 - Aural Sculpture(s) III and bad seeds, Amnesiac Arts Home Gallery, Potenza. 2004 - Base Camp – Arte giovane dall’Europa, Merano Arte, Merano; 2003 - Bologna le radici del futuro, Gruppo Sabatini, Bologna.
Inaugurazione sabato 10 maggio 2008 ore 18.30
10 maggio - 21 giugno 2008
Galleria Spazia
via dell'Inferno 5
40126 Bologna
Tel. 051 22 01 84
Fax 051 22 23 33
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