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La complessità dell’India

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Data di apertura lunedì 12 maggio 2008
Data di chiusura sabato 14 giugno 2008

Orari:
lun/ven h. 16.00/21.00; sab h. 12.00/17.00; o su appuntamento

Comunicato della mostra : La complessità dell’India

A cura di Maria Teresa Capacchione

La complessità dell’India raccontata attraverso le fotografie di:
Franco Pagetti, Salil Bera, Alessandro Marongiu, Srikanth Kolari

Dopo Alessandro Marongiu e Srikanth Kolari, la seconda mostra della rassegna “La complessità dell’India”, che partecipa al FotoGrafia Festival Internazionale di Roma, presenta un fotoreporter d’eccezione come Franco Pagetti che espone per la prima volta nella capitale ed il giovane fotografo indiano Salil Bera.
Per fornire un quadro della complessità culturale dell’India di oggi, con tutte le sue contraddizioni, la rassegna unisce fotografi italiani ed indiani, osservatori “esterni” ed “interni” a questo Paese, per capire quali punti di vista, quali angolazioni, quali scelte stilistiche possano essere messe in campo rispetto ad un soggetto così complesso.
Così in questa seconda mostra della rassegna Franco Pagetti – fotografo della VII Photo Agency che da anni testimonia per le più grandi testate internazionali situazioni di conflitto in tutto il mondo e dal 2003 racconta la guerra in Iraq per il Time Magazine – presenta il suo reportage sul Kashmir, splendido angolo del subcontinente indiano da sempre tormentato da una guerra di cui si parla troppo poco. Il lavoro, che risale al periodo tra il 2000 e il 2002, racconta uno dei periodi più oscuri della storia di questo stato incastonato tra le cime dell’Himalaya e lo fa seguendo il ritmo incalzante dell’azione, con uno stile asciutto che non lascia alcuno spazio a leziosismi. Con il suo obiettivo Pagetti si avvicina al soggetto al punto da diventare parte dell’azione e della storia che sta raccontando, offrendoci un punto di vista privilegiato da cui osservare, in tutta la sua drammaticità e durezza, la quotidianità di una popolazione che ancora oggi non trova una pace stabile. Lo stile di Pagetti è riconoscibile in tutti i suoi reportage perché è capace di immortalare la guerra - e di raccontare delle persone che la guerra vivono e subiscono - senza retorica, in tutti gli aspetti: da quelli più intimi a quelli più eclatanti, dalla disperazione alla paura, dall’orrore al coraggio. Entrando nelle case e nei luoghi di culto, girando per le strade ed usando il solo linguaggio crudo della fotografia Pagetti lascia allo spettatore il compito di capire, e semmai giudicare, quello che accade.
Un osservatore “interno”, invece, l’indiano Salil Bera – giovane fotoreporter del Week Magazine di Calcutta - sceglie di raccontare una storia che ancora oggi fa discutere, uno dei tanti paradossi dell’India del boom economico: quella dei rickshaw-wallahs, gli uomini-risciò di Calcutta la cui vita è stata perfettamente descritta in tutta la sua drammaticità nel romanzo di Dominique Lapierre “La città della gioia”, pietra miliare della letteratura internazionale. Gli scatti di Bera, senza alcun voyeurismo, ci consentono di osservare la vita disumana degli ultimi rickshaw-wallahs di tutto il Subcontinente indiano.
La sera dell’inaugurazione della mostra, alle ore 20.00, si parlerà di India e dei reportage esposti con il fotografo Franco Pagetti, con il giornalista Giuliano Giubilei – che presenta il suo video “Appunti dall’India” – e con il presidente dell’Associazione Italia-India, Sandro Gozi, intervistati da una profonda conoscitrice della realtà indiana, la giornalista Maria Cuffaro.

Lunedì 12 maggio 2008 ore 19.00

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