“Tessere per unire” è un invito rivolto ai giovani ad osservare con occhio più attento il mondo che ci circonda, molto più ricco del passato di spunti di riflessione e di approfondimento, per ritrovare i segni ed i colori presenti nell’essere umano fin dai primordi dell’umanità.
Trama ed ordito, alla base della tessitura, sono da sempre testimonianza di civiltà e strumento di comunicazione; nei vari strati sociali delle comunità il tessuto è ancora oggi talmente evocativo di valori simbolici tanto da sostituirsi alla comunicazione verbale, un solido ponte tra passato e futuro.
Con questa rassegna si conclude il percorso iniziato con Ex Libris di Luciano Ghersi e proseguito con “Tessere arte” in cui, col contributo dell’Accademia di Brera, hanno interagito linguaggi e stili differenti. Cultura ed appartenenza etnica sono oggi sempre meno identità e sempre più dinamica relazionale. L’arte, in questo senso, può certamente essere lo strumento più immediato di scambio per i processi di integrazione delle diverse comunità. Argomento questo nel mondo contemporaneo di particolare attualità. Oggi si parla tanto di “globalizzazione” ma la cultura è sempre stata un fenomeno globale. Per esemplificare, la tecnica “mudsilk”, che consiste nel tingere la seta col fango di un fiume nel sudovest della Cina, era già conosciuta e praticata durante la dinastia Ming (1400) analogamente ai più recenti bagolanfini, cosiddetti tessuti “disegnati dal fango”, del Mali. Nella mostra è presente uno splendido esemplare rappresentativo di questa complessa ed elaborata procedura.
Fanno parte della rassegna le Molas, artigianato tessile legato all’abbigliamento tradizionale degli indios Kuna che abitano le isole di San Blas (Panama).
Con la sovrapposizione di strati di tessuto, ritagliati e finemente cuciti, si creano complicati e coloratissimi disegni di forte impatto visivo. I disegni tradizionali sono astratti, certamente derivati dalla decorazione geometrica anticamente utilizzata per dipingere il corpo. Stretto il rapporto con la natura, quale fonte di ispirazione: animali, piante, fiori.
Sono inoltre presenti pregevoli manufatti tessili, antichi e più recenti, dell’Africa Occidentale e Centrale, raramente esposti al pubblico in spazi non istituzionali. In particolare tessuti Ewe, Yoruba della Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Mali. Di notevole valore artistico i tessuti in rafia Kuba (velluti del Kasai), con ricami a rilievo di etnia Shoowa (Congo).
Il filo rosso che lega la rassegna è costituito da una installazione di Beatrice Meoni.
La collaborazione del gruppo ligure del Coordinamento Tessitori di Firenze permetterà la realizzazione dei laboratori, previsti per le scuole primarie del territorio.
Giovanni Toro
Inaugurazione 23 maggio ore 18.30
23 maggio - 21 giugno 2008
Galleria Agheiro Arte Contemporanea
Corso B. Aires 60
Lavagna
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www.agheiro.org