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SICULA | DONATELLO - COME IL MOTO DEI FRUTTI

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Sede Via Manzoni 1, Sale 15045
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Data di apertura sabato 31 maggio 2008
Data di chiusura domenica 08 giugno 2008

Orari:
feriali h. 16.00/19.00; sab/festivi h. 10.30/12.30 - 15.30/19.30
Gli artisti correlati Donatello, Sicula

Comunicato della mostra : SICULA | DONATELLO - COME IL MOTO DEI FRUTTI

La collaborazione tra me e Donatello ha avuto inizio qualche mese fa, durante la mostra antologica che, tra dicembre 2007 e gennaio 2008, ho tenuto al Museo Orsi di Tortona. Lì è stata girata una parte del video per la canzone Valavitavà che egli canta insieme a Gianpieretti. Il video, realizzato grazie anche alla competenza di Amilcare Fossati che ne ha curato, in modo egregio, la fotografia e il montaggio, è venuto proprio bene. Bella la canzone e bello il video, quindi. Quando Donatello cantava Io mi fermo qui (sono passati quasi otto lustri!), era il 1970, io cominciavo a muovermi verso un’indipendenza stilistica nei confronti e degli insegnamenti liceali, e di quelle appassionate “letture iconografiche” che fin lì avevo fatto. Da allora a oggi mari di colori sono passati dalle mie mani, mari di note dalle sue, ognuno per proprio conto.
Oggi, per i frutti e per le nicchie, per i frutti nelle teche e la Natura Viva e la sua ombra, per l’enorme importanza delle ombre, Donatello ha creato splendide musiche. E’ stata sua la scelta di esporre questo ciclo tra tutti gli altri, perché più vicino al suo modo di pensare e fare musica ora, nel pieno della sua maturità stilistica. Si è espresso al meglio per questo dato naturalistico assai evidente che è il frutto, dove la luce si posa sulla forma con le sue increspature e le sue rotondità, tinge i picciuoli e le parti dove i segni lasciati dalle intemperie e dagli insetti, si uniscono a quelli della raccolta e dei successivi spostamenti che, in qualche caso, possono essere esageratamente articolati e frettolosi, e di ciò la natura ha sempre tangibile memoria che sa ben trasmettere verso ricettori sensibili. Lo spazio in cui il frutto è immesso è all’apparenza fermo immobile, al suo interno sta a respirare, con grande emozione, il suo senso di estraneità ma al contempo di comunanza estrema; uno spazio perfettamente intuito dalle musiche – nelle quali l’essenza dello stesso frutto viene aperta al godimento delle nostre corde più sensibili – e privo, lo spazio-alloggiamento, di dati che ne indichino una sicura riconoscibilità di luogo già visto; spazio mancante, al contrario dei frutti, di quei segni lasciati dal tempo che scorre. Quattrocentesco nella struttura, mentale nel suo aspetto finale. Donatello di questa contrapposizione tra natura e luogo ha scoperto ed evidenziato in musica il rapporto stridente, distaccato ma complice e per questo più vitale nel ritmo, ne ha sublimato la compostezza formale e la pacatezza apparente, il fremito nascosto, convulso e talora estremo; ha dato una voce alla natura interna delle cose e all’equilibrio astratto che spesso queste cose coordina. Musica succulenta quanto basta e senza superflua enfasi come solo la straordinaria musica sa essere. Donatello ha intuito e trasmesso la determinazione delle forme, la vita che corre dal frutto all’ombra alla teca, il moto dei frutti. La sua musica:Come il moto dei frutti.
Sul tema della mostra abbiamo realizzato un video, sempre con il prezioso e indispensabile Amilcare Fossati alle riprese e al montaggio, mettendo insieme i dipinti, la musica e i luoghi: Tortona che dei dipinti e delle musiche ha visto la nascita, Sale dove ora vengono esposti.
Abbiamo inserito e ripreso dei veri frutti in punti precisi di questi luoghi, anch’essi due, separati nel tempo ma insieme in un’attiva visione unitaria che il video ha accentuato, aggiungendo e non togliendo all’emotività emersa dall’azione della ripresa nuove possibilità di lettura dei suoni, nell’effetto finale per fasi concentriche e non solo squadrate angolari. Abbiamo poggiato i frutti su mensole o piani d’appoggio similari trovati in loco, su davanzali di finestre, oppure sulla soglia di alcune vetrine in varie condizioni di luce e di tempo. Poi abbiamo costruito attorno ad essi le teche, prima la base, poi il piano verticale di separazione, i lati esterni, il piano superiore orizzontale e poi lo schienale, riprendendo in video ogni fase di questo processo. Infine abbiamo liberato i frutti facendoli rotolare e correre lungo le vie sia di Tortona sia di Sale. Siamo passati quindi alla sequenza dei dipinti e alla performance di Donatello che suona, intervallando l’una all’altra per unire quanto più possibile pittura e musica.
La musica di Donatello ha sciolto e legato di continuo le immagini rendendole perciò vive fotogramma dopo fotogramma, ha creato attorno ad esse uno spazio in più, uno spazio sonoro, accompagnando i frutti nel loro cambiamento, metafora di un’esistenza che sta, nell’inestimabile dimensione sonora, tra vita e natura, tra natura e arte.
G.S.

“I legami fra colore, luce, prospettiva e la musica (suono, frequenza, riflessione) sono molteplici e comunque ormai assodati da tempo, almeno nella pratica contemporanea dei media che si servono abbondantemente di questo abbinamento per arricchire l’effetto di suggestione dei loro contenuti.
In questo progetto che mi vede coinvolto in qualcosa che non mi è completamente nuovo, ho chiesto a Sicula, il quale è un continuo vulcano di idee, di ridurre al minimo gli scorci di sviluppo del tema, in modo che il mio approccio potesse essere approfondito senza i presupposti ed i condizionamenti delle esperienze precedenti.
Ho quindi concordato fra la sua produzione, che tende allo sconfinato, un tema che mi ispirava particolarmente proprio per la sua essenzialità.
In queste opere che prendono essenza dalla compenetrazione fra luce e prospettiva, ho immaginato un prolungamento di questi due molteplici piani di proiezione quasi a comporre una rete esterna ai quadri stessi. Una rete invisibile che non ho inteso solo come ambiente circostante, ma soprattutto quale ambiente sonoro della percezione dell’osservatore stesso.
Questa trama diventa così parte viva di qualcosa che sembrerebbe a prima vista inerte (non per niente ma forse erroneamente si definisce il genere come “natura morta”), mentre le frequenze ed i richiami riflessivi sonori che la percorrono ne interpretano la continua vibrazione.
La musica stessa percorre e quindi precorre il sentimento di un moto nel tempo che è quello dei frutti inseriti nelle nicchie, facendo affiorare il senso di vissuto di cui i segnali sonori sono pura rievocazione…”
DONATELLO

Inaugurazione sabato 31 maggio 2008 ore 17.30

Dal 31 maggio all'8 giugno 2008

Ingresso libero

Per informazioni
Segreteria Comune di Sale Tel +39 0131 84178
ufficiosegreteria@comune.sale.al.it oppure 333 6033006

Web
www.sicula.com

E-mail
feliscatus@sicula.com
lunaplano@yahoo.it

SALA CONSILIARE DEL MUNICIPIO
Via Manzoni 1
15045 SALE (AL)