A cura di Juraj Carny e Sonia Rosso
L’arte degli anni ’60 in Cecoslovacchia si sviluppò in una particolare atmosfera di temporanea distensione che fu poi interrotta dalla violenta invasione dell’Armata del Patto di Varsavia nel 1968.
La negazione sistematica dei diritti fondamentali di libertà, di parola, di movimento e di riunione ebbe un impatto profondo sulla produzione artistica così come sulla sua presentazione. Per gli artisti più innovativi la presentazione pubblica del loro lavoro era alquanto impossibile e di conseguenza cominciarono a mostrare le loro opere all’interno di una stretta cerchia di amici. Mentre il partito comunista si dotava generosamente di “servi” delle dottrine del realismo Socialista, la maggioranza degli artisti che appartenevano ad una scena alternativa sotteranea sono stati costretti a considerare la propria arte come un hobby politicamente pericoloso e dovevano guadagnarsi da vivere in diversi modi.
Accademie di Belle Arti, spazi espositivi e la stampa erano controllate da una forte censura e, dal nostro punto di vista, è duro ammettere che alcuni artisti non abbiano potuto esporre le loro opere per anni, per non parlare dei loro desideri irrealizzati di lasciarsi alle spalle la Cortina di Ferro e visitare finalmente la Biennale di Venezia o Documenta a Kassel, o Parigi, Londra, New York.
Nell’era di internet è quasi impossibile pensare a quanto sei fortunato ad imbatterti in un vecchio numero di Flash Art in vendita in un negozio di seconda mano.
Nonostante un forte isolamento della Cecoslovacchia negli anni ’60, gli artisti furono in grado di seguire tutti gli sviluppi della scena artistica mondiale e di creare un’ alternativa profondamente autentica che contribuì allo sviluppo dell’arte contemporanea, specialmente nel campo dell’Arte Concettuale e dell’Action Art.
Riconoscere questo forte contributo culturale dell’area ceco-slovacca comporterebbe una seconda lettura della Storia dell’Arte Europea del Ventesino Secolo. Dipende dall’osservatore decidere di rispettare i modelli esistenti o accettare nuovi modi di interpretazione della produzione artistica delle ultime decadi.
La mostra Between Concept and Action (Tra Concetto ed Azione) presenta le opere dei più importanti autori della scena Cecoslovacca degli anni ’60 e ’70 con lo scopo di focalizzare l’attenzione su lavori-chiave creati nel periodo della dittatura Comunista, lavori che contribuirono in maniera autonoma e originale allo sviluppo dell’arte contemporanea. Allo stesso tempo, la mostra cerca di rivedere la schematica lettura dell’Arte Europea Occidentale e di mettere in luce le autentiche modalità di espressione degli artisti dell’Europa Centrale (Juraj Carny)
Nel primo tempo, la mostra si ripropone di introdurre l’arte Cecoslovacca durante gia anni ’70. Nel secondo tempo verranno esposte le opere degli artisti dagli anni ’80 fino alla produzione più recente.
Durante il periodo della mostra sarà disponibile il materiale sugli artisti.
Adam Adamciak, Juraj Bartusz, Stano Filko, Michal Kern, Julius Koller, Jiri Kovanda, Milos Laky, Otis Laubert, Juraj Melis, Alex Mlynarcik,
Rudolf Sikora, Monogramista T.D., Jan Zavarsky
Primo tempo: 1 luglio - 24 settembre 2008
Secondo tempo: 25 settembre - 25 ottobre 2008
Galleria Sonia Rosso
Via Giulia Di Barolo 11/h
Torino
info@soniarosso.com
www.soniarosso.com