Palazzo Salmatoris

, Cherasco
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LUIGI SPAZZAPAN. DALLA QUOTIDIANITA’ AL FANTASTICO

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Data di apertura sabato 26 luglio 2008
Data di chiusura domenica 28 settembre 2008

Orari:
sab/dom h. 9.30/12.30 - 15.00/19.00; mar/ven h. 15.30/19.00
Gli artisti correlati Luigi Spazzapan

Comunicato della mostra : LUIGI SPAZZAPAN. DALLA QUOTIDIANITA’ AL FANTASTICO

A cura di Cinzia Tesio e Luca Barsi

Si inaugura, Sabato 26 Luglio alle ore 18.00, negli splendidi saloni di Palazzo Salmatoris di Cherasco, già noto ormai da anni ai cultori ed agli appassionati d’arte, una nuova importante rassegna dal titolo: “Luigi Spazzapan dalla quotidianità al fantastico”, che resterà allestita fino al 28 Settembre 2008.
Un evento non solo per la Città di Cherasco, ormai abituata a proporre esposizioni dall’eccezionale valore storico-artistico, ma anche per il Piemonte intero e l’Italia, considerando l’importanza e la qualità delle opere esposte, gentilmente concessi da Musei, Collezioni private e pubbliche e dalla Fondazione Luigi Spazzapan.
Una selezione raffinata che presenta lavori storici del Maestro, lungo tutto il suo percorso stilistico che ha caratterizzato la stagione del Novecento tra Italia ed Europa.
Il corpus di opere comprende circa settanta lavori, tra cui oli, tecniche miste, acquerelli, chine e due splendidi e storici arazzi.
La mostra si prefigura di dare il ritratto artistico della maturità pittorica di un autore che, di origine slovena (Gradisca d’Isonzo 1889 -Torino1958), si ritrova catapultato nel 1928 nella Città della
Mole, considerata dallo stesso Spazzapan una realtà autoreferenziale ed a lui poco consona.
Catalogo edito dalla Città di Cherasco.
LAFORMAZIONE
La sua formazione avviene comunque all’interno del Movimento Futurista Giuliano e, in seguito, nell’ambito del nascente razionalismo che lo conduce appunto, nel 1928, ad accettare la collaborazione per il Padiglione della Chimica all’Esposizione di Architettura torinese in occasione del decennale della Vittoria. Spazzapan proviene da un ambiente mitteleuropeo, da un crocevia di culture (latina, slava e austriaca) ma, nonostante questa grande prerogativa, alla fine il lavoro non gli viene assegnato a causa dell’attività anarchica del fratello. L’artista decide comunque di restare a Torino, ai margini del cenacolo casoratiano, e qui viene avvicinato da critici come Lionello Venturi
ed Edoardo Persico, oltre che dagli amici del Gruppo dei Sei, grazie soprattutto alle sue splendide chine e lavis all’inchiostro o al nero di seppia di cui la mostra presenta diverse varianti. Sono anni in cui collabora anche con la “Gazzetta del Popolo” e comincia a ritrarre la città che lo “ospita”e i suoi dintorni, con tratti rapidi e nervosi come bene dimostra in rassegna il quadro “Paesaggio torinese”. Nel 1945, tornato nello studio del Capoluogo piemontese dopo essersi rifugiato a Pinerolo, trova i pochi resti di un incendio devastante, che risale al 1943, e che ha ridotto in cenere migliaia di suoi lavori. Comincia allora una nuova fase, quella su cui si incentra l’evento cheraschese, carat-
terizzata da una rinnovata volontà di agire sul territorio e di adoperarsi, oltre che in pittura, anche nella tecnica dell’arazzo come “Pittura murale”. Negli ultimi anni, dopo quasi un trentennio di ricerca, e preso da un impeto di ritrosia nei confronti dell’ambiente torinese, sviluppa la sua poetica al limite fra astrazione e figurazione, inaugurando le figure misticheggianti dei Santoni e degli Eremiti, che richiamano alla mente quelle di El Greco, evidente in “Santoni con colombe”, e inten-
sificando la ricerca informale, qui rappresentata dall’olio “Fiori e specchio”, tanto che Michel Tapié accosterà il suo lavoro a nomi quali Mark Tobey e Clyfford Still. Dal 1950, invitato alla Biennale di Venezia (come già nel 1936) , alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di San Paolo conclude una parabola artistica svoltasi sotto la cappa costante dello sradicamento, sotto il segno di una crescente insofferenza verso un senso di sofferta appartenenza ad un ambiente che si rivela una mera forma di circolo chiuso. Quella sofferenza, ma anche quella grande capacità di trarne i motivi più lirici, che tutta la mostra disvela in omaggio anche ai cinquant’anni dalla scomparsa.

INAUGURAZIONE SABATO 26 LUGLIO ORE 18.00

Dal 26 luglio al 28 settembre 2008

Coordinamento artistico
Licia Innocenti

INGRESSO LIBERO

INFO
Ufficio Cultura Città di Cherasco
0172 427050
Fax 0172 427055
www.cherasco2000.com
turistico@comune.cherasco.cn.it

Palazzo Salmatoris
Cherasco