Sabato 27 settembre alle ore 18.00, dispari&dispari project inaugura la stagione espositiva 2008-2009 con la mostra "In minigonna attraverso la giungla - retrospettiva", prima personale italiana dell'artista austriaco Ronald Kodritsch. L’esposizione si compone di un nucleo selezionato di opere, pitture, sculture, collage e fotografie dal 2006 ad oggi. In particolare saranno presentate alcune pitture inedite della celebre serie "Bastard" nella quale ironicamente Kodritsch dipinge dei cani con una spiccata fisionomia umana ed espressioni tipiche della quotidianità. Saranno inoltre esposte le foto della performance "Aktion Pinocchio" eseguita nelle strade della città di Reggio Emilia durante il mese di maggio. La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni da martedì a venerdì dalle 10.00/13.00 - 15.00 /20.00 il sabato e la domenica solo su appuntamento. Per maggiori informazioni visita le news di dispariedispari.org
Con la sua serie “Bastardi” Ronald Kodritsch ha cercato di toccare un punto dolente. Nelle sue serie di cani con parrucche lui usa il repertorio di alienazione per fare incontrare ciò che è fatto con ciò che cresce naturalmente, in modo che l’artificialità incontri la natura, per giustapporre il falso con il genuino. Le acconciature artistiche create dalle persone incontrano le pellicce che crescono sugli animali. Il risultato provoca certamente un certo senso di humour. L'umorismo in questo lavoro aiuta gli spettatori ad ottimizzare il loro piacere, per come lo sentono. Ma non si tratta solo di questo; noi siamo sorpresi dal flusso di associazioni che ci vengono in mente: natura e artificialità, il rapporto tra uomo e animale, l’abuso del cane come animale addomesticato, come un mezzo per suscitare una sorta di narcisismo, come un’estensione o un’aggiunta al nostro ego, ma anche una sorta di parodia del cane, il cui ritratto provoca l’associazione di “caratteristiche sconvolgenti” nell’osservatore. Quello che ha luogo qui è l’esterno cambiando l’interno. Possiamo associare la “parrucca” con il toupet tanto di moda negli anni 70, con parte delle insegne di una particolare professione (p.e. le parrucche indossate dai giudici inglesi), con lo status symbols dei periodi barocco e rococò che era di rigore per apparire in tribunale o in città, quando la natura era considerata troppo volgare e poco raffinata per essere socialmente accettabile. Al di là di un’analisi intellettuale dei ritratti di R.K. “Bastardi”, ciò che impressiona è il modo in cui i cani guardano direttamente l’osservatore. Alcuni hanno gli occhi tristi, mentre altri sembrano fissare intensamente con le pupille strette; altri ancora lanciano occhiate impotenti da sotto la strana cosa sulla loro testa. C’è persino un’occhiata furbetta. Alcuni cani trasudano autoconvinzione - la loro acconciatura sembra crescere dal loro proprio pelo e non sembra affatto una parrucca. Poi ci sono occhi vacui, nessuno sguardo, come se fosse uno sguardo assente, del “bastardo” Halloween, i cui occhi sono tanto vuoti come quelli di una zucca di Halloween; ci sono anche spunti tratti dalla vita quotidiana: la creatura porta una busta della spesa con un logo di Halloween : la pubblicità, si sa, sembra arrivare ovunque. E poi queste immagini iniziano a farci pensare: qualche volta noi abbiamo l’impressione di guardare dritto nei grandi occhi scuri di Ronald. E’ come se questo sguardo potesse vedere dritto attraverso il cuore delle cose: l’alienazione dell’uomo dalla natura, e anche dalla sua stessa natura; o la manipolazione della natura che nel caso di questi cani è resa possibile attraverso la loro condizione sociale che li rende i soggetti dell’uomo, il loro maestro. L’animale perde la sua dignità dopo essere stato manipolato in questo modo. Ma talvolta s’impenna la “quintessenza canina”, come quando le orecchie appuntite spuntano attraverso la parrucca. Come un artista - e la società gli conferisce ogni diritto di farlo – Kodritsch permette a se stesso la libertà di fare a meno delle parole e usare il mezzo dell’alienazione per generare humour e risa. Facendo questo, induce l’osservatore a confrontarsi con gli aspetti seri del messaggio subliminare dei suoi quadri. Lui riesce a fare questo perché noi siamo piacevolmente preparati a seguirlo: dopo tutto, scherzi, commedia e humour risparmiano tempo e sforzo nell’economia della mente. Agendo come una scorciatoia al laborioso sentiero dell’apprendimento dell’attività mentale ci riporta dritti allo “stato d’animo di un tempo nelle nostre vite quando ci impegnavamo in attività mentali con un minimo sforzo, lo stato d’animo della nostra infanzia quando ancora non conoscevamo lo humour, eravamo incapaci di fare uno scherzo e non avevamo bisogno di humour per sentirci felici”. (cf.Freud, 1905) Anche Max Reinhard la mette in questo modo. L’artista - stava veramente parlando di attori - fu una di quelle persone che ricacciò un pezzo di infanzia nelle loro tasche e misteriosamente se la svignò dallo sguardo degli altri. Fin quando sono accompagnati dallo humour, le contraddizioni sono più tollerabili di una seria ammonizione con un dito.
INAUGURAZIONE SABATO 27 SETTEMBRE 2008 ORE 18.00
Fino al 23 novembre 2008
Dispari&Dispari Project
Via V. Monti 25
Reggio Emilia
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