Alla mostra organizzata presso Galleria Continua / Le Moulin sono esposte una ventina di tele dell’artista, vecchie e nuove, come Assolutamente niente (1999) o Tornare a casa (2009). Da trenta anni, Manuela Sedmach, nata nel 1953 a Trieste, dove vive ancor oggi, esprime la complessità delle sue ricerche mediante un medium tradizionale: la pittura. Sviluppa un’esperienza intensa, concentrata
sul suo lavoro, con un atteggiamento quasi religioso. Seguendo un suo rituale personale, l’artista inizia una tela su uno dei suoi soggetti prediletti, portandolo poi fino all’astrazione. Manuela Sedmach utilizza solamente tre colori: il nero, il bianco e il marrone. All’inizio, parte da una tela nera, sulla quale interviene utilizzando gli altri due colori, modellati e alternati fino a ottenere l’effetto desiderato. L’opera si definisce nel corso di un lavoro che può durare anche due o tre mesi. Il
risultato finale deriva da una sovrapposizione di vari strati di colore (fino a cinquanta) che producono uno straordinario gioco di trasparenze e veli. Le aggiunte successive modificano progressivamente la rappresentazione e creano dei cicli delle stesse immagini con un titolo e un motivo simili tra loro. Le differenze quantitative tra i tre colori di base offrono dei risultati cromatici diversi, come altrettante variazioni di un’unica opera musicale.
Le prime serie degli anni ‘80, dalla foggia densa e impetuosa, cedono pian piano il passo a uno stile più fluido e acuto. I personaggi e gli oggetti spariscono progressivamente, con un soggetto che si trasforma volontariamente in non-narrativo. Gli elementi (acqua, aria, fuoco e terra) sono oramai i soli protagonisti delle sue opere. Con maestria, Manuela Sedmach fa dunque scivolare questi principi fondamentali “normali”, per non dire ordinari, nel territorio dell’insolito e dello straordinario.
I soggetti attuali di Manuela Sedmach sono i luoghi indefiniti, gli orizzonti senza fine, le nuvole vaporose, il tempo dilatato delle atmosfere marine avvolte nella nebbia, i deserti gelati, il cosmo, le stelle e la pioggia bianca. L’artista cerca di trasformare i suoi quadri in testimoni dell’essenziale. Le forme, le trasparenze e le velature cedono il passo all’immaginazione. Il reale vi si espande. Si contempla lo spazio della tela, ma non solo: esso ci parla anche di un altro spazio, quello al di fuori della tela, al di fuori del tempo, quello delle profondità dell’anima. La ripetizione all’infinito di visioni praticamente identiche permette a Manuela Sedmach di creare una sorta di ipnosi. L’osservatore deve “abbandonarsi” nell’universo dell’artista.
Seguendo le ricerche e i progressi dell’artista, la tela si è quindi progressivamente “riempita di vuoto”. In effetti, il concetto di infinito o di niente è al centro delle sue opere. L’“assolutamente niente” è interrogato senza sosta, fino a diventare l’“assolutamente tutto”. I quadri appaiono in un primo tempo come semplici e chiari. Ma, proprio come dei palinsesti, nascondono vari livelli di lettura e di paradosso. Le opere oscillano così tra l’immutabilità delle cose perfette e la precarietà di quelle che hanno subito il passaggio del tempo.
Le opere di Manuela Sedmach sono state esposte in Italia, in varie gallerie e musei. Ha partecipato a delle mostre personali e di gruppo in Belgio, Austria e Ungheria. Alcune delle sue opere fanno parte di importanti collezioni private in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone e presso lo SMAK Museum a Gand.
Inaugurazione sabato 27 giugno al Moulin, dalle 18:00 a mezzanotte:
- Alle 18.00: visita delle mostre e cocktail
- Dalle 21.00 a mezzanotte: banchetto rurale e Dj sulla riva del fiume
27 giugno - 4 ottobre 2009
Galleria Continua - Le Moulin
46 Route de la Ferté Gaucher
Boissy-le-Châtel 77169
www.galleriacontinua.com