Un nuovo indirizzo sulla scena dell’arte milanese. E che indirizzo. Lia Rumma, la più celebre gallerista italiana, ha deciso di sfidare la crisi imperante e scelto la zona sempre più vivace intorno a Via Procaccini per aprire in Via Stilicone 19 uno spettacolare spazio di 2000 metri quadri su quattro livelli, un edificio intero, una elegante palazzina bianca dove troveranno posto la Galleria e gli uffici, un laboratorio per gli artisti e ampie sale per le opere d’arte.
Un progetto molto ambizioso su cui Lia Rumma ha deciso di scommettere, forte della sua quarantennale storia professionale ed umana.
Salerno, anni Sessanta, comincia l’avventura di Lia Rumma e del giovane marito Marcello, che, neanche ventenni, organizzano le prime mostre sui nuovi artisti italiani emergenti, come Bonalumi, Mondino, Gilardi, Pistoletto, Zorio, Anselmo, e di giovani americani come Warhol, Johns, Lichtenstein, Indiana, Stella, curate da critici altrettanto emergenti come Bonito Oliva, Calvesi, Lea Vergine, Barilli, Trimarco, Germano Celant, quest’ultimo curatore della grande mostra sull’Arte Povera ad Amalfi nel 1968, che riscuote un grandissimo successo di critica a livello internazionale.
La storia prosegue con la fondazione da parte dei Rumma della loro casa editrice che pubblica importanti saggi di estetica, arte, filosofia, la morte improvvisa di Marcello Rumma e l’apertura a Napoli nel 1971 della prima Galleria di Lia al Parco Margherita, in un ex garage, con una mostra di Joseph Kosuth che riscuote uno straordinario successo. Da qui Lia Rumma focalizza la propria ricerca sui movimenti internazionali di quegli anni: Arte Povera, Minimal Art, Land Art, Conceptual Art. Da Napoli passano tutti i nuovi artisti che emergono nelle grandi capitali dell’arte: il gruppo Art & Language, Victor Burgin, David Lamelas, Ben Vautier, Vincenzo Aggetti, Dennis Hoppenheim, Dan Graham, Louis Cane, Marc Devade, Emilio Isgrò, James Coleman.
Nel 1974 Lia Rumma sente l’esigenza di creare una realtà più definitiva e organizzata, lascia il Parco Margherita e apre la sede storica di Via Vannella Gaetani, la mostra di apertura è dedicata a Douglas Huebler. Col tempo la Galleria diventa anche abitazione, in un connubio prezioso e ingrovigliato di arte e vita. E le mostre si susseguono serrate, passano dalla galleria-casa Giovanni Anselmo, Gilbert & George, Robert Ryman, Francesco Matarrese, Donald Judd, Martin Barré, Hans Haacke.
Il ritorno sulla scena, dopo cinque anni di pausa, è del 1984: Lia riapre la sua Galleria di Napoli, muovendosi tra i suoi consolidati artisti e i nuovissimi movimenti americani ed europei. La Galleria si afferma definitivamente tra le maggiore realtà della scena internazionale.
Nel 1986 Lia Rumma avvia una stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli e cura, su invito di Nicola Spinosa allora Direttore del Museo di Capodimonte, la storica personale di Gino De Dominicis, cui segue nel 1988 la personale di Joseph Kosuth. E successivamente in Galleria le straordinarie mostre di Aldo Rossi, dei due giovani artisti americani Clegg & Guttman, dei tedeschi Förg, Mucha e Schütte, e poi di Alberto Burri, Robert Longo, Haim Steinback, Cindy Sherman, Thomas Ruff, Andrea Gursky, il meglio dell’arte contemporanea italiana e internazionale.
Nel febbraio 1999 la decisione di aprire un nuovo spazio a Milano in Via Solferino. Si inaugura con Enrico Castellani, un grande nome dell’arte italiana, un omaggio a Milano. Il lavoro è frenetico, Lia Rumma è presente in tutte le fiere più importanti, tra i suoi artisti arrivano Vanessa Beecroft, William Kentridge, Gary Hill, Shirin Neshat, Marina Abramovic, il grandissimo Anselm Kiefer, di cui cura nel 1997 una personale sempre a Capodimonte e nel 2004 all’Hangar Bicocca a Milano la mostra I Sette Palazzi Celesti, l’opera forse più straordinaria acquisita da uno spazio d’arte contemporanea ed esposta in modo permanente.
E continua la sua ricerca instancabile sui giovani artisti, ospitando i lavori di Hendrik Krawen, Sabah Naim, Tessa M. den Uyl, Drè Wapenaar, Tobias Zielony.
Nel 2001 co-organizza VB48, la performance realizzata da Vanessa Beecroft per il G8 di Genova. E collabora con il Teatro San Carlo di Napoli per gli spettacoli Elektra (2003) e Il Flauto Magico (2006) con scene di Kiefer e Kentridge. Nel 2006 Lia Rumma produce il progetto South Sudan di Vanessa Beecroft, nel 2007 e 2008 co-produce due performance della Beecroft - VB61 Still Death! Darfur Still Deaf? alla Biennale di Venezia e VB62 a Palermo - lo scorso febbraio co-produce la performance/sculpture VB66 al Mercato Ittico di Napoli.
E si arriva a oggi. Lia ha ancora un sogno: a Milano una cittadella dell’arte, dove i suoi artisti possano esporre, ma anche lavorare, parlare, pranzare, in una parola vivere. Un posto dove le opere non siano sacrificate, ma ci sia tutto lo spazio possibile. Lo trova in Via Stilicone, lo acquista con slancio, iniziano i lavori, lunghi e irti di difficoltà, ma Lia Rumma non demorde: sfinisce gli architetti, incalza, raccomanda, litiga, strappa promesse e finalmente la nuova Galleria è pronta, si apre, come già nel 1999, con un altro grande nome italiano: Ettore Spalletti, le cui straordinarie opere saranno esposte dal 15 maggio nella nuova palazzina, primo nome di una lunga serie di celebrati maestri da tutto il mondo.
Conferenza stampa venerdì 14 maggio ore 11.30
Inaugurazione sabato 15 maggio
Dal 16 maggio 30 settembre 2010
Galleria Lia Rumma - Nuovo Spazio
Via Stilicone 19
Milano 20154
info@gallerialiarumma.it
http://www.liarumma.it/
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