La galleria Fabio Tiboni / SPONDA è lieta di presentare la mostra del duo artistico Bianco-
Valente, già attivi sul territorio bolognese nel 2007 con un'installazione ambientale al
Museo di Palazzo Poggi.
Il lavoro di Bianco-Valente è da sempre incentrato sui concetti di percezione e relazione: in
questa occasione viene proposta un'installazione ambientale che fornirà il pretesto per
l'incontro e lo scambio delle energie potenziali tra lo spettatore e il luogo, tra le persone e
le cose.
Bianco-Valente avvolgeranno le pareti e il soffitto della galleria in una rete relazionale
disegnata trascrivendo le parole dei saggi e delle lettere con cui gli astronomi, nei secoli
passati, hanno via via descritto le proprie osservazioni e le proprie visioni, volte a definire i
corpi celesti e le leggi che li tengono in relazione.
Pochi sanno che fu proprio a Bologna che Copernico cominciò, grazie all’incontro e alla
collaborazione con l’astronomo ferrarese Domenico Maria Novara, ad approfondire i suoi
studi astronomici e a fare le prime osservazioni, che lo portarono dopo circa 20 anni a
formulare la sua teoria eliocentrica che, riprendendo gli studi dei pitagorici e alcune
intuizioni del suo mentore bolognese, rimetteva il Sole al centro dell’universo allora
conosciuto.
“Attraverso i secoli e le culture la visualizzazione della dimensione in cui avviene la
creazione della sfera pubblica risponde sempre all’idea di una superficie che accoglie una
rete di passaggi, sia essa l’agorà della civiltà greca o il web: una mappa, una sintesi
grafica di uno spazio concreto o virtuale. Giovanna Bianco e Pino Valente sperimentano
una possibile interpretazione di questa raffigurazione: le loro Costellazioni danno notizia di
qualcosa già avvenuto (lo scambio di contenuti e contatti tra soggetti diversi e tra loro
remoti) e mostrano la trama complessa delle traiettorie lungo le quali si sono attuati questi
rapporti e la concatenazione latente tra i diversi interlocutori. Il tutto riscoprendo la
dimensione demiurgica e creativa che appartiene a qualsiasi procedimento cartografico: la
capacità di descrivere (funzionalmente) un territorio materiale o immateriale, ma anche di
inventarlo (proprio secondo il senso che risiede nell’etimologia di questo termine, il latino
‘invenire’ che si traduce come ‘scoprire’, ‘trovare’).” Pietro Gaglianò
La mostra sarà accompagnata da un poster pieghevole con un testo critico di Pietro
Gaglianò.
Con un testo di Pietro Gaglianò
Private view Sabato 28 Gennaio 2012 ore 18
29 Gennaio – 31 Marzo 2012
Fabio Tiboni / Sponda
via Del Porto 52/a
40122 Bologna, Italy
tel/fax +39 051 6494586
www.fabiotiboni.it