Galleria Mestre Contemporanea

Sede Corte Legrenzi 37, Mestre 30124 -  Mappa
Informazioni Tel +39 348 8742184 | vito.campanelli@email.it



Comunicato stampa evento: Alba Pedrina - Pelle Ruggine

Dal Saturday 05 October 2013
al Tuesday 05 November 2013

Orari:
tutti i giorni 16-20,30 – Chiuso domenica
Gli artisti correlati Alba Pedrina
Curatori Vito Campanelli
A cura di Vito Campanelli

Sabato 5 ottobre la Galleria Mestre Contemporanea - Corte Legrenzi, 37 – 30124 Mestre Venezia, con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura Provincia di Venezia, ha presentato la mostra “ Pelle Ruggine” di Alba Pedrina.

Presentazione critica di Barbara Vincenzi

5 ottobre/5 novembre

Mestre Contemporanea Corte Legrenzi 37, 30124 Mestre. Per info vito.campanelli@email.it tel. 3488742184, orari tutti i giorni 16-20,30 – Chiuso domenica


Inaugurata il 5 ottobre la mostra “Pelle Ruggine”
dell’artista Alba Pedrina, presso Meste Contemporanea, proseguirà fino al 5 novembre.

mostra a cura di Vito Campanelli. Presentata dalla critica Barbara Vincenzi

“Il filo conduttore della mostra “Pelle ruggine” è la traccia. La traccia che il nostro corpo deposita nel corso del tempo e che il tempo e le cose lasciano come deposito indelebile e rugginoso, sulla nostra pelle e sulle nostre vite.
La traccia è ciò che resta, un ricordo come impronta di un passaggio, piena di materia come nell’opera “Oxide” in cui il passaggio del tempo stratifica sostanza e polveri, in rilievi eterogenei e ricchi di cromatismi ma che poi anch’esso lascia impronte, semplici tracce di un passaggio, si da essere “svuotata” della sua stessa sostanza nei puri e semplici bianco e nero di “28 frammenti di una notte” e “Ti cerco”.
Lo stratificarsi di polveri e di materiali diversi è dovuta alla trasformazione che il corso del tempo mette in atto: la ruggine sulla pelle è ciò che in ognuno di noi rimane, forse “... solo ricordi evocati di ciò che un tempo era tanto desiderato, il bene di tutti che ora è tra la terra … Quel che resta ormai è solo il ricordo di un colore, il colore della loro pelle …” e sono proprio queste parole, che citiamo come concept dell’esposizione, che, in estrema sintesi, esprimono il significato più essenziale dell’installazione.
Un duplice concetto accompagna questa produzione: L’impronta del passaggio sui corpi nei lenzuoli, simboli profani di un’azione o nei bianchi e neri sulla carta, estremo lascito di ciò che è stato e infine sulla pelle per complicità metaforica, la ruggine come emblema ultimo che sintetizzi il trascorrere della vita, con tutte le sofferenze e gioie ma segni indissolubili, che sfuggono come polvere tra le nostre dita ma, che permangono, in forma di tracce sui nostri corpi e sulle nostre anime.
Il video si ritma convulsamente tra il corpo della donna e vari rituali in cui si alternano colore e oggetti, quali le catene con la loro ruggine, cassette di nastri rotti e reperti bellici e di archeologia industriale. Una guerra paragonata alla guerra che ognuno di noi affronta durante il corso della vita. Il video mostra il corpo di donna trasformato e dipinto d’oro e catene come archetipo di una vita donata all’apparenza, indossando maschere ed emblemi, offese e prevaricazioni la cui ruggine che si deposita non solo sui corpi ma sulla nostra anima, lasciando segni indissolubili, un passaggio inesorabile di traumi in un rituale che non vuole essere mistico, ma una catarsi dal dolore che il tempo provoca: un ritmo che suggella ma elabora e depura lasciando in atto una trasformazione che infine lascia sulla pelle una traccia”. ( Barbara Vincenzi)

Sito dell’artista http://www.albapedrina.it/


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