A cura di Piero Pala e Benedetta di Loreto
Opere: Norma Jeane, Donato Piccolo
Pellicole e video: Adriano Abbado, Guy Ben-Ner, Philippe Fernandez, Andrea Flamini, Marco Papa, Maria Domenica Rapicavoli, Supersober (Una Szeemann / Bohdan Stehlik), Alice Schivardi
Il 2 aprile alle ore 18.30 lo Studio MATTEO BOETTI presenta Here come the rolling bones. Paradossi della visione: tra etica e tecniche. Questa project room inaugura la prima di una serie che lo Studio MATTEO BOETTI organizza nel suo nuovo spazio creato in collaborazione con il nuovo marchio di design Adele C. L’interesse per la creatività e per i linguaggi sperimentali ha portato queste due realtà a convivere e condividere la ricerca e la valorizzazione della produzione artistica contemporanea, italiana e internazionale, utilizzando uno spazio comune come spazio espositivo e show room Adele C studio.
Here come the rolling bones. Paradossi della visione: tra etica e tecniche riflette sul processo di produzione di immagini a partire dalla realtà, considerando l’enigmatica attitudine del genere umano di esprimere se stesso attraverso la proiezioni di immagini piuttosto che relazionandosi con la realtà circostante. Nella project room vengono confrontate due opere installate nello spazio, e una selezione di film e video d’artista, creando un percorso graduale come metafora della percezione visiva tra la realtà oggettuale e le diverse maniere di proiettarla ed interpretarla. Ne Il museo del sig. M. (2008, in progress), Donato Piccolo interroga il concetto di ritratto nella sua doppia manifestazione di immagine della persona e di oggetti che ne rappresentano le attitudini. Everyday sight/Tribute to Aldous Huxley (2003-2004) di Norma Jeane riflette sul rappoto di conoscenza della realtà, chiamando in causa la patecipazione attiva dello sguardo nel processo di sensazione, selezione e percezione nell’apprendimento del reale.
La selezione di video e film si concentra su due differenti usi del mezzo cinematografico, mentre i lavori di Adriano Abbado, Andrea Flamini, Marco Papa, Supersober, prendono in esame un cinema illusorio o fantasmagorico, quelli di Guy Ben-Ner, Philippe Fernandez, Maria Domenica Rapicavoli, Alice Schivardi considerano il cinema come strumento per apportare una coscienza critica su specifiche problematiche, con una predisposizione all’ironia.
Tra i video selezionati viene presentato per la prima volta in Italia Stealing Beauty dell’artista israeliano Guy Ben-Ner, attivo a livello internazionale e rappresentato dalla Postmaster gallery di New York. La ricerca di Ben-Ner è incentrata sulla creazione di anti-film, in cui il rapporto ludico con il cinema legato ad una dimensione fantastica ed evasiva si riversa nella realtà quotidiana e familiare, e diventa uno strumento di indagine, tra serietà e gioco. Nel video qui presentato, Guy Ben-Ner sviluppa il paradosso della contemporaneità che vede la sovrapposizione tra la dimensione privata e pubblica qui rappresentato attraverso i grandi magazzini IKEA.
Inaugurazione 2 aprile h. 18.30
2 aprile - 11 luglio 2008
Prorogata fino al 24 settembre 2008 con una pausa estiva dal 24 luglio al 7 settembre 2008
Studio Matteo Boetti
Via G. Belli 21/27
Roma
matteo_boetti@fastwebnet.it
www.arteautoricambi.it