Galleria delle Battaglie

Via Battaglie 69/a, Brescia 25122
Tel +39 030 3759033
http://www.galleriabattaglie.it/
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Carlo Bevilacqua - Indian Stills

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Data di apertura giovedì 12 giugno 2008
Data di chiusura domenica 14 settembre 2008

Orari:
lun h. 16.00/19.30; mar/sab h. 10.15/12.45 - 16.00/19.30
Gli artisti correlati Carlo Bevilacqua

Comunicato della mostra : Carlo Bevilacqua - Indian Stills

In occasione della III edizione della Biennale Internazionale di Fotografia di Brescia – 2008, che ha quest’anno come titolo programmatico In Qualche Parte del Mondo come tema la fotografia di Viaggio “autoriale” la Galleria delle Battaglie presenta Indian Stills di Carlo Bevilacqua.
Indian Stills, è una serie di trenta foto, prevalentemente dei ritratti, realizzate alcuni anni fa in occasione di un viaggio in India utilizzando un banco ottico 10 x 12 e la pellicola Polaroid T 55 BN con recupero del negativo, pellicola non più in produzione la cui riconocibilità è data dalla traccia lasciata dai materiali di proterzione ai bordi dell’emulsione, successivamente digitalizzato e stampato su carta al cotone.
Sono delle foto di un paese con delle profonde trasformazioni in corso, che iniziava a cambiare pur rimanendo se stesso e che mi ha regalato divertimento, ha stimolato la mia curiosità e che ha fatto nascere amicizie alle quali sono ancora legato…


Carlo Bevilacqua: Indian Stills - Trenta immagini per l’India
di Mauro Corradini docente di storia dell’arte presso la “Laba” (Accademia di Belle Arti di Brescia) e critico d’arte

Nonostante l’indubbia funzione mimetica dell’immagine fotografica, ogni fotografia è la rappresentazione di ciò che non è qui e ora; è, per dirla in termini scontati e forse troppe volte utilizzati, la presenza di un’assenza. Tanto più si fanno cogenti queste riflessioni se le applichiamo alle immagini che Carlo Bevilacqua ha realizzato in India; sono ritratti, volti, figure; attenuati e condensati in poche immagini gli ambienti, mancano le forme, fastose e magiche, degli antichi luoghi di una civiltà millenaria. I FOTOGRAMMI INDIANI di Bevilacqua richiamano un mondo fatto di silenzi, di imperturbabile solennità; parlano di una forza interiore che travalica i tempi e giunge fino a noi dalle profondità della storia, che pochi segni esteriori (certe fogge, per esempio, certi particolari evidenziati) possono tentare di svelare.
Ma sono loro, sono i personaggi di queste fotografie, a voler sfuggire ad ogni condizionamento temporale, ad ogni cronologia; ci osservano dalla lontananza di una civiltà che ha dato loro i tratti, i segni, il portamento di una cultura che ci sfugge, ancorata come è ai ritmi interiori dell’animo, a negare la nostra superficialità, la nostra avventura economica che ha tutto modificato.
I modelli delle pose che il fotografo utilizza sono riconducibili a poche scelte: figure in piedi, riprese in ambienti quotidiani, spesso nei cortili interni, contro muri di mattoni senza intonaco, oppure ritratti, volti ravvicinati, che con fierezza e serietà si propongono per illustrare una storia. Posano per noi, senza quel folclore, che sovente trasforma tanti ritratti in cartoline turistiche.
Bevilacqua vuole fare entrare il lettore in una civiltà, antica almeno quanto la nostra, vuole che attraverso i silenzi di un’immobilità e di una staticità che le pose propongono emerga il senso antico di una cultura che sfugge ai dogmi della cosiddetta modernità. Entrerà certamente la nostra modernità; è già entrata; ma questi FOTOGRAMMI INDIANI ci introducono in una dimensione che scruta i secoli attraverso i volti, le pose, la pacatezza degli atteggiamenti, cerca di svelare la quieta grandezza di una dimensione di vita. Calmi e sereni erano gli dei dell’Olimpo greco; allo stesso modo, questi volti, anche quelli dei bambini, pur nella normale irrequietezza dell’età, sembrano rinviare a noi, lettori lontani, un senso di superiore armonia.
Solo in alcuni casi, di fronte al Deserto di Jaisalmer, per esempio, o nel cogliere la Città d’Oro(Jaisalmer,The Golden City ), che appare in lontananza come un miracolo della natura più che una costruzione degli uomini, di fronte alla mucca sacra che si muove liberamente nella quotidianità della vita o di fornte al Palazzo dei Venti (l’Hawa Mahal di Jaipur,) il paesaggio indiano entra in noi, viene attraverso il rigore del bianco e nero. Queste immagini appaiono come il segno di un fuori-di-noi, che tocca il nostro sentimento attraverso l’emozione di un fotografo, che si incanta di fronte alla sua visione.
Più spesso, Bevilacqua controlla ogni emozione; ferma la mano che vorrebbe cercare il colore ai mille incredibili colori che solo il bianco e nero possiede; articola lo spazio, lo dilata quanto più lo restringe, spinge il nostro sguardo ad indagare il silenzio pensoso di una Donna di Jaisalmer, ci ammutolisce con la figura venerabile di un Mahatma, scandisce per noi la profondità di uno sguardo che sembra portarci in un’India della nostra infanzia, tra il Ritratto di Rajput, la tensione emotiva di un Sâdhu, la fierezza incantata dei Rajput anche se nani. (Dwarf Rajput). Certo, sono le figure quotidiane, le Bambine che si accalcano contro il muro, non sai se per difendersi nell’unione o per entrare nel rettangolo magico che fisserà i loro visi, è la Bambina seduta sul muretto, all’inizio di una scalinata e ti guarda con lo sguardo fermo di una grande attrice, è l’anziano rinvigorito con la sua bicicletta, o la Donna che tiene in ordine un piccolo ma sacro cortile, a trascrivere il senso di una quotidianità che sembra sfuggire ad ogni cronaca, per trasportarci di colpo nella storia.
In questo senso, la fotografia tanto rappresenta un qui e ora lontano dal nostro sguardo, quanto sintetizza un’idea, una forma, che è nella mente del fotografo; che riesce attraverso il rigore, il ritmo pacato, la simmetria e la misura di una classicità ritrovata, a farci assaporare un luogo, accostarci ai personaggi di una storia che quanto più avviciniamo, tanto più sembra allontanarsi nella profondità di un desiderio e nell’incanto di un’emozione.

Carlo Bevilacqua

Fotografo e regista nato a Palermo nel 1961, da oltre vent’anni alterna la fotografia alla regia di documentari e videoclip. Inizia a fotografare a Palermo negli anni Ottanta, dedicandosi inizialmente ad un reportage di impronta socio-antropologica. Decide di trasferirsi prima a Parigi e in seguito a Milano, dove frequenta i corsi di fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED).
Inizia quindi a collaborare con agenzie di pubblicità e pubbliche relazioni, realizzando servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video e filmati per grandi gruppi e importanti aziende del panorama economico nazionale e internazionale. Risale al 1995 l’inizio della sua collaborazione con l’agenzia Marka, mentre è del 1998 la fondazione, con Enrico Grisanti, della XTV Productions, una casa di produzione specializzata nella realizzazione di servizi fotografici e video per la pubblicità e la comunicazione istituzionale. L’anno successivo sviluppa invece una delle prime web-tv italiane, la XTV Webchannel.
Tra le tappe del suo percorso espositivo ricordiamo le personali Quotidiani (Palermo 1983), Giardini Immaginari (Palermo 1984) e Indian Stills (Milano 2007), oltre alla sua partecipazione ad alcune collettive tra cui Nuovi soggetti a rischio (Siracusa 1985), Obiettivo Soggettivo – Fotocontaminazioni sull’arte africana (Milano 1994) e A Different Robin Hood (Torino 2000).
Ha diretto vari lavori tra cui, in collaborazione con Francesco Di Loreto, Little Red Robin Hood − documentario biografico su Robert Wyatt, cantante e batterista dei Soft Machine, con la partecipazione di Elvis Costello, Brian Eno, Phil Manzanera e Nick Mason , Moira Orfei Amore e Fiori, colorato affresco pop sulla regina del circo, e vari videoclip per artisti come Cristina Donà, Marco Parente e Antonella Ruggiero.
Tra gli ultimi lavori segnaliamo ln Italia, volume con la prefazione di Mario Botta pubblicato per Antonveneta Private Banking dalla Federico Motta Editore con un percorso in bianco e nero in varie città Italiane e il filmato di presentazione per la candidatura di Milano’Expo 2015 realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Al Village di Milano.

Carlo Bevilacqua
www.carlobevilacqua.com
Inaugurazione 12 giugno 2008 ore 18.30 in contemporanea all’apertura della Biennale di fotografia

Fino al 14 settembre 2008

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