Palazzo Reale

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Comunicato stampa evento: Georges Seurat, Paul Signac e i Neoimpressionisti

Dal giovedì 09 ottobre 2008
al domenica 25 gennaio 2009

Orari:
tutti i giorni h. 9.30/19.30; lun h. 14.30/19.30; gio h. 9.30/22.30; l a biglietteria chiude un’ora prima
Ufficio stampa Arthemisia srl
A cura di Marina Ferretti Bocquillon

Apre a Milano la prima grande retrospettiva realizzata in Italia e dedicata al neoimpressionismo, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Comune di Milano – Cultura. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Centre culturel français de Milan, e con la partecipazione del Musée d'Orsay, la mostra è prodotta da Palazzo Reale e da Arthemisia.

A cura della studiosa francese Marina Ferretti Bocquillon, "Chargée de Mission" al Musée d'Orsay di Parigi e con importanti incarichi museali in Francia, la mostra s’incentra sulle figure di Georges Seurat e Paul Signac, presentando una scelta di loro straordinari dipinti provenienti dai più importanti musei del mondo (tra cui il Musée d'Orsay di Parigi, il Metropolitan e il Guggenheim Museum di New York) ed è pensata per far scoprire al pubblico le due personalità artistiche nel rispettivo ruolo e nel fondamentale contributo che diedero alla nascita e allo sviluppo del neoimpressionismo, diffusosi rapidamente soprattutto in Francia ed in Belgio.

La storia del neoimpressionismo inizia nel 1884, quando i due artisti si incontrano per la prima volta, e la mostra evidenzia la loro evoluzione fino alla nascita del movimento, durante l’inverno 1885-86.
La Seine à Courbevoie è l’opera dipinta da Seurat nel momento in cui le sue ricerche segnano un vero e proprio traguardo artistico, dopo i numerosi studi eseguiti nell’isola della Grande Jatte. Ed è proprio in quel momento che il pittore mette in pratica il principio fondamentale della divisione del colore, secondo il quale, ponendo sulla tela piccoli tocchi di colori puri, viene lasciato alla retina dello spettatore il compito di operare, in una visione a distanza, la mescolanza dei toni cromatici.
Il neoimpressionismo è nato e la nuova tecnica, applicata con più o meno rigore, conosce un’ampia diffusione fino alla morte di Seurat nel 1891. Durante gli ultimi venti anni del movimento, dal 1891 al 1910, è soprattutto sotto l’impulso di Signac che la tecnica neoimpressionista si libera maggiormente ed evolve verso un’espressione sempre più intensa del colore.

Il percorso della mostra è organizzato secondo uno sviluppo tematico in sette sezioni che colloca le opere nel loro contesto storico, e offre altresì una coerenza cronologica che consente di seguire l’evoluzione stilistica del neoimpressionismo. Inoltre, un’opera italiana, divisionista o prefuturista (tra cui dipinti di Balla, Previati, Russolo, Longoni), completa ogni sezione in cui è diviso il percorso, per sottolineare la confluenza degli interessi artistici europei durante quel periodo, particolarmente ricco d’innovazioni estetiche.

Sezioni della mostra:

1 - Seurat e Signac prima del neoimpressionismo
Di formazione e temperamento opposti, Seurat e Signac si conoscono nel 1884 durante la prima mostra del gruppo degli “Artistes Indépendants” a Parigi. Georges Seurat (1859-1891) ha ventiquattro anni e cerca leggi sicure che regolino il concetto di bellezza in quanto ai suoi occhi “l’arte è armonia”.
È l’anno in cui Seurat, formatosi all’Ecole des Beaux-Arts, espone la sua prima grande composizione Une baignade. Asnières (1884, Londra, National Gallery), nella quale conferisce ad una scena di vita moderna le dimensioni di un quadro storico. Le opere del giovane Seurat si distinguono subito per una geometria insistente, e negli studi si può notare, sin dal 1882-83, una “mise en place” dai tocchi regolari come in Paysan à la houe (1882) e Paysannes au travail (1882-83) (entrambi dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York), che rendono uniforme e unitaria l’insieme della superficie.
Paul Signac (1863-1935) ha vent’anni e dipinge da autodidatta, dopo essere rimasto affascinato da una mostra di Monet, per cui molto presto assimila la tecnica impressionista. La libertà offerta dal lavoro “en plein air”, l’amore per una luce ed un colore scintillanti, corrispondono alla sua sensibilità. Tutto ciò però non gli impedisce di privilegiare, come Seurat, le composizioni frontali e ben orchestrate che limitano gli effetti prospettici ed affermano la superficie della tela. Tanto Seurat è riservato, quanto Signac è estroverso e preso dalla passione per il colore. Sicché toccherà a lui, chiamato ben presto il San Paolo del neoimpressionismo, diffondere e divulgare la teoria della divisione dei toni.
Nonostante le differenze, i due artisti, divenuti amici, condividono il gusto del rigore, della modernità e soprattutto l’ambizione di essere innovativi. Vogliono essere obiettivi scegliendo di descrivere il mondo moderno, secondo il linguaggio che gli è proprio ovvero nuovo e scientificamente all’avanguardia. Si interessano quindi ai trattati di ottica ed allo studio della percezione dei colori.

2 - Periferie
Nel corso della seconda metà del XIX secolo, Parigi, come la maggiore parte delle grandi città europee, si espande e nella periferia i neonati quartieri residenziali confinano con le zone industriali. Questo nuovo paesaggio fa sì che i parigini ricerchino nuovi svaghi sulle rive della Senna.
Appassionato di vela, Signac, scopre ad Asnières, dove vive la madre, contemporaneamente le gioie della navigazione e quelle della pittura “en plein air”. Sempre ad Asnières, Seurat inizia nel 1883 la sua prima composizione: Une baignade. Poco lontano si trova l’isola della Grande Jatte, dove i parigini si recano a passeggiare, ed è questo il luogo che l’artista sceglie per dipingere il quadro considerato l’icona del neoimpressionismo, Un dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte (1884-86, Art Institute of Chicago). Iniziato nel 1884, il quadro viene ripreso e modificato da Seurat, nel corso dell’inverno 1885-1886, raggiungendo una divisione sistematica dei toni.
Signac non perde tempo e subito dopo, nel marzo-aprile 1886, dipinge Les Gazomètres. Clichy, (Melbourne, National Gallery of Victoria) il suo primo paesaggio rigidamente neoimpressionista. Nel maggio 1886, espongono quindi entrambi, con Camille e Lucien Pissarro all’ottava ed ultima esposizione impressionista, presentando le loro prime opere “neoimpressioniste” intorno a Un dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte. Rapidamente il neoimpressionismo si diffonde in Francia e in Belgio, con sempre più numerosi emuli, sedotti, se non dalla portata scientifica, sicuramente dalla novità del procedimento.

3 - Le stagioni e i lavori
I giovani pittori neoimpressionisti hanno ereditato dai fratelli maggiori impressionisti un gusto spiccato per l’analisi e la traduzione della luce dell’Ile de France. Spesso privi di presenze umane, i paesaggi di Camille Pissarro, di Albert Dubois-Pillet e di Henri Edmond Cross, dei belgi Henry van de Velde o Théo van Rysselberghe e dell’olandese Jan Toorop, si organizzano secondo una geometria semplice in cui lo studio della luce diventa il vero e proprio soggetto del quadro. Queste tele esprimono una poesia distaccata, quasi astratta, e possono riassumersi in un’armonia cromatica più o meno sfumata secondo il temperamento dell’artista. Significativi in tal senso Briqueterie Delafolie à Eragny (1886-88) di C. Pissarro e Paysage avec marronnier (1889, Dordrechts Museum) di Toorop.
Tuttavia, nelle opere di alcuni pittori appare una preoccupazione d’ordine sociale: il belga Constantin Meunier è un precursore in questo campo, seguito da Georges Morren, e in Francia, da Maximilien Luce che diventa il poeta del mondo operaio.

4 – Seurat, Signac: marine
Grazie allo sviluppo della ferrovia, i parigini scoprono il fascino delle spiagge normanne e bretoni. Come Monet, anche Seurat e Signac trascorrono di solito l’estate in riva al mare e se nei mesi invernali, Seurat nel suo atelier si dedica alle grandi composizioni che chiama “Immagini di lotta”, in estate lavora alle Marine.
Marine che sono spesso un puro studio di linee e di colore e che costituiscono un punto fra i più alti dell’arte di Seurat e Signac. Entrambi danno libero corso alla passione per l’analisi della luce e allo sviluppo degli accordi cromatici particolarmente raffinati, in cui la piccola pennellata fa vibrare la superficie della tela come in Port-en-Bessin, avant port, marée haute del 1888 (Parigi, Musée d’Orsay) e in Le chenal de Gravelines: un soir (1890, New York, The Museum of Modern Art) di Seurat. La purezza formale di queste immagini conferisce loro una poesia quasi musicale e, infatti, non contento di attribuire ai suoi quadri un numero “d’opus”, Signac li ha spesso sottotitolati evocando il ritmo di una partitura, come “l’allegro maestoso” di Concarneau: Calme du soir (New York, The Metropolitan Museum of Art, Lehman Collection).

5 - La città
La Parigi di fine Ottocento è un immenso cantiere. Dopo aver visto il tessuto urbano rimodellato dal prefetto Haussmann, i parigini assistono al completamento della ristrutturazione delle Halles e alla costruzione della Tour Eiffel.
Ma, per gli artisti, Parigi evoca principalmente l’atelier, quello in cui le modelle posano e dove sono elaborate le composizioni più ambiziose perché i pittori neoimpressionisti hanno un approccio del tutto diverso da quello impressionista. Tramite disegni, studi dipinti e schizzi procedono con un lavoro progressivo, riannodando così con le tradizioni della pittura classica.
Parigi è comunque un luogo di svaghi e di ritrovi e gli artisti s’incontrano nei caffè, frequentano locali notturni ed assistono a spettacoli alla moda: il circo, il cabaret e soprattutto il “Can-can”, come testimoniano i due più importanti studi di Seurat, eccezionalmente in mostra, Chahut (ètude), 1889-90 (London, Courtauld Institute of Art) e Chahut (ètude), 1889-90 (Buffalo, Albright-Knox Art Gallery) mentre Louis Hayet dipinge per esempio, e sono anch’essi in mostra, Au café e La Halle au blé.
Di notte poi, l’illuminazione a gas dà un nuovo viso alla capitale e il pittore Angrand è il primo a studiarne gli effetti, mentre la poesia notturna delle grandi città con i lampioni accesi seduce particolarmente Maximilien Luce, di cui vediamo Quai de l'Ecole, Paris. Le soir del 1889. La città è infine il luogo delle mostre, tuttavia i giovani pittori rifiutano di sottoporre le loro opere alla Commissione del “Salon Officiel” (esposizione annuale che si teneva nella Parigi ottocentesca i cui organizzatori controllavano l’intero settore artistico) ed espongono in alternativa sia al “Salon des Artistes Indépendants” di Parigi sia al “Cercle des XX” di Bruxelles.

6 - Ritratti
La figura umana è il soggetto più rappresentato nella storia della pittura occidentale. I pittori neoimpressionisti affrontano questo tema sia nelle loro grandi composizioni sia nei numerosi ritratti, per lo più dei loro familiari: Héloïse Signac, madre dell’artista, è ritratta in La Salle à manger (1886-87), di cui è esposto un mirabile studio, e vediamo la sua compagna, Berthe Roblès, in Femme sous la lampe (Parigi, Musée d'Orsay) e in Femme se coiffant. Lucien Pissaro dipinge il giovane fratello Georges al lavoro, come si vede ne L'Atelier de l'artiste. Portrait de son frère (1887, Indianapolis Museum of Art). Anche Théo van Rysselberghe ci ha lasciato numerosi ritratti, tra cui, splendidi, quelli della figlia Elisabeth e dell’amico Emile Verhaeren (1892, Bruxelles, Bibliothèque Royale de Belgique), poeta e difensore della causa neoimpressionista. Georges Lemmen ci ha consegnato invece, da ammirare ora in mostra, il meraviglioso dipinto delle piccole Serruys, Les Soeurs Serruys (1894, Indianapolis Museum of Art) sorelle della sua allieva, la pittrice Yvonne Serruys.

7 - Dopo Seurat: marine
Dopo la morte di Seurat nel 1891, Signac è a capo del neoimpressionismo. Lo stesso anno, Cross si stabilisce nel Sud della Francia dove vive come un eremita a Cabasson. Nel 1892 Signac scopre intanto Saint-Tropez e decide di trascorrervi parte dell’anno e viene qui raggiunto da numerosi amici.
La sua tecnica evolve nel giro di qualche anno verso una maggiore libertà: nel 1895 il tocco si espande ed il colore viene rafforzato. Le sue opere assumono la forma di mosaici e guadagnano in forza e in semplicità; Saint-Tropez. L'orage (1895, Saint-Tropez, Musée de Saint-Tropez, L’Annonciade), qui esposto, ne è un chiaro esempio. D’altro canto, sia Clocher de Saint-Tropez (1896, Tolosa, Fondation Bemberg), sia la furia colorata del bellissimo Voiles et pins (1896) sono testimoni di questa evoluzione: lo studio del colore puro primeggia sull’analisi della luce ed annuncia oramai il Fauvismo. Nel 1899, Signac pubblica il volume D’Eugène Delacroix au néo-impressionnisme che spiega gli elementi propulsivi della tecnica divisionista e li integra in una prospettiva storica. Questo trattato (presente in mostra), tradotto in tedesco e spesso ripubblicato, sarà letto ed avrà un grande impatto su un’intera generazione di pittori con la passione per i colori e per le teorie estetiche, tra cui in particolare Wassily Kandinsky. Matisse soggiorna a Saint-Tropez nel 1904 e pratica, seppur per poco tempo, la divisione dei toni e lo stesso anno Mondrian lavora presso Toorop a Domburg nei Paesi Bassi.
A Parigi, Balla (in mostra Agave sul mare del 1908) e Severini s’interessano anch’essi, affascinati, alla teoria e alla tecnica della divisione e del colore puro. Alla morte di Cross nel 1910, Signac rimane l’ultimo rappresentante del primo neoimpressionismo. Dipinge d’ora in poi sempre meno ad olio e pratica sempre più la tecnica dell’acquarello. Una nuova storia inizia, quella delle avanguardie del XX secolo.

La fotografia del colore e la teoria del colore
Nel percorso della mostra, due sezioni specifiche sono dedicate rispettivamente alla fotografia a colori, a cura di Silvana Turzio, e all’approfondimento delle teorie del colore, a cura di Francesca Valan.
Fin dal 1860 alcuni fotografi sperimentatori si ispirano alla “miscela ottica” e alla teoria del “contrasto simultaneo”, studiati da Eugène Chevreul, individuando soluzioni interessanti, ma occorre aspettare l’inizio del Novecento perché si concretizzi il sogno della “fotografia del colore”: l’autocromia, messa a punto dai fratelli Lumière. Le straordinarie autocromie esposte in questa sezione, provenienti dalla collezione della Société française de photographie, sono state scelte tra quelle prodotte nei primissimi anni della loro diffusione e tra quelle che più si avvicinano ai quadri neoimpressionisti sia per i soggetti che per la ricerca estetica.
Nella sezione dedicata alle teorie del colore è possibile invece realizzare veri e propri esperimenti visivi ideati e documentati dallo stesso Chevreul; esercizi che aiutano a "vedere" le vibrazioni luminose e a capire la ricerca dei neoimpressionisti. Alcuni esperimenti visivi si possono altresì effettuare lungo il percorso della mostra, di fronte ai quadri, in modo da comprendere a fondo la tecnica dei pigmenti puri composti direttamente sulla tela e i diversi stili di pennellata. Al termine del percorso, ogni visitatore potrà altresì partecipare alla divertente interpretazione collettiva del grande capolavoro di Seurat Un dimanche après-midi à l’île de la Grande Jatte, posando sulla traccia grafica del dipinto un pallino adesivo colorato ovvero il proprio "puntino" cromatico.

Una mostra eco-sostenibile
Allineandosi agli obiettivi del Comune di Milano per una città sempre più ecologica, in previsione dell’Expo 2015, questo evento espositivo è stato realizzato ad “alta attenzione” ambientale. Grazie alla collaborazione con ClimatePartner, azienda leader che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica in modo sostenibile e duraturo, l’impatto ambientale della stampa del catalogo e, laddove possibile, del materiale cartaceo è stato azzerato grazie al progetto Climaneutral. Inoltre, nel contesto della mostra vengono proposti alcuni messaggi per sensibilizzare il visitatore a comportamenti più corretti nel rapporto con l’ambiente.
Una mostra, dunque, in nome della salvaguardia del clima e dell’ambiente, per contribuire ad una sinergia sempre più stretta tra arte, cultura e natura.

Giovedì 9 ottobre 2008
Vernice stampa - Conferenza stampa presso la Sala delle Otto Colonne ore 11.30

Inaugurazione ore 18.30 Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano

10 ottobre 2008 - 25 gennaio 2009

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DAI PENNELLI AI PIXEL

UNA SERIE DI CONFERENZE PER LA MOSTRA SEURAT SIGNAC E I NEOIMPRESSIONISTI

Dalle pennellate di Seurat e Signac alle opere d’arte dei nostri giorni fatte dai videoartisti con i pixel, passando attraverso la storia della pittura, della fotografia, della letteratura e cercando di capire meglio i meccanismi della percezione visiva.
La mostra “Georges Seurat – Paul Signac e i neoimpressionisti” a Palazzo Reale di Milano dal 10 ottobre al 25 gennaio accompagnerà i suoi visitatori con una serie di conferenze e lezioni alla portata di tutti che si svolgeranno lungo i tre mesi di apertura della mostra, con appuntamenti a cadenza bisettimanale.
Gli incontri, della durata di un’ora, fanno largo uso di materiale iconografico e si terranno nella sala conferenze di Palazzo Reale.
A tenere le conferenze specialisti in diversi ambiti culturali che affronteranno gli argomenti della mostra – soprattutto il colore e la sua percezione, la vicenda biografica e il contesto nel quale operarono i neoimpressionisti – dal loro punto di osservazione, in modo da completare il quadro degli argomenti nel modo più esaustivo e stimolante possibile soprattutto per un pubblico non specializzato.

La prima conferenza sarà proprio sulla grande stagione del neoimpressionismo e sarà tenuta dalla curatrice della mostra, Marina Ferretti Bocquillon. A seguire una lezione della designer del colore Francesca Valan su come il colore viene oggi attentamente curato anche nel marketing e nella comunicazione aziendale, e il tema della fotografia del colore, svolto dalla storica della fotografia Silvana Turzio.
Con Marco Belpoliti, autore e saggista che si è occupato a lungo di questi temi, ci si sposta sul terreno della percezione e della storia sociale della visione, mentre Marina Pugliese, storica dell’arte e conservatore delle opere del XX secolo delle collezioni d’arte del comune di Milano, si occupa della tecnica pittorica dei neoimpressionisti. Sarà prismatica la tavolozza di Seurat, secondo l’illustrazione che ne farà Giuseppe Di Napoli, docente a Brera e autore del fortunato saggio Il colore dipinto, mentre Roberto Casati, esperto di scienze cognitive, spiegherà perché i pittori fanno così fatica a dipingere un’ombra.
La francesista Eleonora Sparvoli ci fa compiere un salto indietro, recuperando il legame filosofico che legò Georges Seurat a Marcel Proust, che sembrò prendere ispirazione dalle tecniche del pittore per alcune sue novelle; le letture teatrali di Massimiliano Finazzer Flory, che pescherà da un vasto repertorio di poeti francesi (da Mallarmé a Baudelaire) ci riporteranno alle raffinate atmosfere culturali coeve dei grandi pittori in mostra; infine, un salto nella nostra realtà contemporanea con la giornalista ed esperta di web-art Chiara Somajni che racconterà come i pixel, i piccoli punti che vediamo nei nostri schermi del pc, sono entrati nella vita quotidiana e nell’arte del nostro tempo. In compagnia di Quirino Principe, illustre musicologo, ascolteremo da vicino le stesse musiche che sentivano i pittori neoimpressionisti e capiremo come ne furono influenzati e le influenzarono.

Programma Conferenze

GIOVEDÌ 16 OTTOBRE
ore 18
MARINA FERRETTI BOCQUILLON
conversazione con Stefano Salis
La rivoluzione dei neoimpressionisti

Marina Ferretti Bocquillon è responsabile degli archivi Signac con Françoise Cachin, cura i progetti speciali al Museo d’Orsay e, dal 2003, è responsabile presso il comune di Le Cannet per la creazione di un museo Bonnard, oltre ad essere curatrice delle mostre ivi organizzate su Bonnard e Vuillard. Studiosa specializzata sul periodo impressionista e neoimpressionista, ha curato e collaborato alla realizzazione di numerose mostre sull'argomento soprattutto in Francia, in Europa e negli Stati Uniti, tra cui la grande esposizione itinerante dedicata nel 2001 a Signac, a Parigi, Amsterdam e New York, e la mostra Le Néo-impressionnisme. De Seurat à Paul Klee, con Serge Lemoine, al musée d’Orsay di Parigi nel 2005. Oltre ai cataloghi delle mostre è autrice (con Françoise Cachin) del catalogo ragionato: Signac. Catalogue raisonné de l’oeuvre peint (Parigi, Gallimard, 2000) e di numerosi saggi con approfondimenti specifici per esempio sulla produzione di disegni e di acquarelli da parte di Seurat e Signac e sulle loro collezioni.

GIOVEDÌ 23 OTTOBRE
ore 18
FRANCESCA VALAN
Contrasti e Armonie: dalle teorie di Chevreul al design del colore

Francesca Valan, designer, ha collaborato con Jorrit Tornquist e con Clino Castelli. E' specializzata nella progettazione dell'Identità di Prodotto tramite la definizione dei colori, dei materiali e delle finiture. Pianifica il colore di prodotti per importanti aziende italiane e internazionali. Insegna progettazione del colore all'Istituto Europeo di Design di Milano e in altre scuole di design e architettura.

GIOVEDÌ 30 OTTOBRE
ore 18
SILVANA TURZIO
La fotografia del colore tra opacità e trasparenza

Silvana Turzio, docente universitaria e pubblicista, opera da molti anni in campo fotografico con mostre e curatela di cataloghi internazionali su materiali inediti (tra gli altri: Archivi della Scala di Milano, Archivi di polizia per la fotografia criminale, I fondi di André Kertèsz e di Jacques Henri Lartigue) ha lavorato per molti anni in Francia presso Istituzioni pubbliche specializzate in fotografia e costituito alcune collezioni private, pubblicato saggi e articoli sulla storia e l’estetica della fotografia. GIOVEDÌ 6 NOVEMBRE
ore 18
MARCO BELPOLITI
Diario dell’occhio. Percezione, realtà, società

Marco Belpoliti saggista e scrittore, ha pubblicato molti libri, tra i quali L'occhio di Calvino (1996 e in nuova edizione 2006), Settanta (2001), Doppio zero (2003), Crolli (2005), La prova (2007) e curato l'edizione delle Opere (1997) di Primo Levi, tutte per Einaudi. Collabora a molti giornali tra i quali La Stampa e il manifesto. Ha curato la parte letteraria della mostra Anni Settanta alla Triennale di Milano. Il suo ultimo libro si intitola Diario dell’occhio (Le Lettere) e raccoglie il meglio della sua rubrica di recensioni di copertine di libri pubblicata dal supplemento Alias de il manifesto. GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE
ore 18
MARINA PUGLIESE
Dalla Tache al Pointillisme.
La tecnica pittorica dei neoimpressionisti

Marina Pugliese, storica dell'arte, è conservatore responsabile delle collezioni di arte del XX secolo per il Comune di Milano e coordinatore per l'Italia di Incca (International Network for the Conservation of Contemporary Art). Si interessa degli aspetti materici, tecnici e conservativi dell'arte contemporanea nonché della relazione tra opera d'arte e contesto espositivo. Tra le sue pubblicazioni più recenti Tecnica Mista. materiali e procedimenti nell'arte del XX secolo (Bruno Mondadori 2006); con Carlo Birrozzi, L'arte Pubblica nello spazio urbano. Committenti, artisti, fruitori (Bruno Mondadori, 2007). Attualmente sta lavorando con Barbara Ferriani ad un libro per Electa sulla storia e la conservazione delle installazioni. GIOVEDÌ 20 NOVEMBRE
ore 18
GIUSEPPE DI NAPOLI
La tavolozza prismatica

Diplomato in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, Giuseppe di Napoli ha esposto in numerose mostre personali e collettive in gallerie nazionali ed europee. E’ titolare della cattedra di Educazione Visiva e Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Brera di Milano; insegna Metodologia progettuale della comunicazione visiva; Teoria e pratica del disegno prospettico all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Disegno e Colore all’Istituto Europeo del Design di Milano. Tra i suo libri: Il colore dipinto (Einaudi), Disegnare e conoscere (Einaudi); Segno Forma Spazio Colore (Zanichelli). E’ stato invitato a parlare del colore in numerose conferenze ed è intervenuto in tre puntate della trasmissione televisiva Dodicesimo round di RAI Due.

GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE
ore 18
MASSIMILIANO FINAZZER FLORY
In cammino, con poesie e parole: da Apollinaire a Baudelaire. Passando per Rimbaud

Massimiliano Finazzer Flory, saggista, autore di teatro e attore. Ha messo in scena le figure di Virgilio, Rilke, Borges e ora Beethoven. È curatore di rassegne culturali su tutto il territorio nazionale ed ideatore di nuovi format in cui si intrecciano filosofia e letteratura. Dirige due collane editoriali per San Paolo Edizioni (A passo d'uomo) e Skira Editore (Pezzi di città). Tra le sue ultime pubblicazioni: Il gioco serio dell’Arte (BUR, Milano 2008) e Cittàteatro (Moretti&Vitali editori, Bergamo 2008). Nel 2007 gli è stata conferita dal Comune di Milano la Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica, Ambrogino d'Oro.

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE
ore 18
ROBERTO CASATI
Perché i pittori fanno così fatica a disegnare un’ombra?

Roberto Casati è direttore di ricerca del CNRS all'Institut Nicod (Ecole Normale Supérieure) di Parigi. Filosofo delle scienze cognitive, ha studiato la rappresentazione dello spazio e degli oggetti nello spazio, tra cui oggetti poco ortodossi come i buchi (Holes, con A. Varzi, MIT Press), i suoni (La philosophie du Son, con J.Dokic), e le ombre (La scoperta dell'ombra, Laterza). Autore di un vasto numero di pubblicazioni scientifiche su importanti riviste internazionali, sta lavorando con lo psicologo cognitivo Vittorio Girotto a un libro sulle Soluzioni creative.

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE
ore 18
ELEONORA SPARVOLI
Sulla strada di Seurat: Proust e la creazione melanconica

Eleonora Sparvoli insegna Letteratura Francese Contemporanea all’Università degli Studi di Milano. E’ specialista dell’opera di Marcel Proust, cui ha dedicato diversi articoli e due monografie: Contro il corpo. Proust e il romanzo immateriale (Franco Angeli); L’avventura mancata. Stile in Marcel Proust (Cisalpino). E’ uno dei curatori del volume Proust et la philosophie aujourd’hui (Ets).

Dopo la conferenza saranno videoproiettati bozzetti e proposte di messa in scena di una drammaturgia ispirata alla novella proustiana Melanconica villeggiatura di M.me de Bryves, attraverso la materia pulviscolare grafica e pittorica di Seurat.

GIOVEDÌ 8 GENNAIO
ore18
QUIRINO PRINCIPE
"Il suono giallo"... E il suono azzurro? E il suono rosso? Tra tonalità e sfumatura, la musica ai tempi dei neoimpressionisti

Quirino Principe è nato a Gorizia nel 1935. Insegna filosofia della musica, nella facoltà di lettere dell'università di roma III. Fra i suoi libri di argomento musicale: Mahler (1983), Strauss (1989), I quartetti di Beethoven (1993), La musica a Milano nel Novecento (1996), Il teatro d'opera tedesco (2004). Traduttore da varie lingue, è il curatore dell'edizione italiana del Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. E' croce d'onore della Repubblica d'Austria e Accademico di Santa Cecilia.

GIOVEDÌ 15 GENNAIO
ore 18
CHIARA SOMAJNI
Il puntinismo digitale. Come fare un'opera d'arte con i pixel

Chiara Somajni è giornalista del Sole 24 Ore. Si occupa di cultura digitale e arti visive. Ha insegnato nel corso Arte e tecnologia del CLEACC – Corso di laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione - dell'Università Bocconi di Milano

Fuori programma:

Conferenza presso
sede Fnac, c.so Torino
(via della Palla 2), Milano
LUNEDI’ 20 OTTOBRE
ore 18
SILVANA TURZIO
Seurat e Signac: come i neoimpressionisti hanno scoperto la fotografia

Assieme a Silvana Turzio, docente universitaria e pubblicista che da anni opera in campo fotografico in Italia e all’estero, andiamo ad approfondire, uno dei temi più interessanti dell’arte contemporanea: il rapporto tra arte e fotografia. E nello specifico tra neoimpressionisti e pellicola. L’incontro avrà luogo proprio all’interno della Galleria Fotografica Fnac.

Per i soci Fnac ingresso ridotto in mostra presentando alla cassa la carta soci.

*


Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Promossa da
Comune di Milano – Cultura

Con il patrocinio di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ministero degli Affari Esteri
Ambasciata di Francia in Italia
Regione Lombardia
Provincia di Milano
Le Centre culturel français de Milan

Con la partecipazione di
Museé d’Orsay

Una produzione
Palazzo Reale
ARTHEMISIA

Comitato scientifico
Marina Ferretti Bocquillon
Susan Alyson Stein
Ellen Wardwell Lee
John Leighton
Françoise Cachin

Coordinamento scientifico di
Katy Spurrell

Sezione sul colore a cura di
Francesca Valan

Sezione fotografica a cura di
Silvana Turzio
Realizzata in collaborazione con
Société Française de Photographie

Con il fondamentale contributo di
Assicurazioni Generali

Con il supporto di
Fnac
con la partecipazione di Pioneer

Sponsor tecnici
The Family Events
Anni Luce by Light Studio
Trimtec Sistemi
Domodinamica
Viscardi Hotels

Evento eco-compatibile a cura di
ClimatePartner

Catalogo
Skira

Art Director
Angela Scatigna

Progetto espositivo
e direzione dei lavori
Cesare Mari, PANSTUDIO Architetti Associati, Bologna

Allestimento
Tosetto, Jesolo - Venezia

Lighting designer
Giuseppe Mestrangelo
Light Studio, Milano


Biglietti
Intero € 9,00
Ridotto € 7,00
Ridotto gruppi € 7,00
Ridotto scuole € 4,50
Diritto di prenotazione
Scuole € 1,00
Gruppi e Singoli € 1,50

Informazioni e prevendita biglietti
T 02 54919
www.ineoimpressionisti.it
www.ticket.it
Elenco dei punti vendita http://www.ticket.it/puntivendita.php?sezione=5

Prenotazioni gruppi e scuole – visite guidate
Ad Artem, Milano T 02 6597728

Audioguide
ANTENNA AUDIO
5.00 euro a persona, disponibili in italiano e in inglese

Visite riservate ed eventi in mostra
Per associazioni, gruppi e aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra e attività di Corporate
Hospitality nelle sale di Palazzo Reale

Per informazioni:
ARTHEMISIA
Milano, C.so di Porta Nuova 16
T 02 6596888
Simona Serini
ss@arthemisia.it

Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12
Milano
http://www.comune.milano.it/palazzoreale/

Uffici Stampa
Arthemisia
Alessandra Zanchi
T 0721 370956
az@arthemisia.it
Comune di Milano
Martina Liut
T 02 88450150/56796
www.comune.milano.it
Skira
Lucia Crespi
T 02 89415532
lucia@luciacrespi.it