A cura di Armando Audoli
Inaugurazione giovedi 5 giugno 2008 ore 17.00/22.00
6 giugno - 26 luglio 2008
In occasione della mostra verrà presentato il volume Chimere
IL FILO CONDUTTORE della mostra è il simbolismo. O, meglio, i simbolismi. Per capirci: il Simbolismo – inteso come fenomeno storico-artistico di derivazione europea, portato avanti dalla scultura “letteraria” di Bistolfi – è soltanto lo spunto del nostro ragionamento critico.
Ne è il punto di partenza. Così, a cominciare dal primo decennio del secolo scorso, ossia dall’epoca della piena maturità di Bistolfi e della copiosa fioritura dei suoi discepoli eccellenti, il raggio della nostra ricerca si allarga ai nuovi fermenti del linguaggio plastico simbolista e alle differenti maniere attraverso le quali questo è stato tradotto, nei
decenni successivi, dagli artisti da noi presi in esame. Artisti ai quali è toccato in sorte il pesante fardello di raccogliere il testimone della Torino primonovecentesca, vera capitale europea della scultura moderna. Il simbolismo, a prescindere dall’epoca e dal mediumche lo esprime, ha delle caratteristiche costanti, ricorrenti: è arcaico e moderno insieme.
Ha qualcosa di sofisticatamente primordiale ed è senza tempo.
Esso è libero e va a scavare – con la sua visionaria iconografia “psicanalitica” – nelle profondità abissali dell’uomo, dove le ombre più nere attendono i lampi della sua intuitiva forza illuminatrice.
I simbolisti non parlano: cantano.
E incantano.
Chimere, dunque. Sogni e incubi, vertigini e deliri. Visioni. Si passerà, allora, dalla molle vaghezza delle ninfe art nouveau(un po’ fanciulle, un po’ vegetali) alla grazia guizzante delle sirene incantatrici, tipiche dello stesso frangente estetico; ci si muoverà dall’eterea volatilità delle donne-libellula all’ipnotica tensione animale delle sfingi divoratrici; si potrà curiosare nelle ore svagate del pomeriggio di un fauno o sfidare lo sguardo tremendo di Medusa, per poi tornare a scherzare con una
naiade dalla scivolosa ambiguità seduttrice. La mitologia pagana, ovviamente, sarà il motivo dominante dei soggetti presentati in mostra. Ma anche in questo caso, spesso, con singolari slittamenti verso varianti allegoriche o accezioni simboliche meno “ortodosse”.
Parleremo, per esempio, del simbolismo “alpestre” del monumento a Segantini di Leonardo Bistolfi (1906), folgorante allegoria della Bellezza liberata dalla Materia, presentata anche nell’interpretazione variata di due straordinari allievi e collaboratori dello scultore-poeta:
il molisano Arturo Stagliano e l’argentino César Santiano.
E toccheremo interessanti incroci artistici e culturali, come l’incontro tutto torinese – proprio a ridosso della Grande Guerra – fra cinema e scultura, culminato nella produzione de Il fauno (film dalle stremate atmosfere simboliste, scritto, diretto e interpretato da Febo Mari nel
1917) e suggellato dall’identificazione della diva del muto quale estrema incarnazione del fatale magnetismo delle sfingi fin de siècle. Incontreremo, avvicinandoci alla contemporaneità, le naiadi favolose di Adriano Alloati, una materna Niobe asiaticae un Narcisoincantato di Roberto Terracini; sfioreremo i satiri tortuosi di Piero Cerato e approderemo – infine – alla moderna mitopoiesi di Bruno Martinazzi. In un percorso pieno di fascino e mistero, balenante di maliose suggestioni. Chimerico, in una parola. Un percorso poetico e scientifico a un tempo, per illustrare la complessa evoluzione del linguaggio simbolista nella scultura torinese del Novecento, da Bistolfi a Martinazzi.
Luigi Aghemo, Adriano Alloati, Giovanni Battista Alloati,
Virgilio Audagna, Corrado Betta, Cesare Biscarra, Leonardo Bistolfi, Davide Calandra, Giovanni Cantono, Rodolfo Castellana, Gaetano Cellini, Giorgio Ceragioli, Piero Cerato, Giorgio Dei Poli, Carlo Fait, Celestino Fumagalli, Mario Giansone, Pietro Lorenzoni, Mario Malfatti, Bruno Martinazzi, Giovanni Masoero, Umberto Mastroianni, Raffaele Mondazzi, Michelangelo Monti, Gerolamo Pavesi, Aurelio Quaglino, Giovanni Riva, Edoardo Rubino, César Santiano, Arturo Stagliano,
Giovanni Taverna, Roberto Terracini, Felice Tosalli, Emmanuel Villanis
Galleria Weber & Weber
Via S. Tommaso 7
Torino
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