A cura di Filippo Maggia
Giovedì 12 giugno si inaugura a Villa Remmert (Ciriè) la mostra dedicata all'artista-fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, organizzata dall'Istituto Nazionale per la Grafica e già presentata a Roma nella sede di Palazzo Fontana di Trevi. La mostra fa parte del programma pluriennale Vetrine alla Calcografia, ciclo di mostre dedicate dall'Istituto all'arte contemporanea, promosso dalla Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio l’architettura e l’arte contemporanee e sostenuto dalla Fondazione per l’Arte della Compagnia di San Paolo.
Nobuyoshi Araki, uno dei più controversi e più rappresentativi artisti della contemporaneità - che da un breve esordio nella pittura è poi passato alla fotografia prediligendola quale forma quasi esclusiva della propria espressività - è l'autore scelto quest'anno dall'Istituto quale testimone ed esempio particolarmente emblematico e fecondo del linguaggio fotografico contemporaneo. Nell'arco di tutta la sua lunga e poliedrica attività creativa, l'artista ha utilizzato infatti la fotografia nei suoi diversi generi e nelle sue varie accezioni e possibilità iconiche, spingendole spesso fino ai limiti estremi di visioni parossistiche e iperreali, esteticamente sofisticate e sublimi.
In mostra una scelta di opere uniche, seminali, capaci di tracciare per episodi fondamentali la storia ormai quarantennale di questo grande maestro dell'obiettivo, celebre e celebrato in tutto il mondo, che si è reso disponibile a collaborare al progetto, oltre che con il prestito di una serie di fotografie scelte nell'ambito di tutta la sua produzione anche con la presentazione di alcuni lavori inediti specificamente dedicati alla mostra.
Fra i lavori esposti: l’album Tokyo Diary 2003-2007, racconto quotidiano degli ultimi cinque anni del maestro giapponese attraverso singole e selezionate immagini scelte fra le centinaia ogni giorno da lui eseguite; le cinque serie, composte da 20/25 fotografie ognuna e realizzate negli anni Ottanta e Novanta, appartenenti al gruppo Some Stories, che narrano di vicende amorose nei villaggi del Giappone tradizionale, fra templi e foreste di bambù come fondali dipinti, e quelle altrettanto intense che invece si perdono fra le strade e le piccole abitazioni di Tokyo. Una selezione di circa 300 fotografie prodotte da Araki a Ginza negli anni Sessanta e Settanta, sino ad oggi mai presentate: vere e proprie Street Photographs realizzate in quello che è oggi il centro della moda e finanziario di Tokyo, che lucidamente esplorano e registrano i cambiamenti in atto nella società giapponese di quegli anni, in pieno boom economico.
A questo già cospicuo e unico corpo di opere si affiancano ricche selezioni di famose e in molti casi inedite fotografie scelte nella vastissima produzione di Araki, tra le quali i nudi “bondage”, che di lui hanno fatto sovente parlare come di un fotografo scandaloso al limite del pornografico, i ritratti di personaggi celebri del mondo dell’arte e dello spettacolo e 50 fotografie a colori dalla serie Flowers. Completano l’esposizione le immancabili e innumerevoli polaroid, tra le quali anche l’ultima serie realizzata a Roma durante la performance presentata al pubblico all’inaugurazione della mostra.
La mostra e l'esaustivo volume che l'accompagna, edito da Skira, sono a cura di Filippo Maggia
Anteprima per la stampa giovedì 12 giugno 2007 ore 11.00/13.00
Inaugurazione mostra giovedì 12 giugno 2007 ore 18.00
Suschi coktail
13 giugno - 27 luglio 2008
Ingresso gratuito
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Villa Remmert
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