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Via de' Serragli 3, Firenze 50124
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Andrea Papi -

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Sede Via de' Serragli 3, Firenze 50124
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Data di apertura sabato 12 aprile 2008
Data di chiusura sabato 10 maggio 2008

Orari:
lun/ven h. 18.00/20.00
Gli artisti correlati Andrea Papi

Comunicato della mostra : Andrea Papi -

In mostra 49 pezzi (olio su frammenti di tela) che formano un’unica opera, Il centrino del soldato, una. osservazione/studio del corpo e dell’identità maschile nel suo complesso attraverso alcune eclatanti ambiguità. Accentuati dai forti contrasti cromatici, i corpi raffigurati sembrano collocarsi in una strana dimensione tra iperpresenza e assenza, tra densità del colore e rarefatta consistenza della tela sfrangiata, tra la presenza ‘alta’ della pittura e la sfuggente marginalità della pratica artigianale.

Il pretesto iniziale è raccontato dall’autore stesso

“La fine degli anni ’70, una vecchia signora conosciuta un po’ per caso. Vuole regalarmi un oggetto a lei, dice, ”molto, molto caro”. Regalo a sua volta di un suo fratello maggiore quando era ancora bambina. “ Lei - dice ancora - forse è la persona adatta”. E’ un centrino rosa, con dei fiorellini gialli e rossi, fatto all’uncinetto. Dal fratello però. Durante la prima guerra mondiale, in ospedale, convalescente per una ferita riportata al fronte.. Sembra, dal racconto, che le suore infermiere per far passare il tempo ai militari feriti, insegnassero loro a lavorare all’uncinetto e a ricamare. Trovai la storia assai intrigante perché rivelava aspetti inediti e inimmaginabili della vita dei nostri soldati al fronte. E perché connetteva il maschile per antonomasia ( il soldato ) e il femminile altrettanto per antonomasia ( il ricamo ); la ferita e la cura, l’ingenuità artistica e una prassi esecutiva sofisticata.
Conservai il centrino.
Nel 1993 mentre stavo portando a compimento il progetto Studi sul maschile 1979 – 1990, tenevo un diario visivo dove riflettevo sulla difficoltà, sul senso del lavoro e, perché no?, anche sulla solitudine dell’ artista, usando principalmente immagini di corpi maschili. Mi tornò alla mente il centrino. Pensai che l’azione del ricamare, abissalmente lontana dalle azioni di guerra, aveva accompagnato il soldato ferito fino alla guarigione. Mi sentivo in una situazione analoga e, tra marzo e maggio di quello stesso anno, realizzai anch’io 49 “centrini”, non ricamando ma dipingendo a olio su frammenti di tela. “

Un oggetto comune, come può essere un centrino, diventa motivo ispiratore di un lavoro d’arte, non per le sue qualità di manufatto, ma per l’eccezionalità di chi lo ha realizzato: un giovane soldato che impugna l’uncinetto invece di un fucile. La pratica artigianale del ricamo, dai mille risvolti simbolici ( l’ago nella cruna è il passaggio e il filo è legame tra i diversi livelli cosmici e psicologici; cucire è unire, tenere assieme quel che è separato e diverso, è accudire, ma il movimento dell’ago è anche trapassare, ferire; è cura e crudeltà al tempo stesso ) fu riconsiderata e divenne pratica artistica già nella Vienna della Secessione e nella Russia della Rivoluzione ( la rivalutazione dell’artigianato ). Molti artisti oggi si occupano di ricamo e a questa situazione ha dedicato una grande mostra, nell’estate del 2003, il MART, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Il racconto del filo, a cura di Francesca Pasini e Giorgio Verzotti.
A questo ambito di ricerca può essere collegato, da un punto di vista assolutamente personale, anche il Centrino del soldato che presentiamo.

Con il patrocinio del CESVOT
Centro servizi volontariato Toscana.

TRA ART
Rete regionale arte contemporanea Regione Toscana

Inaugurazione sabato 12 aprile ore 18.00

Dal 12 aprile al 10 maggio 2008

Ireos
Via de’ Serragli 3
Firenze
055210769
3478553836
www.ireos.org

Info
AProject
info@andreapapi.it
333 8334524