Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è lieto di annunciare l'apertura di una grande mostra personale di Loris Cecchini, in programma dal 5 aprile al 2 agosto 2009.
L'ARTISTA
Loris Cecchini è nato a Milano nel 1969. Attualmente vive in Toscana e lavora nello studio di Prato. Fra gli artisti italiani affermati nell'ultimo decennio è uno dei più apprezzati a livello internazionale.
Ha tenuto mostre personali in varie gallerie e in spazi museali come il Centro Gallego de Arte Contemporaneo di Santiago de Compostela (2000), la Fondazione Bandera di Busto Arsizio (2000), il Kunstverein di Heidelberg (2001), la Fondazione Teseco di Pisa (2002), il Museo Casal Solleric di Palma di Maiorca (2004), Quarter di Firenze (2004), il Palais de Tokyo di Parigi (2004, 2006 e 2007), lo Shanghai Duolun MoMA (2006), il PS1 di New York (2006).
Ha partecipato a rassegne prestigiose e numerose mostre collettive fra le quali la XIII Quadrienale di Roma (1999), Video Virtuale - Foto Fictionale al Ludwig Museum di Colonia (1999), Futurama. Arte in Italia 2000 al Centro Pecci di Prato (2000), la Biennale di Taiwan a Taipei (2000), la Biennale di Valencia (2001), la 49^ Biennale di Venezia (2001), Arte all'Arte a Colle Val d'Elsa (2001), Leggerezza al Museo Lenbachhaus Kunstbau di Monaco (2001), Ouverture al Palais de Tokyo di Parigi (2002), De Gustibus al Palazzo delle Papesse di Siena (2002), Orizzonti al Forte Belvedere di Firenze (2003), Le opere e i giorni alla Certosa di Padula (2004), Object versus design al Musée d'art moderne St.Etienne Metropole (2004), Spazi atti al PAC di Milano (2004), Premio per la giovane arte italiana 2004-2005 - Padiglione Venezia alla Biennale di Venezia (2005), la XII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (2006), la VI Biennale di Shanghai (2006), Artempo a Palazzo Fortuny di Venezia (2007), The Freak Show al Musée d'Art Contemporain di Lione (2007), la XV Quadriennale di Roma (2008).
LA MOSTRA
L'esposizione di Prato, prodotta in stretta collaborazione con l'artista, si svilupperà attraverso un articolato percorso ideato appositamente per lo spazio museale del Centro Pecci, dove saranno presentati nuovi lavori creati per l'occasione, fra cui alcuni suggestivi interventi ambientali, accostati e integrati ad un'ampia selezione di fotografie, sculture e installazioni realizzate da Cecchini dalla metà degli anni Novanta ad oggi, riconfigurando in un unico insieme e ponendo in dialogo diretto momenti diversi del suo lavoro.
La ricerca artistica di Cecchini è da sempre legata all'indagine e all'esperienza dell'oggetto e dello spazio, intesi come forma e come luogo di una visione che si fa di volta in volta diversa, in cui si intrecciano e al tempo stesso si confondono l'idea e la materia, l'astrazione e la realtà, la spettacolarità e l'aspetto funzionale.
FOTO/ASSEMBLAGGI
Fin dai suoi esordi l'artista ha impiegato la fotografia, sapientemente rielaborata al computer, per proporre ambienti fittizi abitati da personaggi reali: situazioni virtuali in cui oggetti comuni simulano spazi architettonici (Pause in background, 1996) e modelli/microscenografie presentati come ambientazioni ricostruite di elementi di vita quotidiana (No casting, 1997-1999). Ha quindi introdotto abitacoli trasparenti nei suoi scenari fotografici (No casting - Transparencies, 2000-2003), associato vedute esterne alle cromie accese delle spezie e alle morfologie fluttuanti di bolle e involucri trasparenti (Powderscape/Seedscape/Pigmentscape, 2005-2007), assemblato modelli 3D di alberi e foto di icebergs ricostruiti in studio con modelli architettonici d'invenzione (The painted distances, 2008 e Sliding constructions and drifting thoutghs, 2008-09).
REPLICHE DI OGGETTI
L'elaborazione di "modelli" virtuali (ottenuti manipolando sempre materiale analogico) e le messe in scena spaziali, per certi versi assimilabili alla pratica della progettazione e costruzione architettonica, tendono invece a trasfigurare la realtà e a destabilizzarne la percezione. Nella versione tridimensionale proposta dall'artista con la serie Stage Evidence (1998-2007) esse diventano sculture e installazioni in cui l'artista ironizza sull'idea di "usura dello sguardo", nella evidenza di scene costituite da oggetti dettagliatamente replicati in gomma grigia: simulacri neutri ben riconoscibili, destrutturati nella sostanza e privati della loro funzione originaria a favore di una connotazione metaforica di distanza e rielaborazione della realtà. Su scala ambientale acquistano l'impatto fortemente scenico e il senso della denuncia sociale di BBBreathless (presentata alla Biennale di Venezia, 2001), cella d´isolamento per condannati a morte dotata di un sofisticato sistema di aerazione che imprime alle pareti in gomma un movimento simile alla respirazione, in espansione e contrazione; assumono inoltre l'aspetto sorprendentemente anomalo di Carchitectures (2003), sezioni replicate in resina dell'abitacolo interno di un'automobile incassata a parete; o ancora il carattere ossessivamente ripetitivo di Empty walls - Just doors (2006), serie di porte replicate in gomma e installate in modo da formare uno spazio labirintico, un luogo di costante passaggio sospeso fra senso del mistero e claustrofobia.
INVOLUCRI E MODULI ABITATIVI
Per Cecchini l'ideazione e la formazione di "strutture" si articola in una serie di involucri e moduli abitativi intitolati Monologue Patterns: da forme seminali sottotitolate Matrici (2003), schizzi progettuali realizzati in digitale e intagliati su superfici grigie di pvc, egli passa a plastici dettagliati con diverse soluzioni di capsule ambientate fra gli alberi, sopra a un traliccio o sotto a un viadotto (2003-2005), per giungere poi alla definizione di Crisalide (Premio per la giovane arte italiana, 2005), sorta di serra artificiale, guscio idealmente protettivo ma permeabile e simultaneamente zona di interscambio tra organismo naturale e forma architettonica transfigurata. Alla serie Monologue Patterns appartengono anche le Roulottes (2004-2007), oggetti-ambiente trasformati in "veicoli di luce" che proiettano all'esterno le ombre di griglie reticolari o trafori modulari che li ricoprono, oppure in luoghi trasparenti che ospitano al proprio interno piante, libri, oggetti d'affezione e che possono essere praticati dal pubblico.
CORPI ESTRUSI
La relazione diretta con lo spazio non euclideo e la passione per la morfologia biologica, si manifestano con l'espansione di bolle e la proliferazione di forme organiche, molecolari o artificiali, prodotte con largo impiego di metalli e materie plastiche; recentemente Cecchini ha dato luogo alla realizzazione di corpi estrusi, sorta di virus spaziali che si aggrappano alle architetture sotto forma di grandi gonfiabili trasparenti (Blaublobbing, 2004-2006) e di scheletri simili a grosse larve (Morphic Resonance, 2004-2007), oppure elementi familiari all'architettura e alla sua storia, che alienati dal loro stesso modello, emergono dalle pareti assumendo l'aspetto surreale di finestre, librerie, termosifoni, così come onde di superfici in vibrazione, fissati nella resina (Gaps, 2004-2009).
INSTALLAZIONI MODULARI
Nel recente sviluppo della sua ricerca Cecchini ha ideato, fatto produrre in serie e quindi assemblato migliaia di moduli in polietilene o acciaio, dando "vita" a installazioni immaginifiche che fluttuano nello spazio come onde (Morphing Wave, 2005-2007), rimangono sospese come nuvole (Cloudless, 2005-2007) o si stagliano nell'ambiente come concrezioni naturali o minerali (Steelorbitalcocoon, 2007-2009). Realizzate attraverso un laborioso processo di progettazione, fabbricazione e montaggio, queste installazioni evidenziano un complesso impianto tecnico, alla base di tutta la produzione artistica di Cecchini. Da questi lavori emergono più che mai la curiosità dell'autore per i prodotti artificiali e le tecniche di lavorazione, il suo interesse per la chimica e la fisica degli elementi, la ricerca costante di un'esperienza diretta con la materia associata a forme di crescita organica e di aggregazione cellulare, modellando tipologie di intervento legate al nostro rapporto con il filtro dell'artificiale, in una sorta di reinvenzione mnemonica dell'organismo naturale.
INSTALLAZIONI/AMBIENTI
Nel percorso artistico di Cecchini si colloca infine la realizzazione di installazioni/ambienti che saranno posti in apertura della mostra, interpretati come veri e propri "esercizi di architettura" attraverso cui l'artista sviluppa un'idea del luogo e al tempo stesso distorce il nostro rapporto con esso, per assorbirlo completamente nello spazio dell'opera. Around and Around, il cui precedente si trova nel progetto speciale realizzato per la Casa della musica - Sonar di Colle Val d'Elsa (2001), rappresenta un paesaggio schematico modellato tridimensionalmente al computer e riprodotto come reticolo prospettico a tromp-l'oeil sulle pareti di una stanza. Ad esso fa seguito una enorme griglia volumetrica percorribile, desunta da precedenti installazioni intitolate Density Spectrum Zone (2002-2004) e ottenuta dalla deformazione e concatenazione di elementi in pvc, sorta di "instant sculpture" che si sviluppa nello spazio con qualità plastiche, contrapponendo la struttura razionale e la natura emotiva dello spazio in una relazione quasi liquida.
Inaugurazione 4 aprile 2009 ore 18.00/22.00
5 aprile - 2 agosto 2009
CATALOGO
La mostra sarà accompagnata da un nuovo catalogo, che conterrà testi critici di Marco Bazzini e Lorand Hegyi, oltreché testi dello stesso artista, oltre ad esaurienti apparati iconografico e bio-bibliografico.
Visite guidate gratuite: ogni sabato e domenica, ore 17
Biglietti: intero 5€, ridotto 4€<
Mostra promossa da: Regione Toscana e Comune di Prato
Con il contributo di: Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Con il sostegno di: ASM Ambiente Mobilità Servizi spa, CariPrato - Gruppo Banca Popolare di Vicenza, Gruppo Consiag, Unione Industriale Pratese
Partner Ufficiale: Aeroporto di Firenze
Sponsor tecnico: Fly in balloons srl
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277
Prato 59100
Tel +39 0574 5317
pecci@centropecci.it
http://www.centropecci.it/