Padre del Concettualismo russo e decano dell’arte contemporanea Ilya Kabakov è riconosciuto internazionalmente come il più importante artista russo vivente e come una delle figure che ha maggiormente segnato la scena artistica del secolo appena trascorso.
Fin dall’inizio della sua ricerca Ilya Kabakov pone al centro della sua poetica l’analisi della condizione sociale sovietica del periodo post-staliniano, descrivendone la condizione di vita e i suoi paradigmi istituzionali. Dal 1988 collabora con la moglie Emilia. Insieme, in questi anni, hanno realizzato progetti per i più prestigiosi spazi espositivi di tutto il mondo, solo per ricordarne alcuni: il Padiglione Russo alla 45° Biennale di Venezia nel 1993, la personale allo State Hermitage Museum di St. Petersburg nel 2004, le personali The House of Dreams alla Serpentine Gallery di Londra nel 2005 e Orbis Pictus al Setagaya Art Museum di Tokio nel 2008; tra le collettive, inoltre: Magicians de la Terre al Musée National d'art Moderne, Centre Pompidou (1989), Documenta IX Kassel (1992), una grande mostra storica al Guggenheim Museum di New York (2005) ed ancora, la 47° la 50° e la 52° Biennale di Venezia; nel 2008, oltre alla Biennale di Singapore, Ilya and Emilia Kabakov Retrospective, An Alternative History of Art and other projects, la più ampia retrospettiva mai realizzata in Russia dagli artisti.
Kabakov si definisce “testimone di una civiltà sepolta” di cui ha cercato di far rivivere le atmosfere attraverso oltre 160 “Installazioni Totali”. Nelle installazioni totali Ilya e Emilia Kabakov ricostruiscono classici ambienti di oltrecortina, una scuola abbandonata, interni di appartamenti e ospedali, una cucina comunitaria. Luoghi spogli e minimali, realizzati con materiali poveri e illuminati da luci fioche, danno forma ad un racconto autobiografico dove arte e vita si incontrano e, dove lo sguardo sulla storia, diventa un modo per riflettere sul futuro dell’arte e dell’uomo.
Il percorso espositivo che gli artisti propongono in questa mostra si articola attraverso una serie di sculture e installazioni per giungere fino in platea, dove viene presentato The Blue Carpet.
L’opera riproduce un singolare ambiente domestico: una stanza coperta da un enorme tappeto blu, circondato da una serie di piccoli quadri che ne segnano il perimetro. L’atmosfera accogliente e la luce soffusa invitano il visitatore a prendere confidenza con lo spazio, accompagnandolo verso uno stato di quiete meditativa. Gli elementi che compongono l’installazione (la dominante di colore, i volumi della stanza e la linea disegnata dai quadri che incorniciano il pavimento diventando un vero e proprio motivo decorativo) sono disposti dai Kabakov in modo tale che il visitatore li possa percepire sia nella totalità d’insieme, sia nel singolo dettaglio. Dettaglio che, a sua volta, svela mondi inaspettati come si legge nel testo con cui gli artisti accompagnano l’opera: “…nessuno lo sa, ma più di ogni altra cosa mi piace sdraiarmi sul pavimento. … Mi sdraio su un lato e guardo ciò che mi circonda… mi piace esaminare gli oggetti più minuti che mi trovo davanti: palline di polvere, fiammiferi usati che ai miei occhi formano un misterioso paesaggio, e mi sento come un gigante lì dentro. Quello che amo di più però, è sdraiarmi sulla schiena e guardare in alto, le pareti della stanza scompaiono e l’immaginazione mi fa volare…..Una volta ho visto altri che amano fare quello che faccio io. In una cartolina colorata ho visto una moltitudine di persone all’interno di una moschea di Istanbul… stavano sdraiati nelle posizioni più varie su un enorme tappeto che sembrava una piscina blu e con sguardo sognante guardavano in alto.”
Ilya Kabakov nasce a Dnepropetrovsk, in Ucraina, nel 1933. Negli anni ’50 inizia la sua carriera artistica come illustratore di libri per bambini. Attivista e teorico del movimento ‘Artisti concettuali di Mosca’, nel 1972 forma insieme ad una cerchia di intellettuali moscoviti che frequentano il suo studio il gruppo di Sretensky Boulevard. Nel 1987 lascia l’Unione Sovietica, prima per Graz, in Austria, poi per gli Stati Uniti, dove tuttora risiede insieme alla moglie Emilia.
Emilia Kabakov nasce a Dnepropetrovsk nel 1945. Dopo gli studi universitari ed il diploma in musica, nel 1973, emigra in Israele. Nel 1975 si sposta a New York dove lavora come curatrice e gallerista fino a quando, verso la fine degli anni ’80, inizia a lavora insieme a Ilya Kabakov.
Le opere di Ilya e Emilia Kabakov sono presenti nelle collezioni dei musei più importanti del mondo: il MOMA di New York, L’Hishhorn Museum di Washington, lo Stedeljik Museum di Amsterdam, la Kunstalle di Berna, il Centre Georges Pompidou di Parigi.
Inaugurazione sabato 23 maggio 2009 h. 18.00/24.00
Fino al 29 agosto 2009
Galleria Continua
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