«Nel Cantico delle creature si presentano due aspetti fondamentali: la contemplazione del divino nella Natura, attraverso la percezione estetica dell’Infinito e, contemporaneamente, la riflessione sulla condizione umana e sul suo limite, la riflessione sull’emarginazione da questo Infinito, la riflessione sulla malattia, la sofferenza, la morte. La parola poetica del Santo diventa elemento intrinseco alla visione stessa: i moniti, le invocazioni appaiono ripetuti più in grande e più in piccolo per indicare distanze di tempi e di spazi. Una povertà francescana di mezzi espressivi è il veicolo per una comunicazione profonda a livelli sottili di coscienza: la luce fisica diventa luce spirituale. San Francesco indica la via nel contatto con la Natura come ritorno ad un’innocenza originaria. Nella sua invocazione a Dio affida il destino umano: esige l’abbandono del confine di una realtà individuale per accogliere la fede come atto d’amore tra il Creatore e le Creature che lo incarnano».
12 quadri di SILVIA VENUTI
6 - 31 MAGGIO 2008
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BASILICA E SACRO CONVENTO DI SAN FRANCESCO – ASSISI
MUSEO DEL TESORO E COLLEZIONE F.M. PERKINS
Chiostro Sisto IV