Architetti e architetture nel cinquecentenario palladiano
incontri fuori orario nei musei e nelle chiese veneziane
PRIMO APPUNTAMENTO
Mercoledì 21 maggio, ore 21
Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio
Palladio a Palazzo Ducale. Architettura e politica nella Venezia del Cinquecento
IL PRIMO APPUNTAMENTO DEI NOTTURNI D’ARTE 2008 è a
Palazzo Ducale, Mercoledì 21 maggio, ore 21
Tema dell’incontro è
Palladio a Palazzo Ducale. Architettura e politica nella Venezia del Cinquecento
Il relatore è Giandomenico Romanelli, con letture di Cecilia La Monaca e madrigali e grechesche a cinque voci di Andrea Gabrieli eseguite da “I Cameristi della Stagione Armonica”, direttore Sergio Balestracci.
Dalle 20,15 alle 21 sarà possibile visitare le sale interessate: Senato, Collegio, Anticollegio, Quattro Porte, Maggior Consiglio e Scrutinio. Ingresso è dalla Porta della Carta.
Realizzati grazie alla collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano, i Musei Civici Veneziani, Chorus - Associazione Chiese di Venezia , la Fondazione Giorgio Cini, la Fondazione Querini Stampalia e Venice Foundation, i Notturni d’arte di quest’ anno – incontri fuori orario nei musei e nella chiese veneziane- traggono dal cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio.
L’ingresso è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per garantire la migliore fruizione, Chorus ha attivato un servizio di prenotazione.*
prenotazioni telefoniche 041 2750462 (dal lunedì precedente ogni appuntamento, dalle 10 alle 16) oppure via e-mail:
info@chorusvenezia.org
La presenza di Palladio a Palazzo Ducale è legata ai due incendi che negli anni settanta del Cinquecento interessarono alcune grandi sale istituzionali.
L’11 maggio del 1574 vennero distrutte dalle fiamme insigni opere d’arte e di storia al secondo piano dell’edificio, rendendo quasi inagibili le sale dei Pregadi ( Senato), Collegio, Anticollegio e Antipregadi (Quattro Porte). Il 10 dicembre 1577 un nuovo incendio divampò sull’altro lato del palazzo distruggendo le sale dello Scrutinio e del Maggior Consiglio. Le cronache di questi avvenimenti, minuziosamente descritte nei documenti di archivio riguardanti il palazzo, saranno lette da Cecilia La Monaca. Se, per quanto riguarda il primo incendio, non è ancora del tutto chiaro il ruolo di Palladio nell’opera di restauro architettonico e decorativo, molto dettagliata è invece la sua opinione, espressa per iscritto, sul modo di condurre il ripristino delle fabbriche danneggiate. Sembra infatti che ben quindici inzinieri fossero stati chiamati a dare un loro parere al riguardo: nel dibattito tra chi, come Palladio, sosteneva l’opportunità della totale ricostruzione dell’edificio e coloro che proponevano un restauro delle antiche strutture, le ragioni di carattere prettamente tecnico si intrecciano a motivazioni e intenti politici della classe patrizia veneziana.
L’ascolto di cinque madrigali di Andrea Gabrieli aiuterà il pubblico a entrare nell’atmosfera colta della Venezia di quegli anni. Quelli in italiano sono tratti dal Secondo libro di madrigali a 5, 6 e 8 voci, pubblicato dai figli di Antonio Gardano a Venezia nel 1570, mentre l’autore del testo delle due composizioni dialettali è Antonio Molino. Queste due greghesche costituiscono un interessante lamento per la morte di Adriano Willaert, il famoso musicista fiammingo Maestro di Cappella a San Marco dal 1527 al 1562.
PROGRAMMA COMPLETO NELLA PROSSIMA PAGINA
Musei Civici Veneziani - Marketing, Comunicazione e Ufficio Stampa: Monica da Cortà Fumei,
Riccardo Bon, Piero Calore, Silvia Negretti, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi tel.++39 0412747607/08/14/18 fax /04;
mkt.musei@comune.venezia.it;
pressmusei@comune.venezia.itwww.museiciviciveneziani.it
NOTTURNI D’ARTE A VENEZIA 2008
21 maggio/ 25 settembre 2008
Architetti e architetture nel cinquecentenario palladiano
Palazzo Ducale, Fondazione Giorgio Cini, Chiesa del Santissimo Redentore, Gallerie dell’Accademia, Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, Ca’ Rezzonico, Fondazione Querini Stampalia
PROGRAMMA
MAGGIO – GIUGNO
Mercoledì 21 maggio, ore 21
Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio
Palladio a Palazzo Ducale. Architettura e politica nella Venezia del Cinquecento
Giandomenico Romanelli, con letture di Cecilia La Monaca
madrigali e grechesche a cinque voci di Andrea Gabrieli eseguite da “I Cameristi della Stagione Armonica”, direttore Sergio Balestracci
Giovedì 29 maggio, ore 21
Fondazione Giorgio Cini
Palladio e Veronese a San Giorgio Maggiore: il connubio ricreato
Carlo Bertelli
Giovedì 5 giugno, ore 21
Chiesa del Santissimo Redentore
Classico e Anticlassico. Palladio e il Redentore
Letture da e intorno a Palladio di Riccardo Held e Cecilia La Monaca
Giovedì 12 giugno, ore 21
Gallerie dell’Accademia
Andrea Palladio e il Convento Lateranense alla Carità
Antonio Foscari
Musiche per liuto rinascimentale di Anonimo, Barbetta, Canova, Galilei, Dowland, Holborne
eseguite da Francesco Rizzoli
SETTEMBRE
Giovedì 11, ore 21
Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
“Avvolta nella muta materia che la fascia”. I Lombardo ai Miracoli
Luca Baldin, con letture di Riccardo Held
Giovedì 18, ore 21
Ca’ Rezzonico
Da Longhena a Massari. Rinnovamento architettonico e problemi della committenza veneziana tra Seicento e Settecento
Martina Frank, con letture di Cecilia La Monaca
Giovedì 25, ore 21
Fondazione Querini Stampalia
Carlo Scarpa e le Venezie possibili
Francesco Dal Co
GLI INCONTRI IN DETTAGLIO
Mercoledì 21 maggio, ore 21
Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio
Palladio a Palazzo Ducale. Architettura e politica nella Venezia del Cinquecento
Giandomenico Romanelli, con letture di Cecilia La Monaca
madrigali e grechesche a cinque voci di Andrea Gabrieli eseguite da “I Cameristi della Stagione Armonica”, direttore Sergio Balestracci
La presenza di Palladio a Palazzo Ducale è legata ai due incendi che negli anni settanta del Cinquecento interessarono alcune delle più prestigiose sale istituzionali.
L’11 maggio del 1574 vennero distrutte dalle fiamme insigni opere d’arte e di storia al secondo piano dell’edificio, rendendo quasi inagibili le sale dei Pregadi ( Senato), Collegio, Anticollegio e Antipregadi (Quattro Porte). Era ancora vivo lo sgomento, quando, il 10 dicembre 1577, un nuovo incendio divampò sull’altro lato del palazzo distruggendo le sale dello Scrutinio e del Maggior Consiglio. Le cronache di questi avvenimenti, minuziosamente descritte nei documenti di archivio riguardanti il palazzo, saranno lette da Cecilia La Monaca.
Se, per quanto riguarda il primo incendio, non è ancora del tutto chiaro il ruolo di Palladio nell’opera di restauro architettonico e decorativo, molto dettagliata è invece la sua opinione, espressa per iscritto, sul modo di condurre il ripristino delle fabbriche danneggiate. Sembra infatti che ben quindici inzinierifossero stati chiamati a dare un loro parere al riguardo: nel dibattito tra chi, come Palladio, sosteneva l’opportunità della totale ricostruzione dell’edificio e coloro che proponevano un restauro delle antiche strutture, le ragioni di carattere prettamente tecnico si intrecciano a motivazioni e intenti politici della classe patrizia veneziana.
L’ascolto di cinque madrigali di Andrea Gabrieli aiuterà il pubblico a entrare nell’atmosfera colta della Venezia di quegli anni. Quelli in italiano sono tratti dal Secondo libro di madrigali a 5, 6 e 8 voci, pubblicato dai figli di Antonio Gardano a Venezia nel 1570, mentre l’autore del testo delle due composizioni dialettali è Antonio Molino. Queste due greghesche costituiscono un interessante lamento per la morte di Adriano Willaert, il famoso musicista fiammingo Maestro di Cappella a San Marco dal 1527 al 1562.
Giandomenico Romanelli dal 1979 è direttore dei Musei Civici Veneziani e, dal 2000, anche
Direttore Centrale Beni e Attività Culturali del Comune di Venezia. Regge inoltre l’insegnamento di Museologia e Storia del Collezionismo presso l’Università degli Studi di Ca’ Foscari (Venezia).
Già membro della Commissione per l’istituzione del Sistema Museale Nazionale, del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e del Comitato di Settore per i Beni Artistici e Storici del Consiglio stesso, è Presidente del Comitato Scientifico dei Musei Tridentini. Ha pubblicato saggi e volumi di Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica e di Storia dell’Arte con particolare riferimento ai secoli XVIII – XIX – XX e all’area veneziana e veneta e ha curato molte mostre d’arte e di storia a Venezia, in Europa e in America.
Giovedì 29 maggio, ore 21
Fondazione Giorgio Cini
Palladio e Veronese a San Giorgio Maggiore: il connubio ricreato
Carlo Bertelli
Carlo Bertelli, nel saggio di apertura del catalogo Restituzioni 2008. Tesori d’arte restaurati , riferendosi alla collocazione delle Nozze di Cana di Paolo Veronese in facsimile nel refettorio dell’Isola di San Giorgio Maggiore realizzata dalla Fondazione Giorgio Cini, ha scritto:
“[…] è in questo contesto che si è compiuto l’evento più straordinario, nel campo del restauro, di questi ultimi anni. Intendo la copia al vero delle Nozze di Cana di Paolo Veronese posta nel refettorio di San Giorgio Maggiore a Venezia…dirò dunque che la copia ….. ‘restaura’ l’architettura, della quale è parte integrante e restaura il dipinto di Paolo Veronese in quanto lo restituisce alla situazione d’origine, al contesto di cui era stato privato”.
Al senso di un tale ‘restauro’ e alla rilettura del connubio tra Veronese e Palladio, ricreato 210 anni dopo la rimozione dell’originale grazie alla realizzazione del facsimile, sarà dedicata la conferenza che si svolgerà nel cenacolo di San Giorgio Maggiore.
Carlo Bertelli, storico e critico d’arte nato a Roma nel 1930, è stato soprintendente ai beni artistici e storici di Milano, direttore della Pinacoteca di Brera, professore ordinario all’Università di Losanna. È ora professore emerito all’Accademia di architettura di Mendrisio, dove ha insegnato sin dal 1996; ha inoltre insegnato nelle Università di Berkeley, Berlino, Ginevra e Venezia.
Giovedì 5 giugno, ore 21
Chiesa del Santissimo Redentore
Classico e Anticlassico. Palladio e il Redentore
Letture da e intorno a Palladio di Riccardo Held e Cecilia La Monaca
Nelle sue realizzazioni Palladio riesce ad andare oltre le formalità e il linguaggio accademico di un tedioso criterio dell’antico, legittimando le scelte del proprio operato, prevalentemente anticlassico, puntando sull'indipendente validità dell'architettura, dove la storia e l'attualità coabitano in un costante spirito di ricerca. Con questi principi e convinzioni egli propone un nuovo concetto di spazio dove il disegno e la ritmica del complesso vengono valorizzati dalla solida plasticità figurativa. Peculiarità principe di Palladio è l’eccezionale capacità di adeguare la propria creatività alle più svariate necessità di rappresentanza e di circostanze ambientali.
Il Tempio del Santissimo Redentore rappresenta uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale e, di certo, la più maestosa e importante realizzazione nel campo degli edifici religiosi progettata e realizzata da Palladio. In questo edifico emerge la grande esperienza maturata nella sua lunga carriera. Nel 1570 il suo pensiero viene messo sulla carta pubblicando a Venezia il trattato dei “Quattro libri dell’architettura” nel quale emergono i linguaggi e i modi architettonici che aveva sviluppato negli ultimi anni della sua attività.
La serata vedrà alternarsi la lettura di brani, attraverso le voci di Riccardo Held e di Cecilia La Monaca,del trattato sull’architettura ad altri testi palladiani coevi che aiuteranno nella comprensione della simbologia del Tempio del Redentore proponendo un insolito e originale confronto tra classico e anticlassico.
Riccardo Held, veneziano, scrittore e poeta, ha vinto nel 1985 il premio Pasolini-Rimini con il volume Per questa rilassata acida voglia (Milano, 1985). Nel 1996 ha vinto il premio Montale con il volume Il guizzo irriverente dell'azzurro (Marsilio). È tradotto in francese, tedesco, spagnolo, inglese. Studioso di letteratura francese, già responsabile della narrativa straniera Marsilio, ha altresì tradotto in italiano, tra gli altri, autori come Balzac, Hugo, Flaubert , Rilke, Benn.
Per Mondadori si è occupato dei Meridiani dedicati a Celan e a T. Mann e del secondo Meridiano dedicato a Musil.
Cecilia La Monaca, attrice veneziana, ha lavorato con il Teatro Pierlombardo di Milano (oggi Franco Parenti), con il Veneto Teatro, con il Gran Teatro la Fenice di Venezia, con i Teatri Stabili del Veneto e di Bolzano. Tra i registi con cui ha collaborato M. Navone, Boris Stetka, A. R Shammah, G. De Bosio, A. Sequi, M. Sciaccaluga, G. Emiliani, M. Bernardi. Ha recentemente interpretato il ruolo di Polonia ne Le ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni per la regia di Pier Luigi Pizzi. Per il cinema ha interpretato un ruolo nel film televisivo "Almost America" diretto dai fratelli Frazzi.
Giovedì 12 giugno, ore 21
Gallerie dell’Accademia
Andrea Palladio e il Convento Lateranense alla Carità
Antonio Foscari
Musiche per liuto rinascimentale di Anonimo, Barbetta, Canova, Galilei, Dowland, Holborne
eseguite da Francesco Rizzoli
Il grande patrimonio artistico delle Gallerie dell’Accademia è conservato in un’architettura che è a sua volta una straordinaria opera d’arte.
Intorno al 1560 i Canonici Lateranensi affidarono ad Andrea Palladio il compito di riedificare il loro Convento. Il progetto fu realizzato parzialmente e tra le parti della fabbrica palladiana che ancor oggi sussistono, oltre alla scala ovata e al Tablino, vi è la famosa facciata in “pietre cotte”, che attiròl’attenzione di Vasari nel corso del suo soggiorno veneziano del 1566.
Su questo tema verterà la conferenza di Antonio Foscari alle Gallerie dell’Accademia, accompagnato da musiche per liuto rinascimentale eseguite da Francesco Rizzoli.
Antonio Foscari, architetto, è professore di Storia dell’Architettura presso l’Università IUAV di Venezia. È stato Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia di Belle Arti dal 1996 al 1999. Attualmente è componente del Consiglio di Amministrazione del Louvre e Vicepresidente della Fondazione Querini Stampalia.
Francesco Rizzoli è Professore Emerito di Storia ed Estetica della Musica.
Liutista e chitarrista, laureato in Fisica, all'attività concertistica e di musicologo unisce quella di docente di Acustica Musicale all'Università di Cà Foscari.
Giovedì 11 settembre, ore 21
Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
“Avvolta nella muta materia che la fascia”. I Lombardo ai Miracoli
Luca Baldin, con letture di Riccardo Held
L'attività artistica di Pietro Lombardo e dei figli Tullio e Antonio, protrattasi a Venezia per oltre cinquant'anni, è un'autentica sfida filologica per gli studiosi. Le tante sculture eseguite - rilievi, statue, tombe ducali - e le importanti architetture realizzate o soltanto progettate - cappelle, chiese, palazzi - formano un catalogo di opere quanto mai vasto ed eterogeneo. E' difficile pensare che in qualsiasi edificio di una certa importanza realizzato a Venezia tra Quattro e Cinquecento non sia stata coinvolta la bottega, non fosse altro come impresa specializzata nella fornitura di materiali lapidei.
Questa ininterrotta e ramificata attività artistica e professionale comporta l'oggettiva difficoltà di delineare un quadro unitario dell'opera dei Lombardo, che potrebbe trovare spiegazione e piena rappresentazione nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, primissimo gioiello del rinascimento veneziano e, per così dire,summa dell’opera lombardesca.
La serata dei Notturni a Santa Maria dei Miracoli mutuerà, quasi “giocando”, una citazione di Gozzano, riferita alla Basilica di San Marco nella quale si parla di “sorda materia” che fascia il tempio marciano, trasformandola in “avvolta nella muta materia che la fascia”. Verrà evidenziato, attraverso le letture diRiccardo Held e il commento di Luca Baldin, come la materia che costituisce la fabbrica lombardesca comunichi attraverso le sue geometrie, i suoi colori e le sue sculture.
Luca Baldin è direttore di Chorus, ente no-profit cui è delegata la gestione museale di 16 tra le principali chiese monumentali di Venezia e della Fondazione Giuseppe Mazzotti di Treviso, deputata alla conservazione della biblioteca, dell’archivio e del fondo fotografico del celebre studioso trevigiano. Nell’ambito di questo incarico, segue dal 1997, per conto della Regione Veneto, l’organizzazione delle Conferenze Regionali dei Musei del Veneto e delle Giornate Regionali di studio sulla didattica museale. È inoltre Segretario Nazionale e coordinatore per la Regione Veneto dell’International Council of Museums (ICOM).È autore di numerose ricerche, studi e pubblicazioni sul patrimonio museale e artistico italiano e veneto in particolare.
Giovedì 18 settembre, ore 21
Ca’ Rezzonico
Da Longhena a Massari. Rinnovamento architettonico e problemi della committenza veneziana tra Seicento e Settecento
Martina Frank, con letture di Cecilia La Monaca
Nelle vicende di Ca’ Rezzonico si intrecciano storie gloriose e dolorose di artisti e di committenti che abbracciano più di cento anni. Nato per una famiglia del patriziato veneziano, i Bon, che avevano chiamato verso la metà del Seicento il più prestigioso architetto che la Repubblica potesse offrire, Baldassare Longhena, il torso non-finito della fabbrica entrò poi, e dopo un lungo periodo di incertezze, in possesso di una delle famiglie di nuova aggregazione al ceto dominante, i Rezzonico, ormai ben inseriti nell’oligarchia dello stato, i quali incaricarono Giorgio Massari di un aggiornamento tipologico della struttura.
La ricostruzione storica intende analizzare le voci di questo “scontro” tra vecchie e nuove esigenze residenziali, dando ascolto alle ragioni degli artisti e dei committenti ed evidenziando armonie e dissonanze provocate dal passaggio di proprietà. Armonie e dissonanze che si tenterà di trasmettere attraverso l’ analisi critica, le voci dei protagonisti di quella vicenda, ma anche con le immagini e con alcuni esempi di musica sei/settecentesca.
Martina Frank, nata a Vienna e studiosa di storia dell’arte presso la locale università, è attualmente professore associato di storia dell’arte moderna presso l’università di Ca’ Foscari di Venezia. Negli anni precedenti ha insegnato a Udine, Monreal, Vienna Graz, Insbruck. È autrice di numerosi saggi di storia dell’arte prevalentemente veneziana e veneta tra ‘500 e 600.
Con il volume su mecenatismo della famiglia Manin ha vinto il premio Salotto Veneto e con la recente monografia su Baldassare Longhena il premio Elena Bassi. Attualmente sta preparando uno studio sul giardino veneto nel contesto del barocco veneziano.
Giovedì 25 settembre, ore 21
Fondazione Querini Stampalia
Carlo Scarpa e le Venezie possibili
Francesco Dal Co
Nel 1973, dieci anni dopo la sistemazione degli ambienti al piano terreno della Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Carlo Scarpa ricevette l'incarico di disegnare anche un deposito di libri e una foresteria da collocarsi in un edificio retrostante il palazzo.
Il progetto, che non venne mai approvato dall'amministrazione pubblica competente, è lo spunto da cui partire per raccontare le Venezie possibili, grandi e piccole occasioni architettoniche mancate nella città lagunare tra cui il Masieri Memorial di Frank Lloyd Wright, l'Ospedale di Le Corbusier a San Giobbe, il Palazzo dei Congressi di Louis Khan ai Giardini.
Francesco Dal Co, titolare della cattedra di Storia dell’Architettura all’Istituto Universitario di Architettura a Venezia, e già docente all’Accademia di Architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana, ha dedicato la sua ricerca in particolare alla storia dell’architettura contemporanea, pubblicando importanti monografie su autori come Meyer, Scarpa, Botta e Ando. Direttore della Sezione Architettura della Biennale di Venezia dal 1981 al 1991, Dal Co è inoltre direttore della rivista Casabella e del settore Architettura della casa editrice Electa di Milano.