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Galleria Borghese: dieci grandi mostre in dieci anni

Autore: ArsKey
data: 25.02.2006



La Galleria Borghese ha il privilegio di riunire, tuttora e nel medesimo luogo, la maggior parte delle opere che formavano la straordinaria collezione del cardinale Scipione Borghese. Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce.
 
La natura stessa della Galleria Borghese delinea una condizione speciale che richiede un continuo approfondimento. Le mostre concepite all’interno del museo hanno la funzione principale di guidare alla conoscenza della collezione, del committente, della situazione storica e culturale di Roma agli inizi del Seicento, di tutti quegli elementi cioè che hanno portato alla fondazione della Villa e della sua raccolta.
 
Sono oggi conservate alla Galleria Borghese opere somme dei maggiori artisti del Cinque e Seicento; per citarne solo alcuni Raffaello con la Deposizione, Tiziano con l’Amor Sacro e l’Amor Profano o Venere che benda Amore, Caravaggio con la  Madonna dei Palafrenieri, Canova e la Paolina Bonaparte, Dosso con la Circe, Correggio con la Danae, Bernini con l’Apollo e Dafne, Cranach con la Venere e Amore, Domenichino con la  Caccia di Diana, o la collezione di Antichità.
 
La gran parte di queste opere - le più importanti della collezione e capolavori fondamentali per il catalogo di ciascun autore - è inamovibile dalla propria sede. Sono infatti troppo delicate, troppo grandi o su supporto troppo fragile per spostarsi; è perciò impossibile il trasferimento a quelle mostre temporanee che in giro per il mondo vogliono approfondire l’attività pittorica di questi artisti.
 
La Galleria Borghese mira a colmare questa lacuna con un progetto programmatico di dieci grandi mostre in dieci anni, imperniate ciascuna su un artista di cui la Borghese conserva ancora oggi un capolavoro inamovibile. Il ciclo di mostre vuole approfondire la conoscenza che studiosi e grande pubblico hanno di autori, anche molto noti, accostando per la prima volta ai capolavori della collezione Borghese prestigiosi prestiti dalle maggiori istituzioni museali del mondo.
 
Ogni anno verrà presentata l’opera di un grande autore del Cinque e Seicento; ciascuna mostra verrà inserita nel percorso della Galleria, al piano corrispondente all’attuale collocazione dell’autore. Si verrà così a comporre un museo che vive ed omaggia periodicamente i propri capolavori ed in cui il pubblico potrà ammirare sia la collezione che le opere in prestito dall’estero con un sovrapprezzo sul biglietto di ingresso.
 
L’apertura al pubblico dei depositi al terzo piano della Galleria permetterà inoltre di assicurare il godimento di tutte le opere della Galleria, anche nel caso fossero necessari spostamenti per ragioni didattiche o di spazi espositivi.
 
La cura scientifica di ciascuna mostra, sotto la presidenza di Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale Romano, e la direzione di Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese, è affidata ai massimi esperti a livello internazionale, tra i quali Sylvia Ferino-Pagden, Ferdinando Mazzocca,  Lucia Fornari Schianchi, Paul Joannides, Andrea Bayer, per delineare un percorso espositivo degno dell’alta istituzionalità di un posto che è, nello stesso tempo, uno dei musei più conosciuti al mondo.
 
Il primo evento, con inaugurazione prevista il prossimo 18 maggio 2006 è dedicato a  Raffaello. La mostra vuole indagare la produzione pittorica di Raffaello Sanzio negli anni tra il 1505 e il  1508, in cui l’artista, prossimo a stabilirsi a Roma, dipinge la  Deposizione, tuttora conservata nel Museo Borghese e getta le basi per quel rivoluzionario passaggio dalla struttura compositiva tradizionale alla concezione dinamica dello spazio che si compirà con la realizzazione degli affreschi delle Stanze Vaticane. Per la prima volta la cosiddetta Pala Baglioni verrà ricostruita con predella, cimasa e fregio, oltre che con tutti i disegni preparatori, mentre il percorso che porta Raffaello a dipingere il suo capolavoro verrà illustrato da oltre 50 fra tavole e disegni dell’artista urbinate.
 
Farà seguito nel 2007 Canova. La Galleria Borghese conserva il marmo della Paolina Borghese, che viene scolpita negli anni 1805-1808, anni del massimo splendore mondano di Paolina, sorella di Napoleone e moglie del principe Camillo Borghese. La principessa, discussa per la sua spregiudicatezza – alla domanda su come aveva fatto a posare nuda rispose: "Ma la stanza era ben riscaldata!" - è ritratta come Venere seminuda. La statua, richiamo irresistibile per i romani e per gli stranieri viene ben presto a creare un clima di scandalo. Intorno al capolavoro del neoclassicismo la mostra proporrà più di trenta sculture, oltre a gessi e disegni dai maggiori musei del mondo.
 
Il 2008 è dedicato a Correggio.  Secondo Vasari: "nessuno meglio di lui toccò colori, né con maggior vaghezza o con piú rilievo alcun artefice dipinse meglio di lui, tanta era la morbidezza delle carni ch'egli faceva, e la grazia con che e' finiva i suoi lavori". In mostra – tra l’altro - verrà ricostruito il ciclo ovidiano degli "Amori di Giove". I quattro quadri raffiguranti la Danae, la  Leda,  Io e  Ganimede, sono attualmente conservati nella Galleria Borghese a Roma, negli Staatliche Museen di Berlino e gli ultimi due al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Commissionati da Federico Gonzaga forse per essere regalati all’imperatore Carlo V non furono mai più riuniti fin dalla loro dispersione verso il 1580.
 
Un confronto inedito fra due pittori “maledetti” è previsto nel 2009: Bacon e Caravaggio. La collezione Borghese possiede sei fra i Caravaggio più importanti e nel centenario della nascita del grande pittore inglese propone un appassionante confronto fra le opere dei due maestri. Dal loro dialogo può emergere l’ideale artistico che li ha guidati entrambi: dalla ricerca spietata sulla realtà emerge l’immagine della verità.
 
Il programma prevede successivamente una serie di mostre dedicate a Dosso Dossi nel 2010, Tiziano nel 2011, Cranach nel 2012, Berinini nel 2013,  Domenichino nel 2014, per chiudere  nel 2015 con la grande mostra sui Borghese e l’Antico.
 


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