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RIFL_esso in TK: intervista a Luca Pagani

Autore: Andrea Tedesco
data: 26.06.2011



Artisti correlati
Luca Pagani, Francesco Calandrino, Claudio Parodi


Mi ha dato il suo materiale ormai a febbraio, di tempo ne è passato, son cambiate molte cose in TK, mentre il magazine si prepara per l’edizione di settembre.
Ho avuto modo di chiamarlo solo due settimane fa, ci sentiamo, mi scuso per il ritardo. Il suo lavoro in realtà mi ha interessato – come nel genere mi interessano le discipline e le nuove arti che nascono tra le contaminazioni: arti di confine perché nascono ai margini tra audio, video, pittorico e digitale; arti di inizio perché aprono nuovi modi di dire, associare immagini, suoni e pensiero.

Il gruppo di RIFL_esso è essenzialmente un gruppo musicale, in cui viene però associato il flusso narrativo e il racconto digitale per immagini.
La scelta di parlare sulle pagine del magazine di TK, nasce dall’esigenza di far parlare di arti visive da chi le vive e le riprogetta dal di fuori: da chi le prende e le ritrasforma per qualcosa di nuovo

Cominciamo con una domanda classica: come, da dove e perché vi siete formati…

Il gruppo che ha preso il nome RIFL_esso è formato da Francesco Calandrino, Luca Pagani (immagini) e Claudio Parodi (cheap electronics). Tutti e tre siamo musicisti dediti alla sperimentazione e tutti e tre - separatamente e prima di RIFL_esso - avevamo già collaborato insieme. Il progetto RIFL_esso è nato da molteplici scambi epistolari via email nel corso di inizio 2003 con la precisa intenzione di realizzare una performance multimediale tra quadri digitali e suono in presa diretta.
La nascita vera e propria del progetto risale alla partecipazione dei tre alla compilation "Frammenti: sonorità, in_tagli" pubblicata nel gennaio 2003 da Musica Moderna Records. La compilation è stata la prima in Italia a prendere in esame la plunderphonia (ovvero la (ri)composizione musicale mediante utilizzo di materiale audio altrui), una forma che ha avuto origine negli USA. In realtà era da tempo che eravamo in contatto, così io e Francesco abbiamo inziato a lavorare congiuntamente su immagini digitali scambiandoci files via email.
La durata di RIFL_esso è variabile, evidenziando due temi principali, la nascita e la morte, per questo i titoli di coda della performance compaiono casualmente anche a metà della stessa, per questo esiste una nostra diapositiva digitale che è animata dalla scritta in movimento "con un principio e una fine".

Parliamo di contaminazioni: termine usato, strausato al punto di essere sin obsoleto nonostante la sua breve nascita. Quali sviluppi e cosa vedi da queste nuove forme di espressione, di atteggiamento nei confronti delle cose e della loro rappresentazione?

La nostra attività principale rimane quella di musicisti, interessati all'interdisciplinarietà nelle forme d'arte, alla pratica dell'improvvisazione. Direi che questi sono i due pilastri che sostengono RIFL_esso. Ogni volta che realizziamo la performance l'aspetto improvvisativo è fondamentale. Io e Francesco interveniamo sulle immagini con diversi materiali (per lo più recuperati nello spazio stesso della performance) e con questi "giochiamo" sulle proiezioni, creando di volta in volta una storia diversa dalla precedente, un flusso narrativo libero (coerente e incoerente al tempo stesso)...
Parte delle immagini di RIFL_esso sono realizzate lavorando sulle fotografie scattate durante la performance precedente. Al Pescara Electronic Artists Meeting - vedendo/ascoltando RIFL_esso - qualcuno ha parlato di "matrioske". Altri mi hanno detto di essere stati ispirati a viaggiare attraverso le suggestioni audiovisive senza essere condizionati né conoscere l'aspetto concettuale della performance.
Probabilmente utilizzeremmo anche software specifici per "improvvisare in tempo reale" le immagini esattamente come fa Claudio per il sonoro della performance e così come facciamo io e Francesco intervenendo a mo' di ombre cinesi sulla proiezione con specchi, materiali riflettenti o semi-trasparenti. Il problema è che questi software non sono ancora così sviluppati da essere considerati soddisfacenti.
Credo comunque che anche quando questi programmi dovessero essere adatti per RIFL_esso, non ci accontenteremmo e non rinunceremmo alla naturalezza della gestualità...In realtà, RIFL_esso è un progetto "aperto", essendo liberi ed anzi interessati ad accogliere nuove personalità e forme d'arte all'interno della performance, danzatori, attori, altri musicisti, etc

Se ti chiedessi due definizioni brevi di interattivo e digitale e di come vengono interpretate dal vostro gruppo – mi risponderesti…

Per quanto riguarda il processo di interazione audio/video, non è regolato da sistemi elettronici, ma avviene come flusso comunicativo di scambio immediato di emozioni tra noi e condizionato da: sensibilità del momento, tempo e spazio della performance. Come è facile intuire, l'improvvisazione è un esercizio difficile e complesso, la sua pratica ha bisogno di continuo allenameto.
Digitale non è sinonimo di "innovativo". Anzi, sinceramente trovo poco di interessante nell'arte digitale contemporanea, mi sembra che sia ancora fatta troppo da scienziati piuttosto che da artisti. I risultati estetici spesso sono quelli che sono... Utilizziamo il digitale perché ci permette di mischiare immagini iconografiche tradizionali, fotografia, animazione, etc.

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