Magazine

Richard Journo a video@MIART

Autore: Federica Tammarazio
data: 18.03.2006

Guarda la galleria immagini



Alle porte dell’edizione 2006 di MiArt abbiamo rivolto quattro domande a Richard Journo, per comprendere meglio la direzione della sua ricerca artistica e la prospettiva in cui egli stesso si pone di fronte al video, in particolare in riferimento alle ultime produzioni e in occasione della sua presenza nello spazio video@Miart.

FT: La tua immagine è presente nei video Induced Happiness, System Error e AesthetikaGenetika; quindi tu parti da te stesso e ti comprendi nelle tue riflessioni, non ti metti fuori dal cerchio ad osservare la realtà?
RJ: Sono un artista digitale e un videomaker, e in questo modo provo ad esprimere un punto di vista su com’è il mondo oggi. Non credo che per me questo periodo sia fatto per stare dietro la videocamera, e acquisire porzioni di realtà in modo passivo. Che noi lo vogliamo o no, siamo parte attiva del medesimo meccanismo che sta cercando di avere oggi l’ultima parola su come il mondo sarà nel futuro, partendo da come viviamo il presente. Probabilmente in questo momento della mia vita la posizione dell’osservatore per me è un po’ troppo stretta. Mi piace porre domande, a volte provocatorie, a volte irriverenti, e so che facendo così forse rompo le regole del consumismo superficiale di oggi. Mi piace giocare con il paradosso.



FT: il centro della tua ricerca artistica è la constatazione che il percorso dell’uomo stia deviando dall’umano: secondo te l’ossessione della felicità, della bellezza, dell’immortalità tramite la scienza sono quindi tutte facce di una stessa società che in realtà è costruita sull’autolesionismo?  
RJ: credo che la società di oggi sia il prodotto di come l’umanità avesse guardato al futuro 30, 40 o 50 anni fa. La paura del futuro, la rivalità uomo-macchina, la ricerca della felicità fuori da se stessi sono il prodotto di una distorta visione del futuro. Il futuro è il prodotto di ciò che noi crediamo il futuro sarà, in considerazione del fatto che noi dobbiamo prenderci la responsabilità delle nostre proiezioni e visioni.
La felicità, la bellezza e l’immortalità non sono i classici campi della ricerca scientifica. Il potere e la religione in passato hanno dominato queste aree, e nella maggior parte dei casi hanno fallito in maniera spettacolare. Oggi la scienza ha invaso questi campi, dando risposte a domande senza risposta, sull’ignoto, basate su ipotesi, e occupando un nuovo ruolo nella società.
Partendo da questa riflessione, si sviluppa la linea portante del mio video “Neuro-Believe”: SE LA SCIENZA È LA NUOVA RELIGIONE, ARTE E SCIENZA SONO ARTI CONSACRATE?
Autolesionismo? Ti ricordi un’epoca nella storia in cui l’umanità non l’ha usato come uno strumento?



FT: A MiArt presenti tre video realizzati in digitale con Photoshop, Final Cut Pro e Image Ready CS: vuoi dirci qualcosa di più sulla tecnica di realizzazione?
RJ: molti artisti usano il video come uno strumento in un contesto puramente concettuale o come una forma d’arte collettiva realizzata da un team di persone, vivendo in molti casi aperta la paternità dell’opera.
Io uso questo media come una forma d’arte soggettiva, in poche parole faccio tutto da solo: scrittura, regia, produzione, realizzazione, direzione delle luci, parte attoriale, editing, gestione del suono e anche composizione delle musiche.
Le mie opere video sono una combinazione di immagini in movimento (che esprimono l’esperienza del tempo, il cambio di prospettiva, le azioni e le emozioni) e di immagini statiche (che sottolineano all’occasione un senso di definitiva conferma documentale della tradizione scientifica).
Photoshop e Image Ready sono due software che uso per lavorare sui fotogrammi animati o sulle immagini create in digitale. Final Cut pro è il software di editino che uso per assemblare tutti gli elementi video, grafici e audio. Dietro c’è sempre un grande ricerca e un preciso script (progetto) concettuale.



FT: dall’esterno come vedi la situazione della video arte in Italia?
RJ: anche se sono italiano, non mi posso considerare un video artista italiano, perchè la mia esperienza e il mio lavoro hanno le loro radici nei 17 anni che ho trascorso a Londra; tuttavia devo dire che da giugno 2005 mi sono trasferito a Roma, e a Trastevere, in Via del Moro,  ho da poco aperto il mio studio. La scelta di trasferirmi deriva da differenti ragioni: penso che la scena artistica italiana sia ricca di vibrazioni e che il senso di comunità degli artisti italiani renda l’intero quadro molto più interessante e competitivo, rispetto a città e realtà più importanti in cui gli artisti vivono la loro esperienza creativa in maniera isolata.




Scopri ARTKEY - il cartaceo bimestrale di TeKnemedia.net

Per abbonarvi Ad ARTKEY, cliccate qui!

Per abbonare la Vostra sede e distribuire la nostra rivista, cliccate qui!

Per ordinare gli arretrati di ARTKEY, cliccate qui!

|



Art Agenda

flash Italia

flash Estero

Ultime Interviste

Ultime Recensioni

fiere, biennali

Event - Paris Photo 2010
Fair - Artissima 2008
Fair - FIAC 2009
Fair - Frieze Art 2006
Event - Manifesta 2010
Event - Art Forum Berlin

Elenco fiere