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Andrea Dojmi
Venerdì 27 gennaio a Bologna, in anteprima assoluta per NETMAGE 06, Andrea Dojimi e Port Royal presentano Education and protection of our children #2
, un documentario-non documentario in forma di live sulla natura,
sull'esperienza religiosa, dove l'atmosfera oscilla lungo una serenità
inquieta e tragica. La parte musicale, progettata ad hoc da Port
Royal si intreccia, tradisce ed amplia costantemente, con
suggestioni magiche e cinematiche, il mondo visivo di Andrea Dojmi.
Ho intervistato proprio quest'ultimo, che secondo una consolidata
tradizione per Netmage, è stato anche incaricato di creare l'immagine
coordinata del festival.
LB: pensi che i nuovi media possano permetterci di recuperare uno sguardo innocente e curioso come quello dell'infanzia?
AD: i nuovi media possono essere un ulteriore sistema per “radiografare
il reale”, per recuperare quello che io chiamo il “difetto”. Il difetto
è originato dalla sovrapposizione tra la realtà e il sensibile; quando
questa sorta di eclissi viene a mancare, si ha il difetto, una
rivelazione, na visione meno filtrata, più immediata e pura.
Le immagini dei “miei” bambini, sono assolutamente instabili e ambigue.
Il fuoco sta proprio nell’instabilità che affiora e si cela in queste
immagini. Non vedo nell’infanzia un recupero di uno sguardo ingenuo
rispetto all’età adulta, né una speciale capacità di emozionarsi che
nel mondo adulto non c’è, non sono due condizioni da paragonare,
semplicemente li ritengo due “spazi” diversi e separati.
La condizione infantile semplicemente non si chiede il motivo del mondo
circostante, ma lo guarda e lo assimila senza traduzione alcuna. Non si
tratta di una mancanza di strumenti analiticim ma l’esatto opposto, la
totale non-esigenza di spiegazione, la percezione allo stato puro. Per
questo non definisco “innocente” la visione infantile, a meno che
venga associata a qualcosa di ambiguo, magico, misterioso.
La mia infanzia era spesso un incubo in piena luce, questa è l’innocenza di cui parlo…

LB: la velocità è stato uno dei
concetti cardine della riflessione sui nuovi media, pensi che
ora possa essere il momento della lentezza, della sospensione,
della riflessione?
AD: credo di si, ho comunque sempre e solo dato la mia attenzione ai
contenuti nella mia ricerca visiva, considerando i mezzi utilizzati per
un progetto soltanto dei mezzi, appunto.
Da piccolo avevo i pennarelli, le tempere, la carta, i LEGO,
poi lo Spectrum e il commodore 64, adesso ho i pennarelli
colorati, le tempere, la carta e il laptop. Sicuramente i cambiamenti
tecnologici, la velocità dei nuovi processori, i programmi di editing,
post produzione e gestione live, hanno creato un cambiamento nel
lavoro, nell’arte, nel video, nell’home recording musicale e questo in
parte ha influito anche in un cambiamento visivo e sonoro, a
volte condizionando o sostituendo i contenuti.
Mio fratello ed io, da bambini, eravamo soliti produrre una serie
di mini documentari naturalistici, curando la musica, le
animazioni a passo uno, l’over-voice, tutto assolutamente in maniera
analogica, empirica e tutto naturalmente poco funzionante, difettoso,
pauroso, instabile. Esattamente come era la realtà che intendevamo
riprodurre. Anche per questo non abuso dei nuovi mezzi multimediali
oggi disponibili, uso ciò di cui ho bisogno.
Nel mio “Education and protection of our children #2”
,ho cercato il più possibile di creare il montaggio direttamente al
momento della ripresa, riducendo al minimo il montaggio n on lineare,
anche per questo ho utilizzato il super8. In questo lavoro mi sono
tenuto davvero lontano da un utilizzo particolare dei nuovi
media, lontano da ogni tipo di velocità, segnando in parte la direzione
della mia prossima ricerca. Anche i port-royal, con i quali collaboro,
rappresentano un equilibrio raro e naturale tra la gestione elettronica
e la musica suonata, con un utilizzo mirato ed essenziale delle nuove
tecnologie di sintesi ed editing del suono.

LB: su quali idee hai lavorato per la
realizzazione dell'immagine coordinata di NETMAGE06? come pensi
che debba essere comunicato e presentato un festival di arti digitali?
AD: l’immagine coordinata del Netmage 06 è una derivazione della
ricerca già iniziata con AIMREADY(www.aimready.com), progetto edito da
Booth-Clibborn nella primavera del 2005 e portata avanti in “Education
and protection of our children #2”, il lavoro video che presento in
occasione del Netmage.
Non ho trattato l’immagine del festival come un lavoro di natura
grafica, non sono partito da un’idea, ma ho inteso il lavoro come un
naturale adattamento della mia ultima ricerca come artista visivo;
l’immagine del festival si ritrova nel video “Education and
protection…”.
Credo che un festival di arti digitali come il Netmage sia una
situazione ideale anche per questo tipo di esperimenti. Mi piace vedere
i misteriosi e paurosi animaletti mutanti a testimoniare il Netmage06.
“Da bambini filmammo dei bruchi verdi ,incredibili, passavano il giorno intero a divorare foglie, in piena luce.
Era durante una lunghissima assenza di mamma. 2 settimane interminabili.
Quando torno’ aveva la pelle
chiarissima a causa degli antibiotici, era davvero bella, era
trasparente, mi parlava ma non potevo sentire il suono delle parole,
molto simile ad una proiezione. Credo fosse la troppa luce del sole a
bruciare quell’immagine e a toglierle il suono.
Io ero tutto intento a sperimentare
incroci di pollini e contare aghi di pino in un angolo in luce del
terrazzo. Quelle piccole maioliche blue-lucide mi hanno perseguitato
per il resto della mia vita. Anche l’odore degli oleandri”. Sono ancora
li’ che mi muovo lentamente, senza suoni. Anche adesso che le
mattonelle sono state divelte. Continuo a guardarmi dal di fuori”.
Andrea Dojmi
>>>
www.netmage.it/program/educationandprotecion
www.aimready.com
www.port-royal.it
www.booth-clibborn.com
www.teknemedia.net/TERRITORIALE
www.teknemedia.net/1234567890
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