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GIULIO PAOLINI: PIÙ CHE UN ARTISTA UN FISICO QUANTISTICO
Data: 05.05.2016

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Interessante mostra, Expositio, del maestro Giulio Paolini in corso fino al 22 agosto 2016, si è inaugurata nel magico scrigno della Casa-Museo Poldi Pezzoli, in via Manzoni, a Milano.

In uno splendido contesto di capolavori del 400 – 500, tra quadri leonardeschi e di altri geni, sculture, ceramiche, gioielli voluti da Giangiacomo Poldi Pezzoli e arrivati fino ad oggi intatti, il delicato e sofisticato artista contemporaneo, elabora una serie di lavori appositamente concepiti che agiscono con il museo e la tradizione di opere antiche li custodite, rientrando nella felice intuizione della direttrice Annalisa Zanni di far dialogare l’antico con l’arte contemporanea.

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Al piano terra si ammirano 23 Collages su carta che raccolgono ritagli di antichità, epifanie, dettagli di opere del museo come in Ritratto di dama di Piero del Pollaiolo o ritratti siderali e celesti nella Pietà di Giovanni Bellini.
Poi un’imponente installazione di quattro calchi in gesso della Venere di Fidia, corredata di specchi e posta su quattro alte basi, suggello dell’atto espositivo.
Essa osa ridefinire il discorso prospettico esplorato da Brunelleschi o Piero della Francesca e lo ridisegna in un’orbita contemporanea che non elude l’osservatore, il fruitore, l’opera d’arte e tantomeno il suo creatore. In una tridimensionalità spazio-temporale, assimilabile a un meteorite artistico, lo sguardo volge in alto, verso il sublime.
Già Paolini, artista concettuale, è legato da sempre nei suoi lavori con la tradizione e la storia dell’arte classica, oltre che ai fotoni e all’energia che ne sprigiona e ci modifica osservando. Copie dall’antico, reperti archeologici, tracce architettoniche: tali immagini rappresentano il patrimonio iconografico con cui l’artista si confronta, qui più che mai.

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Giulio Paolini, Imago Pietatis

Al primo piano, nel salone Dorato, l’opera “Tre per tre (ognuno è l’altro o nessuno)” tre sculture  osservano e sono osservate dai capolavori di Bellini, Mantegna, Botticelli. Tre calchi in gesso, di tre figure maschili, tratte da uno studio di figura di Jean-Simeon Chardin, costituiscono la trinità dell’arte amata da Paolini che rende Poldi Pezzoli ancor più fiero della stessa bellezza ed estetica che egli ha saputo creare e che si vede fieramente, ostinatamente mantenuta qui, a dispetto del brutto che avanza ovunque.









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