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EL CIUDADANO ILUSTRE di Gastón Duprat, Mariano Cohn
Data: 04.09.2016

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La cultura… ciò che fa sì che l’uomo non sia solo un incidente nell’universo.
André Malraux

Chissà dove Gastón Duprat e Mariano Cohn, i due registi di EL CIUDADANO ILUSTRE, avranno trovato o a chi avranno commissionato le opere d’arte più brutte al mondo, una decina di quadri raccolti per un concorso paesano della città di Salas, a 754 km da Buenos Aires in Argentina, in cui è chiamato a giudicare Daniel Mantovani, uno scrittore di fama internazionale, intellettuale senza peli sulla lingua, premio Nobel, assente dalla propria città natale da 40 anni e invitato per ritirare la medaglia come cittadino onorario.

Esseri nati a Salas è controproducente perché è un palindromo. La parola può essere infatti letta in due sensi e, avere due direzioni percorribili. Come tale, questo luogo natio di un premio Nobel della letteratura argentina, negato persino a Borges, mirabilmente interpretato da Oscar Martínez, rivela due anime.

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Una apparente di stima e celebrazione verso un artista mondiale. E una seconda direzione inversa, fatta di astio, invidia, emozioni represse e di rabbia trattenuta verso lo scrittore che ha avuto il coraggio di lasciare un buco con il nulla incluso. Ciò fornisce anche anche ansia.

La doppia direzione nella scrittura del film è geniale. Da un lato, il significato di arte, la difficoltà di interpretarla, viverla e farla. Dall’altro la grettezza, la poca umiltà di chi ha raggiunto la fama e non la sa o vuole condividere.

Altro sdoppiamento, la mancanza totale di cultura e di consapevolezza del paese di origine e delle persone che lo abitano, e dall’altro la potenza di idee e intelligenza del protagonista.

Tutto ciò da origine a un chiasmo interessantissimo, anch’esso scisso tra totale comicità del provincialismo, inanellato da mancanza di gusto volutamente scelta sia nella grafica del film che nell’espressione artistica del paesino, e dall’altro a riflessioni profonde sul sistema creativo che sfociano nel dramma.

Insomma una tragicomicità ineluttabile, la stessa che tange oggi politici, sindaci, artisti, finti intellettuali e tutti coloro che ignari di cosa sia, si vogliono occupare di cultura. Meglio se con la O. 





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