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Intervista a Mutaforma
Autore: Luca Barbeni
Data: 03.03.2006

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Mutaforma è costituito da Evilia Di Lonardo e Daniele Tito, che hanno creato assieme diversi lavori partendo da una voglia di sperimentazione nell'ambito dai linguaggi visivi, dell'analisi sonora, del multimedia. Mutaforma partendo dalle qualità isomorfiche dei bit, sia che siano immagini che suoni, ha concentrato la sua produzione sui continui cambiamenti della nostra percezione audiovisuale. L'ultimo progetto da loro realizzato, Collective Intelligence, presentato anche al Piemonte Share Festival 06, prevede la condivisione di audio e video disponibili in rete, la rielaborazione e la successiva condivisione dei nuovi video realizzati secondo la logica del copyleft. Ne parliamo con i due ideatori, anche del loro approccio glocale, che gli permette di agire globalmente vivendo gli ambienti locali come 'nicchie di rigenerazione mentale e fisica'.



LB: come vi trovate ad essere uno dei pochi gruppi di arte digitale della Basilicata? La scelta di operare soprattutto in rete nasce anche da una contingente lontananza dai principali centri di produzione di cultura in Italia?
ED: la Basilicata  è la nostra grande scommessa, sempre sull’orlo del ripensamento. In Lucania esistono realtà fortemente propositive ed attive, ma spesso scollegate tra loro. Spesso ci si imbatte nelle lobby che difficilmente danno spazio alla vera espressione artistica o alle nuove tendenze. In questo senso non operiamo legati al territorio ed alle sue dinamiche; la nostra regione é solo la parte di un tutto più vasto che cerchiamo di conoscere e comprendere. Il luogo diviene una casualità o una scelta a seconda delle stagioni. Perciò il nostro spirito é "glocale" in cui il luogo, con le sue specificità contestuali, diventa parte della globalizzazione anche del pensiero.
Il luogo è quello che siamo e pensiamo, ma non è più la costrizione perimetrale di una volta. Ora i pensieri ed i progetti viaggiano veloci in tutto il mondo, riscrivendo i vecchi concetti spazio-temporali.
Le tradizioni ed il paesaggio sono le nostre nicchie di rigenerazione mentale e fisica. La Lucania, raccontata dalle pietre, dalla terra e dai nostri amati boschi, con le sue contraddizioni, i suoi pregi e difetti è la nostra madre Terra che ci accoglie, ma che ci mette comunque davanti a difficoltà altrove impercettibili.

La nostra scelta di operare soprattutto in rete é stata certo alimentata dalla nostra "emarginazione" territoriale, ma fondamentale, più che altro, é il valore che noi diamo alla rete ed alla tecnologia. La filosofia di piena libertà espressa dal web é per noi l'unica vera idea innovativa degli ultimi vent'anni del mondo occidentale, nel campo delle relazioni e approccio al sociale.
La rete é anche comunità e democraticità condivisa, slegata da tutte le logiche commerciali che animano in qualche modo l'arte. E' un underground che finalmente diventa estremamente visibile nel suo habitat naturale che é il sistema binario.

LB: come è nato il progetto 'Collective Intelligence' che verrà presentato al Piemonte Share Festival ?
ED: il Progetto Collective Intelligence é come ogni idea: un guizzo veloce che un pò per gioco prende sostanza. Volevamo utilizzare appieno le possibilità offerte dalla rete ed allora, dopo aver costruito il regolamento e le linee base, abbiamo lanciato nel web l'invito, a chiunque lo volesse, ad unirsi a noi con la speranza che qualcuno raccogliesse il messaggio. In molti hanno risposto, ma abbiamo dovuto scegliere chi aveva davvero capito il nostro intento e comprendeva che il progetto non era fine a sè stesso, ma aveva bisogno del contributo e dell'impegno di ciascun partecipante. Inoltre non avremmo potuto gestire una grande mole di dati.
La fonte d'ispirazione é stata il libro "Intelligenza Collettiva" di Pierre Levy dove egli sottolinea l'importanza del digitale nell'amplificazione delle proprie competenze in rapporto anche alla condivisione delle stesse con persone geograficamente lontane.
Il progetto si basa su questa idea di comunità autodeterminatasi, di collettività e soggettività. Ognuno dei partecipanti ha ricercato in rete files audio e video che ha messo a disposizione di tutti per la realizzazione di un video ex novo realizzato da ciascun artista. Il risultato sono 9 video finali che esprimono la soggettività dell'autore, ma anche lo sforzo comune della ricerca.
I video finali sono stati realizzati in base al tema "Uomo & Macchina" e sono anch'essi liberamente scaricabili per essere manipolati a loro volta. Il progetto infatti é stato prodotto con una licenza Creative Commons, che attesta sia la libertà dell'idea di fondo, ma anche la possibilità di un continuo mutamento rigenerante.

LB: potreste commentare questa vostra frase 'Il nuovo artista è l'hacker degli elementi disponibili sulla rete'?
ED: grazie al digitale ogni dato é riproducibile, rielaborabile, accessibile. Internet ci permette di raccogliere elementi pronti per la riutilizzazione e la trasformazione in nuove performances artistiche. "L'hacker degli elementi disponibili sulla rete" é la nostra idea che non esiste un artista isolato dal mondo ed ispirato solo dalla Musa. Ognuno rielabora influssi, ispirazioni e visioni che negli anni sono diventati bagaglio emozionale. Il nuovo artista non si limita alla fruizione passiva, ma recupera, viola regole e propone nuove possibilità, condividendole liberamente, per dare l'opportunità che il ciclo della trasformazione sia continuo...........

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www.mutaforma.com
www.mutaforma.com/collective/index.htm