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Le opere sinestetiche di Golan Levin
Autore: Simona Lodi
Data: 30.11.2006

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Golan Levin è un artista e compositore interessato allo sviluppo di strumenti che permettano di esplorare sinesteticamente l'espressione audiovisiva. Ha ricevuto il Premio di Merito al Prix Ars Electronica 2000 per il suo software interattivo AVES e la performance audiovisiva ad esso abbinata, Scribble. Tra le altre sue famose performance audiovisuali ricordo Dialtones: a telesinphony, dove tutti isuoni sono generati e composti tramite i telefonini del pubblico, e Messa di Voce, dove alcuni cantanti interagiscono a livello vocale con un software che crea delle immagini in sinestesia con il canto.
Ribattezzato da El Pais come "una delle figure più brillanti nell'arte audiovisiva contemporanea", le opere di Levin sono state esposte in Europa, America e Asia. Golan Levin di recente è passato in Italia presso la Mediateca di Santa Teresa in occasione degli incontri “Meet the media guru” organizzati da Maria Grazia Mattei.
Simona lodi lo ha intervistato per TeKnemedia.



SL: ho visto la tua performance presso la Mediateca di Santa Teresa e volevo subito chiederti se ti senti come un “guru”? Che cosa significa essere un “media guru”?
GL: Non mi sento affatto come un guru, penso che il titolo sia un po' elementare, per dei principianti; sono solo un artista nel pieno della carriera. Sono almeno dieci anni che lavoro in questo ambito e penso che difficilmente possa essere una qualifica adatta per essere definito un “guru”. Conosco anche persone che ricercano e producono opere nell'ambito dell'arte elettronica da molto tempo più di me, ad esempio Toshio Iwai, che sicuramente si merita il titolo più di me .

SL: ti senti maggiormente uno sperimentatore tecnico o un'artista? In quali situazioni ti cali in un ruolo o nell'altro?
GL: sono un'artista. Utilizzo le tecnologie digitali , e ciò significa che devo fare degli esperimenti in modo da trovare il sistema migliore per esprimere le mie idee. Molte volte il mio lavoro è costituito da una ricerca rivolta verso la scoperta di tecnologie completamente nuove. Da questo punto di vista svolgo anche una ricerca scientifica e tecnologica, ma al servizio di un concetto artistico.



SL: su che cosa stai lavorando in questo momento? Ci puoi raccontare qualcosa riguardo ai tuoi piani futuri?
GL: Al momento sto lavorando su  un progetto che si basa sul riconoscimento delle espressioni facciali e sul movimento degli occhi delle persone che lo stanno guardando.

SL: pensi che l'arte abbia un ruolo importante nel guidare lo sviluppo sociale nell'era della conoscenza?
GL: la computazione sicuramente influenza la cultura in molti modi oggigiorno. Il mio lavoro intende mostrare sistemi alternativi nell'utilizzo dei computer, verso fini meno utilitaristici e più creativi. Non penso che l'arte abbia un ruolo così importante per lo sviluppo sociale, ma ciò non significa che dobbiamo smettere di crederci.

SL: che cosa significano per te creatività e innovazione in un contesto artistico?
GL: non sono ancora giunto a nessuna conclusione su che cosa possa essere veramente considerato innovativo, sicuramente posso dire che ogni progetto artistico ha una certa influenza e può diventare un precursore. Inoltre bisogna dire che ci sono molte idee che pur facendo parte di un contesto storico precedente possono essere implementate all'interno di un nuovo contesto tecnologico. A me piace che gli avanzamenti in un determinato linguaggio artistico vengano fatti appoggiandosi su idee e tecniche del passato interpretate alla luce del nuovo contesto produttivo e distributivo.

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