ArtKey Magazine | ArticoloFederico Lombardo alla Vulcano Contemporary Art
Autore: Davide Auricchio
Data: 01.03.2007
Vai all'evento: Federico Lombardo - The reflecting skin Vai alla sede: Vulcano Arte Gli artisti correlati: Federico Lombardo Vulcano contemporary art Federico Lombardo. The reflecting skin ![]() Dopo un lungo peregrinare tra nord-Italia, Germania e Stati Uniti, Federico Lombardo ritorna ai luoghi di origine con una personale suggestiva e ricca di novità. L’artista napoletano infatti ha appena inaugurato una grande mostra dislocata in due spazi, il Castello sede del Comune di Caivano e la vicinissima galleria Vulcano cotemporary art, vero deus ex-machina dell’evento e ormai punto di riferimento culturale dell’hinterland partenopeo. Curata da Lorenzo Canova, supportata da un pregevole quanto esaustivo catalogo, questa personale segnala un ritrovato interesse da parte delle istituzioni per la cultura e più nello specifico per l’arte contemporanea, a conferma di quel concetto che l’odierna antropologia culturale ama definire “centro itinerante”. ![]() Volendo entrare nel merito delle opere, la parola chiave di Federico Lombardo è “corpo” nella sua accezione più carnale e più metafisica del termine, giacché tutta la sua opera sembra snodarsi su questa polarità insondabile dove il confine è sempre sfuggente. Una sequela di volti ci guardano con una fissità tra incanto e alienazione, dei corpi pressocché acefali si mostrano glabri e candidi come delle sculture classiche, altre volte si uniscono con leggerezza o si contraggono appena. Assistiamo a tutte le possibili declinazioni della corporeità quasi a svelare oscuri quanto pregnanti risvolti psicologici; una mappa complessa che definisce il corpo come “limite” tra io e altro, tra esterno e interno e perché no, tra visibile e invisibile, tra microcosmo e macrocosmo. Forse, proprio qui più che altrove rintracciamo quella attitudine alla figurazione tutta mediterranea e per così dire “magno-greca”, alla rappresentazione del corpo come simbolo o se si vuole come epifenomeno. Non ha caso qualcuno in proposito ha parlato di “radice plastica della divinità mediterranea” o di “genius loci”, a voler sottolineare l’ambivalenza simbolica del corpo, il suo essere presenza e il suo costante rimandare ad altro. ![]() Ebbene, nell’opera di Federico Lombardo questa tensione è costante e perfettamente percettibile, siamo ben lontani dal mero specchiamento nel reale, dal concetto del corpo in quanto mera fisicità, piuttosto la suggestione di queste figure consiste nella loro forza evocativa. Un’indagine figurativamente puntuale e meticolosa volta al tentativo sempre sfuggente di cogliere quel quid, per dirla con la filosofia quel “principium individuationis” che fa di ciascuno di noi ciò che è. |
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