ArsKey Magazine | Articolo


William Vecchietti
Autore: ArsKey
Data: 06.05.2004



Gli artisti correlati: William Vecchietti


Ti sei occupato di fotografia, teatro, danza, video e pittura. Quanto è importante secondo te per un artista esprimersi con diversi mezzi e sperimentare sempre nuove forme di comunicazione?

Credo che un’artista sia una persona sempre alla ricerca di qualsiasi mezzo di comunicazione, io non mi fermo mai!
Lavoro contemporaneamente a diverse opere, pittoriche, digitali, musicali ecc.
Non riesco a pensare che il mio modo di esprimermi possa fermarsi solo ad un mezzo, ad esempio la pittura, certo io creo immagini, sogni, ma i mezzi per me sono infiniti, disegno con la sabbia e coloro con i fiori, uso il computer, la foto, ogni mezzo esistente, e la ricerca è continua, altrimenti come potrei comunicare i messaggi delle mie opere a tutti.

Come disse Max Ernst:
“un Artista che si è trovato è un ‘Artista gia morto!”

Questo penso sia un messaggio intelligente per ogni Artista.

Nei tuoi ultimi lavori, “My New Art Love”, hai unito la fotografia, alla pittura, alla rielaborazione d’immagini con il computer. Ci vuoi raccontare il ruolo e l’importanza che ha il computer nei tuoi lavori?

Il computer per me è un mezzo per lavorare un’immagine, come tutti gli altri mezzi, credo che la migliore spiegazione del mio lavoro con il computer sia questo testo scritto qualche anno fa, 1999, che spiega come e perché sono arrivato ad usare anche il computer:

Uso come pennelli di gran qualità ogni piccolo effetto che il computer mi da’. Una magnifica tavolozza, ricca, direi infinita. Una taglia e cuci!? Il tutto è usato come mezzo, come una bomboletta argento, come delle piume, dei colori acrilici, matite, gomme, pennarelli, pigmenti indiani; Il tutto è usare il computer come un qualsiasi altro mezzo per dipingere, e creare alla fine un’Opera, della quale la tecnica è infinita da elencare. Nell’ultimo periodo uso questo mezzo per dare vita a delle creature, che raggiunta un’altra dimensione, sfogano senza tabù tutta la loro bellezza/bruttezza. Esseri contemporaneamente del passato e del futuro. Senza né tempo né patria, tranne quella del loro cuore, “interno”, che cerco di tirare fuori tramite le mie emozioni/passioni. Parto comunemente da una fototessera (neutra e senza pretensione d’essere foto) di persone che mi stanno dentro al cuore. La guardo e vedo la persona che per una ragione o no, amo! La guardo dentro e comincio con i miei tratti, a farla uscire dal corpo, da questa dimensione, e la trasformo piano piano verso la mia (dimensione). Cerco di mantenere nell’opera queste persone, ma non esteticamente, piuttosto sensibilmente, restano loro; Quello che io vedo e provo per loro. Ogni tanto li chiamo “ritratti”, ma non lo sono, tanto che solo chi li conosce veramente, li riconosce nelle mie opere, li chiamerei forse “interitratti”, oppure sarebbe meglio chiamarli come sempre li ho chiamati dall’inizio: “MY NEW ART LOVE” Credo che corrisponda esattamente alla sensazione che provo quando guardo le mie Opere, e vedo tutti i miei amici, parenti, amanti e conoscenze, che mi danno brividi d’amore. Quando ho finito di lavorare al computer, un file, un’Opera, la porto su tela di grandi dimensioni (tramite una stampa con plotter) e cerco di trasportare/trasformare un’Opera digitale in un’Opera pittorica, riprendo pennelli, colori, e altri centinaia di materiali, mi metto a lavorare su questa tela per rendere l’Opera completa di tutto ciò che io posso darle, con le mie potenzialità e i miei mezzi.
Continuo con “MY NEW ART LOVE” a dare i miei messaggi di amoreliberta’passatofuturo attraverso quelle persone che segnano la mia vita e la costruiscono come io la loro, cercando di non essere solamente diretto agli interessati, ma che continui ad essere un linguaggio universale, come sempre ho cercato di dare. Credo e continuerò per sempre a credere che l’Amore Cosmico sia l’arma più potente che abbiamo per distruggere ogni ingiustizia di questo pianeta.


Quando hai lavorato con il Gai per la prima volta? In quale occasione? Da allora hai più partecipato alle iniziative del Gai in Ancona?
Il circuito giovani artisti l’ho visto veramente nascere, ormai diversi anni fa, in realtà anche prima che ci fosse questo progetto del GAI, lavoravo già con le persone che lo compongono ora qui ad Ancona.
Devo dire che più che ad Ancona ho partecipato ultimamente a iniziative del GAI fuori Ancona, la più interessante che ho fatto è stata quella a UDINE nel 2000 “Ciberinterazioni”creatività giovanile e nuove tecnologie di comunicazione.
Trovo interessante il collegamento di diverse città italiane con il GAI, ad Ancona le iniziative sono ancora pochissime, e le possibilità per gli artisti anche meno.
Io cerco comunque di partecipare sempre a tutte le iniziative del GAI di Ancona il mio rapporto con loro è sempre stato interessante, anche perché ammiro il lavoro che svolgono, prima di loro ad Ancona non potevi neanche sentirti un Artista.

Per quanto riguarda le possibilità offerte, credo che come tutte le altre collaborazioni che ho avuto, ogni mostra , ogni performance ecc, siano come dei mattoni che costruiscono la mia vita e il mio lavoro, non posso dire di aver avuto direttamente dei vantaggi lavorativi, ma sicuramente con il circuito Gai ho partecipato a mostre interessanti, ed ho conosciuto persone, artisti ed altro che poi mi hanno portato ad altre situazioni interessanti.

Sono soddisfatto della collaborazione con il GAI, non so se loro possono fare più di quello che fanno ad Ancona, questa è una città dove l’arte contemporanea è l’ultima ruota del carro! Le gallerie d’arte sono ridicole, e le mostre proposte dalla città di solito non hanno senso tranne qualcuna, il GAI cerca di fare qualcosa , ma poi tutto dipende dal potere politico del momento e dalle simpatie di chi è al potere, pur sapendo che questa città ha formato grandissimi artisti contemporanei, Ancona non è sicuramente una città d’arte… pur avendo spazi meravigliosi per creare addirittura festival d’arte contemporanea , come la Mole Vanvitelliana.

Negli ultimi dieci anni ti sei diviso tra Parigi e Ancona. Come hai vissuto la condizione di giovane artista in Francia? Hai trovato maggiori opportunità rispetto all’Italia?

Direi che la situazione tra Francia e Italia è veramente diversa, diciamo che in Francia la cultura e l’arte sono al primo posto in una scala da 1 a 100,
In Italia io la metterei al 99° posto.
In Francia alle elementari i bambini conoscono Picasso e Warhol, in Italia per arrivare a studiare Picasso dobbiamo pensare all’accademia di belle arti, giusto? Insomma l’approccio è completamente diverso, e quindi anche le opportunità, io in qualche anno a Parigi avevo già due gallerie dove esponevo in permanenza, sono tuttora invitato ad ogni inaugurazione al Centre Pompidou, ho fatto diverse mostre importanti con artisti internazionali, ed ero considerato artista e rispettato da tutti come tale all’età di 22 anni, in Italia sono riuscito a farmi scrivere Artista nella carta d’identità solo 3 anni fa, ora a 35 anni non sono ancora sicuro di essere considerato artista, eppure sono 15 anni che lavoro e espongo i miei lavori.
Credo che le opportunità non siano neanche da paragonare.





© ArsValue srl - P.I. 01252700057