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Svjetlan Junakovic, Pan - Palazzo delle Arti, Napoli
Autore: Marina Guida
Data: 31.03.2008

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Vai all'evento: Il Circo Volante di Svjetlan Junakovic

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Tutti i linguaggi della creatività, messi in gioco. Al Pan approda Svjetlan Junakovic (Zagabria 1961), trasferitosi momentaneamente a Milano, dove nel 1985 ha ottenuto il diploma in scultura all’accademia di Brera. La mostra propone circa 130 opere in tre sezioni, pitture e sculture, disegni e bozzetti, illustrazioni. Il circo ludico e visionario di quest’artista Croato è popolato da personaggi lievi e diafani persi in atmosfere sognanti, compiono azioni quotidiane, come mangiare, camminare, conversare, oppure immaginarie, come volare. Nella prima sezione dedicata alle pitture e sculture, si incontrano i suoi soggetti. Omini, oggetti e animali, interagiscono sulla superficie scabra delle tavole, inondate e invase dal colore bianco, ottenuto per ampie campiture e sottili velature, dalle quali affiorano come dalle nebbie di un sogno da poco terminato ed ancora non del tutto dimenticato, i protagonisti delle sue visioni. Il tratto è discontinuo, imperfetto, quasi tremante, sapientemente infantile, ricorda quello di Cy Twombly. Come l’artista Americano, mescola imperfezione grafica e solida abilità compositiva. Inserisce all’interno della narrazione visiva, lettere, numeri, parole apparentemente sconnesse, come in“ Strictly Commercial”, omaggio a Frank Zappa suo musicista preferito. Aggredisce la levigatezza della superficie dipinta, con graffi , buchi, sovrascritture. Guarda alla tecnica cubista del collage nell’inserzione di materiali extrapittorici, quali ritagli di giornali, pezzi di carta incollati, e successivamente incorporati al testo iconico attraverso la pittura o il disegno a matita. Matissiano è il suo “Mondo piatto con danzatrice” rappresentazione di una giocosa e liberatoria danza femminea sugli intricati ed enigmatici affanni e accadimenti del mondo. Il suo universo pittorico è un canto primordiale, nel quale i personaggi sono spogli da convenzioni, “messi a nudo”, giocosi e liberi esibiscono la loro nudità in una spazio antiprospettico e quindi per questo, infinito, incontaminato e silente. Predilige la pittura, perché questa gli da la possibilità di sperimentare liberamente soggetti e forme compositive, spiega , anche se il suo percorso muove dalla scultura. “I miei disegni sono come dei diari, sono spontanei. Anche i bozzetti preparatori, che servono poi per la realizzazione di un'altra opera, in se sono autonomi”. Spiega l’artista introducendo la sezione dedicata ai disegni. Nascono all’improvviso, nei momenti più imprevisti, durante una serata a tavola con amici, o nei momenti di silenzio assoluto e solitudine vissuti nel suo “incasinato” studio. “Cosa farai da grande? Per te niente è serio, tu prendi sempre in giro tutto e tutti” gli ripeteva preoccupato suo padre da bambino,”Ho fatto dell’ironia il mio mestiere”, questa la sua visione del mondo.
Un mondo alla rovescia, nel quale gli animali parlano, e danno lezioni di morale agli stolti e fragili uomini, un mondo nel quale i bambini sono protagonisti assoluti, saggi e ribelli, indicano la via per essere felici, educano, attraverso la deflagrazione di tutte le inutili sovrastrutture, gli adulti, insegnano che “L’essenziale è invisibile agli occhi”come diceva Saint-Exupery, insegnano che tutte le forme di vita e non vita dell’universo sono intimamente legate da rapporti complessi in parte latenti ed in parte evidenti. Libero, spregiudicato, per natura, spesso entra in conflitto con gli editori, che cercano di imporre le loro direttive e volontà, ma poi dopo estenuanti giochi di forza si arrendono, consapevoli del fatto che non si può imbrigliare un “Monello”. Da bravo illustratore di libri per l’infanzia, cerca sempre di carpire il punto di vista del bambino, come nella serie “Ritratti Famosi di Comuni Animali ” nella quale, ad esempio Federico da Montefeltro di Piero della Francesca diventa un pinguino. Irride la sacralità dell’arte ed i suoi codici. Ironico ed irriverente, con giocosità anarchica, sorprendente e liberatoria, Svjetlan Junakovic ci consegna il suo “Circo Volante”. Venghino signori venghino, lo spettacolo è appena cominciato..






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