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Franko B / Zhang Huan, Deposizione e Posizione, Galleria Pack (Milano)
Data: 23.04.2008

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Franko B. – I Miss You – Tate Modern, London – 2003/2007 – lambda print – 180x125 cm

Body Art estrema alla Hermann Nitsch: come non pensarci quando si è davanti ai lavori rituali intrisi di sangue di Franko B.? Le performance dell’artista milanese di nascita, ma londinese di adozione, sono messe in dialogo alla Galleria Pack con quelle di Zhang Huan, che contengono la medesima potenza spirituale, svolte con una calma ed una compostezza che fanno emergere in modo ancora più incisivo la forza dell’azione performativa di cui il centro è il proprio corpo. Li differenzia il messaggio: se le azioni di Zhang Huan veicolano idee socio-politiche, quelle di Franko B. sono più intime, personali.
Due performers di cui è diverso anche il modo di operare. Zhang Huan prevede fin dall’inizio l’uso del mezzo fotografico quale registrazione dei singoli momenti costituenti l’azione performativa, avendo come obiettivo il prodotto da commercializzare; Franko B., al contrario, sembra volersi discostare da questa finalità (arrivando poi, però, al medesimo risultato). Le fotografie esposte alla Galleria Pack sono state infatti selezionate dalla curatrice della mostra – Francesca Alfano Miglietti – insieme ad artista e gallerista tra gli scatti di alcuni fotografi presenti allo svolgimento delle performance. Chi ha assistito personalmente all’azione svoltasi a Bruxelles (replica di quella della Tate) racconta di “uno spazio con 400 persone, in cui si sentiva l’odore del sangue e le gocce che cadevano come martellate, sentendo un fortissimo senso di pietà di fronte al dolore vissuto e messo in scena dall’artista”.

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Franko B. – Don’t Leave Me This Way – London – 2006/2007 – lambda print – 180x240 cm

Nei sette lavori di Franko B. esposti alla Galleria Pack emerge tutta la sua poetica, in un percorso performativo di indubbia potenza, dove l’artista mette in scena il tema dell’agnello sacrificale, con cui si identifica. E’ invece il pubblico ad essere messo a disagio in Don’t live me this way che, durante la performance, era avvolto da una musica indù dal volume assordante e costretto al buio per circa 8 minuti prima che affiorasse l’immagine di Franko B., immobile su di una sedia, illuminato da una luce retrostante, per poi tornare al buio totale lasciando la sua immagine ben impressa sulla retina degli astanti.
Con Zhang Huan il sangue non scorre più. Ma non per questo la forza delle sue performance è inferiore a quella di Franko B (basti ricordare che la mostra prevista per fine febbraio al Shanghai Art Museum è stata annullata dalle autorità cittadine a causa di alcune opere giudicate troppo radicali – da “Il Giornale dell’Arte”, aprile 2008).

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Zhang Huan – My Rome (Hang Bubble) – 2005 – color print – immagine: 101,5x152,5 cm

My Rome (Bubble) – performance prodotta dalla Galleria Pack – si è svolta ai Musei Capitolini, dove l’artista si è relazionato con lo spazio michelangiolesco e la classicità attraverso bolle di sapone: “vi aspettate chissà che cosa ed io faccio una cosa semplice: le bolle di sapone”, sembra dire al pubblico l’artista. Le bolle divengono simbolo della vita che si sta svolgendo qui e ora, trasformando la storia con la “S” maiuscola in vita. E con la catasta umana di My Rome (Mountain) Zhang Huan ha voluto intervenire politicamente nella città di Roma, denunciando lo sprofondamento della metropoli nell’anonimato rispetto ai periodi d’oro che l’hanno sempre caratterizzata nella storia, dall’Impero Romano al Rinascimento, dal Barocco al Neoclassicismo, chiedendole di rialzarsi (e chissà cosa direbbe di Milano!). In una seconda serie denuncia un altro grande, attuale e insanabile problema: il distacco tra Occidente e Oriente, l’incomunicabilità, il conflitto, messi in scena attraverso un dialogo che l’artista intraprende con le statue classiche, cercando di attirare la loro attenzione come fossero persone. Ma, ovviamente, senza ottenerla.

In copertina:
Zhang Huan – My Rome (Hang Bubble) – 2005 – color print – immagine: 101,5x152,5 cm





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