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SOFT CELL. Dinamiche nello spazio in Italia. GALLERIA COMUNALE D’ARTE CONTEMPORANEA di Monfalcone
Autore: Mattia Lenzi
Data: 07.08.2008

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GALLERIA COMUNALE D’ARTE CONTEMPORANEA

SOFT CELL. Dinamiche nello spazio in Italia


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Gabriele Picco - Message from the Moon

Fra i principali obiettivi della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone ci sono stati, a partire dalle collettive di Ouverture che hanno inaugurato la galleria, il sostegno e la promozione dell’arte delle nuove generazioni, insieme alla volontà di convalidare da un punto di vista scientifico le espressioni più interessanti provenienti dal territorio. La finalità dichiarata è quella di favorire la conoscenza e la sensibilità verso ogni sorta di riflessione estetica, per sensibilizzare e formare un pubblico costituito non soltanto da ‘addetti ai lavori’ ma anche da interessati e appassionati. Sulla scorta di questo intento programmatico la Galleria ha alternato ad un preciso programma espositivo una parallela attività di divulgazione, con l’intenzione di creare un percorso di avvicinamento al mondo artistico contemporaneo, rivolto in particolare a tutti coloro che si sentono ‘lontani’ dalle espressioni artistiche legate al recente passato, o che frequentano poco l’arte contemporanea. Si tratta di un progetto in un certo senso ‘didattico’, che intende ‘alfabetizzare’ artisticamente il pubblico, fornendo sia un’adeguata informazione sia i principali strumenti, didattici appunto, legati all’interpretazione dell’opera. Nel periodo 2002-2004 il progetto LAB.IT, con le sue tre rassegne tensio, ratio e imago, ha segnato una tappa fondamentale per la Galleria, fornendo solide basi e in un certo senso ispirando la mostra SOFT CELL inaugurata il 4 luglio 2008. L’intenzione di LAB.IT era quella di indagare ed esplicare il percorso dell’elaborazione estetica, sempre nell’ambito di quella alfabetizzazione per tutto ciò che concerne l’ambito contemporaneo. Le tre componenti fondamentali del progetto, che sono poi i pilastri imprescindibili del fare artistico, erano la tensione creativa (tensione verso un obiettivo di perfettibilità coscientemente irraggiungibile), l’intelletto (quell’insieme di elementi progettuali ed attuativi che succedono ad una tensione ideativa iniziale) e la rappresentazione (ma anche ‘immaginazione’, ‘fantasia’ o immagine nel senso mediatico del termine, illusorio simulacro che delle cose – nella moderna società – offre soltanto la superficie).

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Anna Galtarossa, Jellyfish, 2006

Le importanti e significative suggestioni di queste prime mostre, unite alla volontà di inserirsi nel solco delle sperimentazioni spazialiste nate con il Futurismo, hanno dato vita, nell’estate 2008, a SOFT CELL. Dinamiche nello spazio in Italia, la mostra curata da Andrea Bruciati, che la Galleria propone fino al 31 agosto. Nel 2008 ricorre il Centenario dalla Fondazione del Cantiere Navale di Monfalcone, in particolare dall’inizio dell’attività. Il Cantiere Navale costituisce la più grande struttura industriale della provincia e ha rivestito, e continua a rivestire, un ruolo di fondamentale importanza per lo sviluppo non soltanto economico ma anche sociale di questa area. E’ attorno al Cantiere, infatti, che si è sviluppata un’intera comunità, che si è costruito e rafforzato il tessuto sociale di un territorio. Il Centenario del Cantiere rappresenta quindi un evento di grande importanza non soltanto per gli attori economici e politici ma per tutta la cittadinanza. Per questo motivo i principali protagonisti della vita economica, politica, sociale e culturale cittadina hanno deciso di celebrare questo traguardo, che rappresenta al contempo un nuovo punto di partenza, attraverso una serie di prestigiose manifestazioni. A queste si collega SOFT CELL, organizzata dall’Assessorato alla Cultura nell’ambito di Vivere di Cantiere – Monfalcone 1908.2008, che vuole mettere in relazione il Cantiere, fucina industriale, con la Galleria, laboratorio artistico, per reinterpretare il ruolo attivo della città quale centro intermodale aperto alla ricerca. Il Cantiere Navale monfalconese, e più in generale il lessema ‘cantiere’ di per se stesso, costituiscono una metafora calzante per le attività di una galleria d’arte contemporanea: un luogo dove si costruiscono e si ‘varano’ le opere d’arte, dove si attende – istruendo chi di dovere, e dunque ancora una volta anche il pubblico – alla preparazione e alla realizzazione dell’arte. L’idea alla base della rassegna, portata avanti dal curatore Bruciati, è di rivisitare gli spazi e le attività svolte in occasione del Centenario e di porre in relazione la giovane arte italiana – di cui la Galleria è centro di sperimentazione preminente – con le problematiche, le suggestioni e i materiali che connotano l’attività laboratoriale. In mostra le opere di oltre cinquanta autori italiani (o che operano nella realtà italiana) under 40: in maggior parte si tratta di interventi di tipo installativo, a cui si aggiungono una serie di opere scultoree e performative, che si relazionano alle novità sopravvenute all’interno dei confini nazionali nell’ultimo decennio. Per ciò che attiene alle modalità di allestimento la mostra è connotata dall’intreccio di una serie di prodotti estetici definiti ed opere realizzate per l’occasione, che si aggiungono e si accumulano per tutta la durata di SOFT CELL. Se si aggiunge anche l’intervento performativo che verrà realizzato in occasione del finissage il risultato è un vero e proprio ‘cantiere aperto’ in costante evoluzione, perfettamente inserito nei propositi allo stesso tempo ideativi, costruttivi e istruttivi che contraddistinguono la Galleria.

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Dacia Manto, Salida basica, 2006







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