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L'uva di Zeusi. Il Prado su Google Earth
Data: 04.02.2009

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In Art and Illusion, Ernst H. Gombrich si faceva domande di questo tipo: come funziona, esattamente, il meccanismo della rappresentazione? esiste uno stile di rappresentazione più realistico rispetto ad altri? è possibile tracciare i lineamenti di una storia evolutiva degli stili di rappresentazione pittorica? L'originalità della sua tesi consisteva nell'ammettere che una rappresentazione pittorica è un oggetto che produce in chi la osserva un'illusione consapevole: detto in altri termini, quando guardiamo la rappresentazione di un oggetto, sappiamo che ci stiamo semplicemente illudendo di guardare un oggetto stesso.

Chissà come avrebbe commentato sir Ernst H. Gombrich la notizia annunciata di recente da Google. O, meglio ancora, chissà come si comporterebbero gli uccelli di Zeusi della famosa disputa Gombrich-Goodman (secondo il primo avrebbero beccato l'uva dipinta nell'iper-realistico quadro del pittore ateniese, laddove il filosofo americano lo riteneva impossibile) di fronte alle Tre Grazie di Pieter Paul Rubens, a Las Meniñas di Diego Velazquez e ad altri capolavori del Museo del Prado esposti ad altissima definizione su Google Earth e Maps.

Dal 13 gennaio è possibile lasciarsi coinvolgere in un'esperienza virtuale se non sinestetica, almeno altamente soddisfacente per il più nobile dei sensi, la vista. Con buona pace di chi ritiene intrinsecamente povera un'esperienza monosensoriale, sarà esclusivamente l'occhio del visitatore virtuale - e, ci si augura da Google, dello studioso d'arte e del ricercatore - a godere dell'altissima risoluzione (14 mila milioni di pixel: 1.400 volte la definizione di un'immagine prodotta da una macchina fotografica da 10 megapixel) di riproduzioni fotografiche di quattordici tra i migliori pezzi della collezione madrilena. A carpire, cioè, segreti che si celano nella trama microscopica di quei quadri, e di cui, probabilmente, nemmeno i conservatori della pinacoteca hanno consapevolezza.

Non solo, l'esperienza sarà resa ancor più ricca grazie alla possibilità di aggirarsi - sempre virtualmente - in spazi tridimensionali che simulano i veri locali della pinacoteca, le sue gallerie, le sue stanze. È stato un lungo e meticoloso lavoro di repertazione fotografica, portato avanti per tre mesi a partire dallo scorso mese di maggio dalla società Mad Pizel di Madrid, a rendere possibile l'impresa. 8.200 immagini totali, 1.600 soltanto per Il Giardino delle Letizie di Hieronymus Bosch: esplorare le pupille dei santi, le lacrime delle pie donne ai piedi della croce, nella Deposizione di Roger van der Weyden o le piume della colomba dipinta sul capo della Vergine da Giambattista Tiepolo, nell’Immacolata Concezione, diventa esperienza accessibile a qualunque internauta da ogni angolo del mondo. Il direttore del Prado, Miguel Zugaza, invita alla cautela: «un’immagine virtuale, per quanto di un realismo prodigioso, non sostituisce l’esperienza dell’opera in diretta». Già, chissà come si comporterebbero gli uccelli di Zeusi.





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