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MUSIKEY FEBBRAIO 2009
Autore: Mdi Ensemble
Data: 09.02.2009

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MUSIKEY FEBBRAIO 2009



Questo mese...
–    Mdi Ensemble si presenta: Botta e risposta con Sonia Formenti, flautista dell'ensemble
–    Discografia: Antiterra, musiche di Stefano Gervasoni
–    Tema del mese: la musica e il cinema. Intervista ad un giovane compositore, Roberto Boarini.



Botta e risposta con … Sonia Formenti
     formenti_sonia
Nome: Sonia
Cognome: Formenti
Età: 26
Qual è il tuo ruolo in Mdi Ensemble? Flautista
Quando hai iniziato lo studio del tuo strumento? A 11 anni, alle scuole medie.
Quando e come ti sei avvicinato alla musica contemporanea? Istintivamente durante i miei studi al Conservatorio ho iniziato a studiare partiture meno accademiche quasi da subito...quindi verso i 14 , 15 anni.
Quando sei entrata in Mdi Ensemble? Sei anni fa. Ero già molto interessata a questa realtà. Proprio agli inizi il direttore Yoichi mi aveva contattata per partecipare al progetto, ma diverse circostanze mi avevano impedito di entrare a farne parte a tutti gli effetti da subito...l'ingresso poi è stato impegnativo , ma divertente.
Quali le differenze strumentali con il repertorio classico? Credo che nella musica di oggi l'uso dello strumento si sia allargato tanto da andare oltre il "flautismo", perciò non bisogna stupirsi se viene richiesto l'utilizzo di suoni classicamente brutti , di rumori o di un uso "improprio" del flauto.
E le soddisfazioni musicali? La fine di un concerto ben riuscito dà sempre tanta soddisfazione e credo non conti quale musica si esegua. Tutta la musica è sempre un momento di incontro e comunicazione. Se fatta col cuore e passione non può che dare soddisfazione.
Assisti come spettatore a concerti di musica contemporanea? Con piacere assisto a concerti di musica contemporanea e mi sorprendo sempre delle novità.
Come ti senti quando devi suonare musica contemporanea davanti al pubblico, in concerto? Come dicevo prima la musica è comunicazione. Quando si suona in pubblico si ha la massima espressione di questa arte, perchè la presenza di un fruitore crea la magia che fa fiorire l'idea musicale dell'esecutore. E' uno scambio reciproco di sensazioni.
Cosa pensi di chi viene ad ascoltare un tuo concerto di musica contemporanea? Penso sia gente molto aperta e curiosa. Obiettivamente, anche se io credo che tutta la musica sia musica, l'idea generale che la gente ha non è rosea. Perciò apprezzo moltissimo chiunque abbia interesse verso le nuove frontiere della musica e non si lasci condizionare dai preconcetti.
Temi la critica? A volte...
Cosa consigli a chi non ha mai ascoltato musica contemporanea? Di ascoltare in modo istintivo, chiudere gli occhi e ripulirsi la mente da ogni preconcetto...lasciarsi trasportare dai suoni senza preoccuparsi di dover capire o dare una forma definita a ciò che ascolta.
Come lo convinceresti ad ascoltare musica contemporanea? La musica contemporanea è espressione pura come tutta la musica , non c'è motivo di credere che sia inaccessibile. Ed è stimolante pensare che sia frutto del tempo in cui viviamo.



Per conoscere in dettaglio il profilo professionale di Sonia: http://www.mdiensemble.com/ link ensemble




I concerti


12 febbraio 2009 ore 21.00, Teatro Fondamenta Nuove - Venezia
Trophies (become objects of daily use)
musica di Alessandro Bosetti
Alessandro Bosetti voce, elettronica, Audrey Chen voce, violoncello, Christian Kesten voce, Kenta Nagai  chitarra, shamisen, Morten J. Olsen batteria, supercollider

14 febbraio 2009 ore 21.15, Palazzo Biscari - Catania
Musica contemporanea e tradizione classica rivista da compositori del nostro tempo
musiche di Manca, Eötvös, Schumann, Kurtág, Gervasoni, Pésson, Mozart
eseguite da Mdi Ensemble: Sonia Formenti flauto, Paolo Casiraghi clarinetto, Carlotta Conrado violino, Paolo Fumagalli viola, Giorgio Casati violoncello, Luca Ieracitano pianoforte

17 Febbraio ore 21.00, Sala Petrassi, Auditorium Parco della Musica  - Roma
Una produzione Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Istituzione Universitaria Concerti
A Secret Rose in prima europea musiche di Rhys Chatham  
eseguite da cento chitarre elettriche, basso (Steve Piccolo) e batteria (Jonathan Kane) Rhys Chatham, direttore Roberto Longo, video



Discografia - Antiterra


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musiche di Stefano Gervasoni, eseguite da Mdi Ensemble, editore Aeon, Paris


Un ciclo di tre brani di Stefano Gervasoni indipendenti uno dall’altro, ma che per esplicita confessione del compositore costituiscono una trama unica: An, Animato, Antiterra.
E il legame ancestrale è evocato nella particella an, l’incipit di ogni pezzo, la preposizione tedesca usata per dedicare qualcosa a qualcuno.
Una storia in tre parti, una dedica in tre tempi, si arricchisce ogni volta di intensità sonora: sono impiegati solo cinque strumenti nel primo brano, che diventano otto nel secondo e addirittura dodici nel terzo.
Un crescendo di emozioni tradotto dalla corposità della materia musicale che aumenta.
Attorno a questi tre brani è già stato costruito un programma che include anche due pezzi con voce, Least Bee e Godspell, e uno per ensemble e cymbalom solista, Epicadenza.



Tema del mese – La musica e il cinema
Per il suo essere così indefinito, impalpabile, sfuggente, la musica contemporanea si presta moltissimo alla fusione con le altre arti.
Sono parecchi i compositori infatti che producono per il cinema, il teatro, per spettacoli di danza, per affiancare la loro musica a testi poetici o alla video arte.
I rapporti tra musica e cinema, forse per la natura stessa di entrambi i linguaggi, intrinsecamente progressivi e ritmici, sono sempre stati molto stretti. Un motivo musicale, con tutte le sue possibili sfumature, riesce ad esprimere avvenimenti, sentimenti e pensieri intimi; silenzi accompagnati dalla musica rivelano gli stati d'animo di un personaggio molto più profondamente di quanto possa mai riuscire a fare un'ora di dialogo.

In  La musica per film,  Theodor W. Adorno e Hanns Eisler scrivono:

La musica per film dovrebbe lampeggiare e scintillare. Dovrebbe scorrere quasi così rapidamente, da accompagnare l'ascolto fugace trascinato via dall'immagine, senza rimanere indietro con sé stessa. I colori musicali si lasciano percepire più rapidamente e con minor sforzo che non le armonie, purché non obbediscano allo schema tonale e, in quanto specifiche, non vengano in senso proprio registrate. Ed è nel contempo questo lampeggiare e questo cangiare che si riconcilia più rapidamente con la tecnicizzazione. Nella sua attitudine a sparire subito, la musica riprende tuttavia l'esigenza in cui consiste il suo inevitabile peccato cardinale nel cinema: l'esigenza di esserci.

La musica, linguaggio universale, in tantissimi casi ha concretamente aiutato i più diversi cineasti a ideare intere sequenze, ad architettare il montaggio di scene fondamentali, ad illuminare le più profonde relazioni che si nascondono tra le inquadrature. Viceversa, le immagini del cinema generano sensazioni che possono poi esprimersi pienamente solo attraverso la musica, la quale diventa a volte parte integrante della trama del film.

Come si pone la musica in relazione alla scena? Quali ne sono le caratteristiche che la identificano esclusivamente come musica da film? Come nasce una colonna sonora? La musica è il respiro o il linguaggio dell'anima o una splendida, meravigliosa architettura di suoni ?
Comunque la si voglia pensare, parlando di cinema sarebbe impossibile pensare a un film senza colonna sonora. Non a caso, ancora nell'epoca del film muto, si sentì subito l'esigenza di un pianista davanti allo schermo, spalle agli affascinati spettatori, che sottolineava con le note le scene che passavano. E non a caso, nel lontano 6 ottobre del 1927, il primo film sonoro (Warner Bros - USA ) fu " The Jazz Singer" di Alan Crosland. Allora si trattò soltando di una rudimentale (ma per l'epoca fu un vero miracolo) sincronizzazione dell'immagine con la musica emessa da un grammofono particolare (Vitaphone)e soltanto più tardi, grazie al "Movietone" di Theodor Case della Fox, comparvero i dialoghi integrati in banda ottica alla pellicola.



Il compositore – Intervista a Roberto Boarini


foto_boarini_400  Roberto Boarini è un giovane compositore veneto di adozione romana che dal 2001 collabora con il Centro Sperimentale di Cinematografia dCapitale.
Mdi approfondisce con alcune domande modalità e tecniche compositive, curiosità ed idee che portano alla creazione di una colonna sonora.


MDI – Roberto, come nasce la tua musica?
Roberto Boarini Da un'idea, come sempre. Per la musica da film mi lascio suggestionare dalle immagini, vedo il materiale girato, il montaggio, vado sul set quando posso... Inizio a scrivere da un punto preciso che mi colpisce particolarmente e poi, se verifico che funziona, lo sviluppo fino a farlo diventare una partitura.

MDI – Diplomato in composizione, sei autore di musica contemporanea. Come hai scelto di specializzarti nella musica per film? E' stato un caso o una scelta?
R.B. - E' stato un caso che mi si sia presentata l'occasione nel 2001 di comporre le musiche per il cortometraggio "Natale" del regista Claudio Cicala, ma è anche grazie alle scelte che ho fatto in seguito che ho avuto la possibilità di fare quel che ho fatto. E' passato un "autobus" e io son saltato su, non sapendo dove mi avrebbe portato, per cui ho avuto anche una buona dose di fortuna... che non guasta mai!


MDI - Ci sono degli standard compositivi, degli elementi caratteristici che determinano la musica per film e che la rendono dunque esclusiva nel suo genere?
R.B. - In Italia purtroppo non esistono scuole specifiche dove vengano insegnate le tecniche di composizione per la musica da film. Esistono vari corsi di musica da film in cui si parla di questo tipo di musica ma pochissimi in cui si fa effettivamente e concretamente musica da film. Questo è un grosso problema perché così non si crea la cultura della musica da film: tantissime pellicole italiane non hanno una colonna sonora composta ad hoc ma utilizzano musiche di repertorio, soprattutto provenienti dal pop per chiari motivi commerciali. In questo modo però la musica non sarà mai perfettamente aderente alla scena, proprio perchè non è stata composta appositamente per essa.


MDI - Come si fondono musica e cinema? Cosa ne scaturisce?
R.B. - Personalmente cerco di rispettare la scena: sotto un dialogo tendo a non "invadere il campo" con strumenti che possano distogliere l'attenzione dal racconto, cerco di valorizzare le immagini con le diverse tecniche che conosco (ridondanza, contrasto...), di enfatizzare un messaggio che magari nel film è solo accennato; la musica è un linguaggio, che in un film si fa veicolo di significati inespressi a parole o a immagini.

MDI - Dal punto di vista tecnico come si svolge il tuo lavoro?
R.B. - In questi anni ho avuto modo di sperimentare diverse metodologie di lavoro: i primi brani li ho composti al pianoforte facendo i salti mortali per mandare la musica a sincrono con le immagini "al volo", cioè facendo partire il videoregistratore e cominciando a suonare. Successivamente componevo sempre al pianoforte, ma poi inserivo il materiale nel computer, quindi facevo partire "al volo" il videoregistratore e poi il computer (che riproduceva suoni midi). In seguito ho cominciato ad importare il video all'interno della sessione di lavoro nel computer e il lavoro di sincronizzazione si è semplificato parecchio. E' stato però l'incontro e l'aiuto dell'amico e collega Fabrizio Castania che mi ha convertito definitivamente, credevo, alla tecnologia. Dico credevo perchè  da qualche mese ho rivisto la disposizione del mio studio di produzione (e quindi anche la tecnica di lavorazione) e sono tornato alla composizione al pianoforte, avendo constatato che esiste una differenza di approccio all'oggetto musicale a seconda della metodologia di lavorazione.

MDI – Il tuo rapporto con gli esecutori?
R.B. - Il momento più bello di tutto il processo di realizzazione (dal "concepimento" della musica alla post-produzione) della colonna sonora è per me l'istante preciso in cui, in sala d'incisione, vengono sistemate le parti dell'orchestra sui leggii. L'orchestra deve ancora arrivare ed io sono sempre preoccupato, felice per il lavoro svolto e - soprattutto - stremato. Ma quel momento è il mio "Sabato del villaggio", è lì che mi prefiguro quel che sarà da lì a poco. In effetti è un lavoro bellissimo.
Fino ad ora ho sempre avuto un buon rapporto con i musicisti che hanno suonato le mie musiche, sia che li conoscessi sia che non ci avessi mai lavorato insieme prima. Però credo che il merito sia loro, perchè quando dirigo per registrare le mie musiche credo di essere abbastanza insopportabile...


MDI – E il rapporto con i registi?
R.B.Dipende dal regista. Finora le persone con cui ho lavorato appartenevano a categorie diverse. C'è stato chi mi ha lasciato fare e si è interessato poco alla lavorazione, chi invece, preoccupatissimo, ha seguito da vicino tutto il lavoro e chi addirittura ha quasi preso parte alla composizione, tanto è entrato nel mio lavoro (e nella mia vita di conseguenza) durante la composizione delle musiche per il suo film.

MDI
- Progetti per quest'anno?
R.B. - Quest'anno comporrò le musiche per un lungometraggio (Bury the love axe) del regista Christian Filippella, diplomato al CSC a Roma e poi "emigrato" negli States, a Los Angeles, dove si è diplomato lo scorso anno all'American Film Institute, una delle scuole di cinema più prestigiose al mondo, con il cortometraggio di diploma "Narcissus dreams" per cui ho composto la colonna sonora.

MDI
- Che ne diresti di una collaborazione con Mdi Ensemble? Noi non abbiamo mai avuto esperienza di esecuzione di musiche da film ma siamo specializzati nel repertorio contemporaneo. Per noi sarebbe  un'esperienza di sicuro interesse artistico, per te l'inizio di una nuova e, se funziona, solida collaborazione.
R.B. - Sarebbe molto stimolante, oltre che un grande onore ed ho già in mente qualcosa da proporvi... Si potrebbe pensare ad uno spettacolo in cui alcune immagini tratte da film (o realizzate ad hoc) vengono proiettate e la colonna sonora eseguita dal vivo "a sincrono" con le immagini. Con tutte le problematiche tecniche che ne derivano... Difficile e stimolante... Pane per i nostri denti! Ciao e in bocca al lupo!



I siti
http://www.mdiensemble.com/
http://www.aeon.fr/
http://www.robertoboarini.com/
http://www.csc-cinematografia.it/
http://www.repertoriozero.org/
http://www.aiolc.it/



Il libro – Il suono e l'immagine. Musica, voce, rumore e silenzio nei film

Autore Vincenzo Ramaglia; Editore Audino, collana Manuali di Script

La saggistica (italiana, almeno) ha sempre trascurato il rapporto complesso e cruciale tra suono e immagine interessandosi, al limite, a una soltanto delle sue molteplici sfaccettature: la musica da film. Questo testo si propone di colmare questa lacuna, occupandosi invece del suono cinematografico a 360 gradi: fatto non solo di musica, ma anche di parole, di rumori e persino della propria assenza. Un intero capitolo è dedicato infatti al silenzio. Attraverso l'analisi di un numero nutrito di sequenze, il suono cinematografico viene indagato nella sua interazione col racconto filmico (analisi diegetica), con le immagini di una singola sequenza (analisi sincronica) e con la struttura audiovisiva di un intero film (analisi diacronica).


In evidenza – Concorso di Composizione Kinderszenen


Il CIDIM bandisce un concorso per la composizione di un singspiel originale ed inedito per i bambini dai 5 agli 11 anni. Il concorso è aperto a tutti i compositori di nazionalità italiana che al 31 dicembre 2009 non abbiano compiuto i 36 anni di età. Scadenza 30 settembre 2009.

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Le istituzioni

AIOLC Associazione Opera Lirica Contemporanea

L'AIOLC è una associazione - riconosciuta dal Dipartimento dello Spettacolo del Ministero dei Beni Culturali - che in Italia si occupa di produrre e promuovere l'opera lirica contemporanea. In questo progetto sono  coinvolti artisti, tecnici, strutture e istituzioni che operando nel settore dello spettacolo e delle arti multimediali desiderano interagire e confrontarsi con l'estetica della contemporaneità applicandola al teatro musicale.


AIMI  Associazione di Informatica Musicale Italiana

Dal 1981, anno della sua fondazione, l'AIMI ha lo scopo di coordinare e favorire lo sviluppo delle attività legate all'interazione tra tecnologia e musica.
L'AIMI promuove lo scambio di competenze e il dialogo tra le persone e le istituzioni del mondo musicale e scientifico, la diffusione delle opere musicali e degli studi scientifici e la didattica.
È perciò il punto di riferimento per i ricercatori e i musicisti italiani che si occupano di informatica musicale.









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