ArtKey Magazine | ArticoloNon sarà quella di Manzoni ma sempre merda è
Autore: Stefano Riba
Data: 13.03.2009
Il video http://www.youtube.com/watch?v=xZv-U29SxxM&eurl=http://www.wikio.it/video/917729 inizia con la dissolvenza su una porta. È filmato in soggettiva, quindi è come se fosse lo spettatore a varcare l’uscio per trovarsi all’interno di un’abitazione. Spinto da curiosità voyeuristica e da intento ignoto, l’occhio digitale si sposta in camera da letto registrando la presenza di un televisore sulla sinistra e di un letto matrimoniale con sopra una trapunta lisa. Non trovando nessuno, continua poi verso il soggiorno. Un divano vuoto, due poltrone con gli schienali protetti da poggiatesta all’uncinetto, una vetrinetta con i volumi di un’enciclopedia, un ficus su un tavolino. L’impressione è di essere nella casa di una nonna, ma dell’anziana non c’è traccia. Manca un’ultima stanza: il bagno. Ecco la padrona di casa, è seduta sul cesso. “Io sono la signora Cavalluzzi Vincenza – si presenta -. Ho 74 anni. Vendo la mia merda all’asta”. Se in basso a sinistra non ci fosse il logo del Codacons (l’associazione che tutela i consumatori), verrebbe da pensare allo scherzo di un nipote sadico che, dopo aver filmato la nonna rimbambita o complice, mette tutto su You Tube. Ma non è così. La signora Cavalluzzi prosegue il racconto e dice che è costretta a vendere le proprie feci perché è l’unica cosa che le rimane dopo aver perso i risparmi di una vita nel crack della banca d’affari Lehman. In un gioco di montaggio e dissolvenze, nel video appare, seduto sulla stessa tazza, Carlo Rienzi, il presidente del Codacons che, con una battuta poco felice, afferma: “La banca italiana le ha venduto carta straccia e ora la signora Cavalluzzi è costretta a vendere quel poco che ancora esce dal suo corpo”. Stipsi o no, la signora ha riempito un barattolo che è stato prontamente etichettato (Merda di Fallita Lehman. Prodotta e inscatolata dall’artista nel marzo 2009) e che il 27 marzo sarà messo all’incanto dalla casa d’asta romana Antonina. La scatoletta è stata certificata come “opera d’arte” nientemeno che da Vittorio Sgarbi, che ne ha anche garantito il valore: 15mila euro. Se venisse venduta a quella cifra la signora Vincenza rientrerebbe così dei 14mila euro persi nel fallimento della banca americana. Insomma, non sarà di Manzoni, ma sempre di merda si tratta. E costa anche molto meno. |
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