ArsKey Magazine | Articolo


Sotheby's, Christie's e Phillips De Pury: anche le aste piangono
Autore: Nicola Maggi
Data: 02.04.2009

vai alla pagina
(da Artkey n°9)Il rating di Sotheby’s fissato da Standard & Poor’s al livello più basso (BBB-), il giro d’affari di Christie’s ridotto del 10% nel 2008. E come se non bastasse, le prime aste di contemporanea del 2009 hanno fatto registrare risultati quanto meno deludenti a fronte di cataloghi ridotti e prezzi al ribasso. Se qualcuno poteva avere ancora qualche dubbio, ecco la conferma: la crisi è ufficialmente approdata alle costa del mercato dell’arte contemporanea. In attesa delle aste italiane di primavera, ecco cosa è successo alla prima prova del 2009 nelle tre principali piazze londinesi: Sotheby’s, Christie’s e Phillips de Pury.

dsc00393_400

Sotheby’s - “Siamo entusiasti dall’eccezionale risultato della evening sale - il primo test del 2009 - che ha dimostrato la fiducia nel mercato di oggi, modificato certo, ma funzionante. La nostra strategia di organizzare un’asta con lavori di alta qualità, nuovi per il mercato e di provenienza eccellente, ha portato ad un tasso di vendita del 92,6%, uno dei più alti mai realizzati in un’asta di arte contemporanea a febbraio. I prezzi stabiliti per Fontana, Richter e Koons mostrano che il mercato continua a rispondere con entusiasmo alla rarità e alla qualità”. È quasi un sospiro di sollievo quello di Cheyenne Westphal, presidente del settore arte contemporanea di Sotheby’s Europa, al termine dell’asta del 5 febbraio scorso che ha aperto ufficialmente il 2009 per la casa londinese. Le percentuali della evening sale di New Bond Street sembrano rimandare, infatti, ad una stagione che appare ormai lontana anni luce: 92,6% per quanto riguarda la vendita in lotti e 90,7% in valore. E percentuali quasi identiche si sono registrate anche nelle day sale del giorno successivo: 88,9% in lotti e 92,3% in valore. Le percentuali, però, si sa, possono essere ingannevoli. E basta, infatti, fare un rapido confronto con i risultati delle aste di contemporanea tenutesi nel febbraio dello scorso anno per vedere come i primi risultati 2009 di Sotheby’s siano tutt’altro che entusiasmanti.

1233583652148l
Gerhard Richter, Troisdorf, 1985

Se paragoniamo i cataloghi del 27 e 28 febbraio di un anno fa - con i quali si era aperto il 2008 della casa londinese - e quelli del 5 e 6 febbraio 2009, salta subito all’occhio, difatti, come questi ultimi siano decisamente più contenuti, sia dal punto di vista del numero di lotti - 366 nelle due aste dello scorso anno contro i 171 di oggi - sia dal punto di vista dei prezzi: le prime due sedute di quest’anno hanno fatto registrare un calo del volume d’affari dell’81% per la evening sale e del 71% per l’appuntamento diurno e, complessivamente, solo tre opere hanno superato il milione di sterline: “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana (poco più di 4 milioni e 400 mila sterline, contro una stima pre-asta di 5-7milioni di sterline); “Stacked” di Jeff Koons (oltre 2milioni e 840mila sterline a fronte di una stima pre-asta di 2,2-3,2 milioni) e “Troisdorf” di Gerhard Richter, battuto a oltre 2milioni e 110mila sterline e con una stima iniziale di 1,5.2milioni. Alla luce di queste rapide considerazioni, dunque, se la partenza di Sotheby’s per quanto riguarda l’arte contemporanea rimane comunque positiva, visti i tempi che corrono, allo stesso tempo, dietro il commento di Westphal è possibile intravedere tutta l’apprensione della casa d’aste inglese per l’anno appena iniziato. Per New Bond Street, infatti, il 2008 si è chiuso in modo disastroso (- 73,15% a Wall Street), con l’assegnazione, da parte della Standard & Poor’s, del livello di rating più basso: BBB -. Livello che potrebbe ancora scendere, fino a vedere i titoli della casa londinese bollati con quello di “Junk”, spazzatura. Una valutazione, quella di Standard & Poor’s dovuta alla  previsione di una forte riduzione del giro d’affari di Sotheby’s nel 2009. Riduzione già in parte confermata dai primi due appuntamenti.

fontanaconcettospazialevenezia_01
Lucio Fontana, Concetto Spaziale, 1961

Christie’s
- Se Sparta piange, Atene non ride. Il 2009 da Christie’s non si è aperto nel modo migliore. Nelle prime due aste di arte contemporanea, infatti, non solo le percentuali di venduto non sono state entusiasmanti ma tra gli invenduti ci sono state due grosse delusioni: Bacon e Rothko. La evening sale dell’11 febbraio, durata solo 36 minuti, si è chiusa con il 79% di lotti venduti (23 lotti su 31) e 51% in valore, ossia poco sopra gli 8milioni e 392mila sterline contro una stima iniziale di oltre 15milioni. Risultato su cui è pesata la mancata vendita degli unici due lotti stimati sopra i due milioni di sterline: “Man in Blue VI” di Francis Bacon – precedentemente annunciata come l’opera che doveva guidare le aste di febbraio – e  “Green Blue Green on Blue” di Mark Rothko. Come se non bastasse, solo il 48% dei lotti è stato battuto al di sopra della stima pre-asta. Non diverso il risultato della day sale del 12 febbraio: 78% dei lotti venduti (72 su 92) per un totale di circa 3milioni e 500mila sterline. Se confrontate con le prime due aste del 2008, il divario appare impressionante.

Gli appuntamenti del 6 e 7 febbraio dello scorso anno con l’arte contemporanea da Christie’s avevano visto un catalogo di ben 252 lotti, contro i 123 dell’11-12 febbraio 2009. E se nel 2008 la percentuale di venduto era attorno al 70% in base ai lotti, quella in valore era, in media, dell’83%, quasi il 30% in più rispetto ad oggi. Infine, una curiosità che la dice lunga su come siano cambiati i tempi: anche nel 2008 fu un’opera di Bacon a guidare le aste di febbraio di contemporanea da Christie’s: “Triptych 1974-1977”, battuto per oltre 26milioni e 340mila sterline, il prezzo più alto mai pagato in Europa per un’opera del dopoguerra. Come già per Sotheby’s, i primi appuntamenti dell’anno da Christie’s sembrano quindi, confermare l’andamento registrato nel 2008, anno che si è chiuso per la casa di François Pinault con un calo del giro d’affari pari al 10%.

p1010580_400

Phillips De Pury – Per  la casa d’aste della finanziaria russa Mercury, il 2009 è iniziato in linea con i risultati delle sue concorrenti:  Sotheby’s e Christie’s. Tra i 176 lotti in catalogo, opere di Jeff Koons, Karen Kilimnik, Martin Kippenberger, Keith Haring e Tracey Emin. Il tutto per una stima iniziale tra gli 8milioni e 500mila e gli 11milioni e 715mila sterline. Ma il risultato è stato ben al di sotto delle aspettative: le due aste del 12 e 13 febbraio, infatti, hanno totalizzato poco più di 5milioni e 820mila sterline, con una percentuale di lotti venduti attorno al 70%. Dei 53 lotti presentati alla evening sale del 12 febbraio, solo 35 sono andati venduti (66,6%) per un totale di oltre 4milioni e 213mila sterline, pari al 61% in valore, prendendo come riferimento la stima pre-asta più bassa. Meglio l’appuntamento diurno del 13, con il 78% dei lotti venduti (96 su 123) e 94% in valore: 1milione e 607mila contro il milione 700mila stimato. Risultati ben al di sotto, anche in questo caso, rispetto alle aste del febbraio 2008: circa 28milioni di sterline nella evening sale del 28 febbraio e oltre 4milioni e 500mila nella day sale del 29.

090127markrotkogreenbluegreenonblue
Mark Rothko, Green, Blue, Green on Blue, 1968

Uno sguardo all’Italia - Il grosso delle aste italiane di contemporanea è in programma tra marzo e giugno ma per Meeting Art e Finarte il 2009 è già iniziato. E, tutto sommato, con risultati abbastanza positivi. Le prime sei sessioni d’asta di Meeting Art (17 gennaio - 1° febbraio) si sono chiuse con la vendita dell’81,5% dei 750 lotti in catalogo, totalizzando oltre 2milioni e 420mila euro.  Al 46,2% si è fermato, invece, il numero di lotti venduti da Finarte nell’asta veneziana del 24-25 gennaio scorso totalizzando poco più di 739mila euro. Ma si tratta di dati in linea con il 2008 e che potrebbero confermare come la crisi economico-finanziaria in atto stia scarsamente influenzando il mercato italiano, i cui problemi sono legati ad altri fattori. I conti, però, si fanno alla fine e non è ancora il tempo per fare bilanci.
L’anno è appena iniziato.

christies_11febbr09_cont_lotto11
Francis Bacon, Man in Blue VI, 1954

In copertina: Jeff Koons, Stacked, 1988





© ArsValue srl - P.I. 01252700057