ArtKey Magazine | ArticoloSONIA CECCOTTI – FACCE RICICLATE – GIAMAART STUDIO, VITULANO (BN)
Autore: Margherita Coppola
Data: 06.04.2009
Vai all'evento: SONIA CECCOTTI - FACCE RICICLATE Vai alla sede: GiaMaArt studio Gli artisti correlati: Sonia Ceccotti Volti familiari, sconosciuti o traslati da fotografie. Figure lontane l’una dall’altra unite dal medesimo sguardo, lo sguardo di chi è costantemente in ricerca. Intensi e minimali, i ritratti di Sonia Ceccotti, lasciano da parte lo spirito di conservazione dell’immagine per dar spazio a un gioco di sperimentazione tecnico-stilistica. Facce riciclate, prima personale dell’artista pisana alla GiaMaArt studio (curata da Gianfranco Matarazzo e visibile fino al 20 giugno), segna l’inizio di un nuovo ciclo. Abbandonata la pittura a olio e i quadri dai lontani richiami freudiani, la Ceccotti, su una base di disegno a carboncino, sviluppa dei dipinti-collage dai toni sobri. ![]() GIUDITTA RICICLATA carboncino, acrilico, scotch su cartone ondulato 100x100 anno 2009 ![]() MALINCONIA RICICLATA carboncino, acrilico, scotch su cartone ondulato 130x100 cm anno 2009 Cartone ondulato, nastri adesivi e isolanti, codici a barre: questi gli elementi “riciclati” dalla quotidianità e trasformati in opere d’arte. Elementi che non costituiscono la base armoniosa dell’opera bensì una rifinitura, una linea spezzata nella continuità dell’immagine. Alla tradizione e alla tecnica del disegno (che l’artista dimostra conoscere bene), è data una piccola ed elegante spallata. Il concettualismo, a volte forzato in alcuni artisti contemporanei che si danno alle forme d’arte esteticamente esasperate trasformando l’opera stessa in un “contenitore”, qui diviene secondario o, meglio, completamente lasciato alla sensibilità di chi guarda. L’artista non carica di significati l’atto del riciclare: non c’è impegno sociale o denuncia, solo arte. Quello della Ceccotti è un gioco, un gioco semplice e, spesso, è nella semplicità che risiede la sorpresa e l’originalità. E’ proprio dalla naturalezza di un gesto abituale, come quello di imballare le proprie tele per delle spedizioni, che nasce e si delinea l’intuizione per un nuovo linguaggio: trasfigurare i componenti di un’azione comune per renderli un tutt’uno col dipinto. Ma, il gesto del recuperare non si ferma solo alla fisicità dell’opera. Quello della pittrice trentacinquenne è un riciclaggio double-face. Al ri-utilizzo di materiali poveri si aggiunge anche un ri-utilizzo figurativo, per l’appunto “facce riciclate”. Ritratti già in lavori precedenti, i protagonisti dei “cartoni ondulati” sono figure centrali nella vita dell’artista, o lei stessa, ma non solo. A essere “scotchiati”, anche volti muliebri carpiti da internet. Così, accanto ad “Amelia riciclata” e “Giuditta riciclata” si affiancano, visi senza nome, sconosciuti, personificazioni della “Malinconia riciclata” o dell’ “Attesa riciclata”. Quello dell’artista toscana non è, però, un freddo esercizio di stile. In ogni figura recuperata e riadattata si proiettano e introiettano gli slanci e le cadute emozionali della giovane pittrice: decine di volti che rappresentano un solo, unico volto: l’intimità psichica ed emotiva della Ceccotti. Il gioco, quindi, non è solo tecnico ma, soprattutto, psicologico: l’ “io” è l’anima dei cartoni ondulati, nascosto da nastri e scotch che celano e al contempo svelano. ![]() ATTESA RICICLATA carboncino, acrilico, scotch, rete in gomma su cartone ondulato - cm 100x148 anno 2009 ![]() AMELIA RICICLATA carboncino, acrilico, scotch su cartone ondulato cm 100x130 anno 2009 In copertina: LA SPOSA RICICLATA carboncino, acrilico, scotch su cartone ondulato- 100x148 cm anno 2009 |
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